CHIUSI, PIOVONO AQUILE… I SIMBOLI DELL’EPOCA D’ORO SI SGRETOLANO

venerdì 15th, settembre 2023 / 17:03
CHIUSI, PIOVONO AQUILE… I SIMBOLI DELL’EPOCA D’ORO SI SGRETOLANO
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CHIUSI- “L’opera alata (a lui tanto cara) sopra librantesi romanamente”… Così c’è scritto su una targa posta sulla facciata del palazzo dove c’è la filiale dell’Unicredit a Chiusi Scalo. La targa è in ricordo di Furio Fè, proprietario dell’immobile. Ed è firmata Lions Club. La figura alata è un’aquila… Apparentemente tipica delle sculture del “ventennio”.

Ieri un pezzo di un’ala è caduto rovinosamente a terra. Ha colpito un’auto parcheggiata, ma per fortuna nessun danno a persone. Anche le aquile cadono. In certi territori durante forti temporali piovono rane… a Chiusi piovono aquile. Perché dopo 103 anni anche le aquile possono avere dei cedimenti.

L’aquila in questione, anche se da molti associata all’archiettura del regime fascista, in realtà non ha niente a che vedere con il regime mussoliniano, perché è precedente, precisamente del 1920 (c’è pure scritto a caratteri romani sul piedistallo). E non era un simbolo di regime, ma semplicemente il “logo” di una officina meccanica: l’Officina Mori, una delle tante che negli anni ’20 erano presenti a Chiusi Scalo. Non a caso sotto l’aquila ad ali spiegate c’è una ruota con pneumatico. Simbolo di un automezzo a motore. D’altra parte più che negli anni del fascismo, che doveva ancora venire e prendere il potere, si era negli anni del futurismo.

E Chiusi Scalo era forse la realtà più futuristica e “americana” di tutta la provincia di Siena e di tutto il comprensorio. Basti pensare che a Chiusi Scalo, non lontano dall’Officina Mori, nel 1926 c’era la prima concessionaria della Harley Davidson della Toscana. C’erano distillerie, cementifici, pastifici, fornaci, ma anche molte officine, distributori di carburanti (rari all’epoca) garages e rimesse per i primi autobus…  Chiusi Scalo dal 1920 al 1930 somigliava più a Detroit che a Siena.  Anche le pubblicità sui muri erano più simili a quelle americane che a quelle che si potevano vedere a Montepulciano, Castiglione del Lago o Cortona… La crisi del ’29, poi la guerra, con i bombardamenti e l’occupazione nazista, spazzarono via tutto. O quasi. Quell’aquila, di cui ieri è venuto giù un pezzo, era uno degli ultimi simboli di quell’epoca, che poi è la stessa che è stata presa a base della festa paesana dei Ruzzi della Conca. Chiusi Scalo affonda le sue radici negli anni dell’unità d’Italia, della nascita della ferrovia, negli anni del “futurismo” che videro l’esaltazione del rombo dei motori e dell’odore dell’olio e della benzina… 

Certo il palazzo con l’aquila, al momento transennato per sicurezza, come dicevamo, è del 1920: 103 anni non sono bruscolini. La targa che la cita come “figura alata librantesi romanamente” è un obbrobrio: che significa “romanamente”? che è un simbolo della potenza di Roma, come amava dire Mussolini? Se così fosse sarebbe un bene che abbia cominciato a venir giù…  Ma siccome non è così, e l’aquila era tutt’altra cosa, forse sarebbe bene ripristinarne l’ala deteriorata e togliere invece quella targa, che a dirla tutta, anche in italiano fa acqua da tutte le parti…

m.l.

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