CHIUSI FESTEGGIA ANITAGOLD: GLI APPLAUSI DELLA CANOTTIERI D’ALOJA PER LA NEO CAMPIONESSA MONDIALE UNDER 23

giovedì 27th, luglio 2023 / 12:10
CHIUSI FESTEGGIA ANITAGOLD: GLI APPLAUSI DELLA CANOTTIERI D’ALOJA PER LA NEO CAMPIONESSA MONDIALE UNDER 23
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CHIUSI – Non capita tutti i giorni di avere una campionessa del mondo in casa. E se capita è giusto festeggiare. Ieri, Chiusi ha festeggiato Anita Gnassi medaglia d’oro nel 4 di coppia pesi leggeri ai mondiali Under 23 di canottaggio, tenutisi a Plovdiv in Bulgaria. L’atleta chiusina che adesso gareggia per i colori della SC Baldesio (Vremona) una delle società remiere più importanti d’Italia, è nata e cresciuta sportivamente nella “D’Aloja” di Chiusi ed è stata proprio la società  del presidente Alessandro Dalbello ad organizzare la festa per Anitagold… Festa che ovviamente si è tenuta al Lago di Chiusi, davanti all’Hangar della Canottieri D’Aloja.

Una particolarità che rende il percorso sportivo di Anita Gnassi non solo singolare, ma anche intrigante è che ad allenarla e a portarla al livello cui è arrivata sono stati, in qualità di allenatori la madre Nila Dini e il suo compagno Riccardo Alfatti. Una famiglia insomma che mangia pane e canottaggio. Nila e Riccardo presenti ieri insieme ad altri allenatori, canottieri, dirigenti e accompagnatori del passato e del presente. Sono intervenuti alla festa, condotta da Massimo Giulio Benicchi, anche la vicesindaco Valentina Frullini, che ha giocato a lungo a pallavolo, quindi sa cosa vuol dire fare sport e l’assessore Maura Talozzi. Il presidente Dalbello ha fatto gli onori di casa. Anita Gnassi è la prima atleta chiusina a vincere un titolo mondiale. Il fatto che adesso gareggi per altri colori è un dettaglio che non cambia la sostanza di una storia che è cominciata a Chiusi.

Anitagold si è mostrata nella breve intervista un po’ emozionata (come è normale che sia, è sempre una under 23), ma anche molto determinata. Ha raccontato dei momenti difficili, quando ha pure pensato di mollare, magari solo per un po’, ma anche delle soddisfazioni che lo sport sa regalare e dei sacrifici che servono per fare risultato. Ha raccontato anche della rabbia, anzi della “incazzatura” che le 4 azzurrine hanno messo nella finale, dopo che nelle qualificazioni erano andate maluccio, con l’equipaggio tedesco che sembrava più forte. Con la rabbia (contro se stesse) hanno moltiplicato le forze e hanno vinto.  Così si fa, così si vince.

Complimenti Anita, mille di questi giorni. Per le Olimpiadi c’è tempo. Ci sarà ancora da remare parecchio. Ma la strada è quella giusta.

 

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