CHIUSI, FLASH MOB CON LA PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA DEI FRATELLI CERVI

mercoledì 26th, luglio 2023 / 11:15
CHIUSI, FLASH MOB CON LA PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA DEI FRATELLI CERVI
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CHIUSI – Come in molte altre città e paesi d’Italia, ieri, 25 luglio, anche a Chiusi è stata offerta la “Pastasciutta antifascista”. Iniziativa della locale sezione ANPI “Tiradritti”, in ricordo della pastasciutta offerta il 26 luglio del ’43 dalla famiglia Cervi, nelle campagne di Reggio Emilia, per festeggiare “tutti insieme” la destituzione e l’arresto di Mussolini, dopo il voto nel Gran Consiglio del Fascismo. Sembrava la caduta del regime e la possibile fine del conflitto mondiale. Sappiamo che non fu così, che la contentezza di quel momento, da parte degli antifascisti durò poco. Che il Fascismo si asserragliò nella Repubblica Sociale e insieme ai nazisti che il 9 settembre occuparono militarmente l’Italia la guerra la continuarono con ferocia fino al 25 aprile del 1945. Gli stessi fratelli Cervi che insieme al padre Alcide e ad altri contadini del reggiano fecero quella festa con la pastasciutta condita con burro e parmigiano, pagarono con la vita il loro antifascismo: il 28 dicembre Aldo, Gelindo, Antenore, Ferdinando, Agostino, Ovidio e Ettore, insieme all’amico Quarto Camurri furono fucilati al Poligono di tiro di Reggio Emilia. E due giorni dopo la loro “pastasciutta antifascista”, il 28 luglio del ’43 i soldati spararono sugli operai delle Officine Meccaniche Reggiane, uccidendo 9 persone.

La tradizione della “pastasciutta antifascista” è rimasta viva  e in molte parti d’Itralia il 25 luglio viene riproposta per ricordare i Fratelli e papà Cervi, per ricordare il loro sacrificio e quell’iniziativa che sottolineava l’importanza di “fare comunità”, di “stare insieme”… Fa parte della storia civile e democratica condivisa di questo Paese. Quest’anno poi la ricorrenza faceva cifra tonda: 80 anni esatti dalla festa organizzata dai Cervi a Campegine. 

A Chiusi l’iniziativa di ieri è stata in sostanza un flash mob improvvisato sotto al monumento alle vittime del fascismo, opera di Vasco Nasorri, nei giardinetti di Largo Cacioli e si è tra l’altro intrecciata con una apericena in musica del chiosco-bar adiacente. Vi hanno partecipato alcune decine di persone, compresi alcuni turisti incuriositi, sia italiani che stranieri. La pastasciutta, probabilmente acquistata in qualche ristorante, non era condita con burro e parmigiano, ma con sugo all’amatriciana. E’ stata “spazzolata” in pochi minuti.

“Il prossimo anno la faremo con tutti i crismi e tutte le autorizzazioni del caso, faremo più battage e inviteremo pure le autorità” dice il segretario Anpi Fausto Pacchieri. In ogni caso le autorità non sono mancate.

Tra i presenti al blitz, anche l’assesore comunale Maura Talozzi, la consigliera di maggioranza Sonia Nasorri e quella del gruppo Possiamo Daria Lottarini. Da segnalare che solo 3 mesi fa, il 28 aprile scorso, Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei fratelli fucilati nel ’43, era a Chiusi a palare di un suo libro, per iniziativa del Comune, dell’Anpi e della Biblioteca Comunale. La storia è la stessa. E’ la nostra storia. Anzi come cantava De Gregori “La storia siamo noi, siamo noi padri e figli, siamo noi, bella ciao, che partiamo. La storia non ha nascondigli, la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano”.

m.l.

 

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