BOOM DI TURISTI IN VALDICHIANA. IN CRESCITA SENSIBILE CHIANCIANO E CHIUSI. MA ALLORA PERCHE’ TAGLIARE TRENI E FERMATE?

venerdì 16th, giugno 2023 / 17:17
BOOM DI TURISTI IN VALDICHIANA. IN CRESCITA SENSIBILE CHIANCIANO E CHIUSI. MA ALLORA PERCHE’ TAGLIARE TRENI E FERMATE?
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CHIUSI – La Nazione di ieri riportava i dati sui flussi turistici in Valdichiana. Titolo: “La Valdichiana premiata dai turisti”. Occhiello: “Netta crescita rispetto al 2021. 460 mila arrivi, oltre 1 milione di presenze. Balzo in avanti di Chianciano”.

E nel corpo dell’articolo si legge che praticamente tutti i comuni nel 2022 hanno registrato una crescita rispetto all’anno precedente. Chianciano + 122.000 presenze, Montepulciano + 78.000; Sarteano + 29.000; Chiusi + 25.000, Trequanda + 21.000…

In tutta la zona +  128.000 arrivi pari al 38,7% di aumento per 319.000 pernottamenti (+36,4%)..

Insomma dati importanti. E’ vero che il 2021 fu segnato come il 2020 dalla pandemia e dalle restrizioni, quindi il raffronto andrebbe fatto se mai con il 2019… ma che il 2022 abbia marcato un trend positivo, una ripresa, non vi è dubbio. E i segnali che arrivano dal primo semestre 2023 confermano la tendenza che pare sia di ulteriore aumento.

Basta fermarsi ad osservare il movimento in arrivo alla stazione di Chiusi, a tutte le ore del giorno. Da ogni treno che si ferma scende qualche decina di turisti che poi con i taxi, i pullman e le auto a noleggio, si dirigono nelle varie località del territorio, da Montepulciano alla Valdorcia, da San Casciano al Lago Trasimeno…

Erano anni che non si vedeva un movimento del genere. E naturalmente non tutti i turisti che arrivano in Valdichiana arrivano con il treno. Molti sì però. Soprattutto turisti giovani. Quelli che viaggiano con lo zaino o con un trolley non con 7 valigie e un baule…

Visti questi numeri e la tendenza stupisce ancora di più la politica delle Fs (avallata dal Governo, evidentemente) di tagliare treni e fermate alla stazione di Chiusi.

Due giorni fa su queste colonne facevamo notare l’incongruenza e il danno che questa politica sta causando ad alcuni eventi in programma da qui a poco; la grande mostra sul Perugino a Città della Pieve, il Lars Rock Fest di Chiusi ed altri festival estivi che richiamano gente da tutta Italia (Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, Rock For Life di Ponticelli, Live Rock Fest di Acquaviva, Trasimeno Blues a Castiglione del Lago)…

Aver mantenuto la fermata del Frecciarossa negli anni della pandemia e toglierla nell’anno della ripresa del turismo, numeri alla mano, è operazione contro la stessa logica di mercato sbandierata dalle Fs…

In alcuni commenti sui social il sindaco di Cetona Cottini e di Sarteano Landi sollecitati a protestare con le Fs e con il Governo, hanno risposto che loro lo stano facendo con insistenza, insieme agli altri sindaci, da tempo… E non abbiamo motivo di dubitarne. Purtroppo però i risultati sono scarsi. Finora è stato ottenuto zero. E probabilmente quel “ma anche” da cui non riescono a schiodarsi circa l’ipotetica stazione in linea costituisce oggettivamente un alibi per le Fs e un pretesto per indebolire la stazione di Chiusi, anche se quella in linea ancora non c’è. Una volta che lo scalo Chiusi-Chianciano Terme sarà ridotto a stanzioncina periferica praticamente dismessa sarà più facile far passare il mega progetto della stazione volante…

Se a destra i vertici nazionali sembrano compatti nell’insistere sulla stazione in linea, gli esponenti locali sono invece schierati con il Comitato spontaneo a difesa della stazione di Chiusi. Il Pd  al comitato non si avvicina nemmeno. Qualche iscritto ha firmato, ma sono mosche bianche. Il grosso è compatto sul ma anche.

E a questo proposito torna in mente una vecchia storia. Di dieci anni fa circa. La storia è quella dell’ex sindaco di Chiusi Ceccobao che nel 2010 fu chiamato nella giunta regionale toscana come assessore esterno non eletto e gli fu affidata la delega ai trasporti.

Ceccobao in giunta  ci entrò non tanto come uomo del Pd  (che proponeva Alessandro Starnini) ma come uomo del Monte dei Paschi – faceva parte del cda della Fondazione –  e anche come uomo di fiducia di Moretti, il numero uno di Fs. E infatti dovette fare il lavoro sporco. Come assessore è ricordato solo per aver chiuso una quindicina di stazioni, soprattutto tra Firenze-Lucca-Massa. I pendolari gli facevano le manifestazioni di protesta sotto casa con le magliette “Mamma, Cecco ci tocca!”

Con Moretti sotto inchiesta per la strage di Viareggio e la debacle del Mps con gli arresti di Mussari & C. Ceccobao durò poco oltre e il governatore Enrico Rossi nel 2013 lo sbolognò senza tanti complimenti. Ma intanto il lavoro sporco lo aveva fatto. La politica anche allora si prestò ad avallare una politica aziendale scellerata e irrispettosa delle esigenze dei territori.

Oggi sembra fare lo stesso. I politici  di entrambi gli schieramenti cercano di tirare l’acqua al proprio mulino (e al proprio collegio elettorale), i sindaci sembrano non avere la forza di  affrancarsi e di prendere una posizione autonoma.

Dire che i territori periferici non vanno penalizzati e non vanno impoveriti va bene, ma non basta, se non si toglie di mezzo e dalla discussione l’equivoco di fondo, cioè la stazione in linea. Quella, ovunque la facciano, penalizzerà i territori, allontanerà l’approdo all’alta velocità e farà venire meno tutti gli altri servizi.

Se i sindaci della Valdichiana, del Trasimeno, dell’Orvietano andassero al famoso tavolo tecnico interregionale e dicessero questo, e dicessero che di stazioni in linea ce ne sono già due (Chiusi e Arezzo), porrebbero fine all’equivoco, agli alibi, ai pretesti. E non si troverebbero contromano rispetto ad un’onda di protesta che sta montando in tutto il territorio. Hanno anche numeri ed elementi (i grandi eventi, la scoperta d San Casciano, l’appeal di alcuni prodotti enogastronomici…) per sostenere questa tesi. Le Fs al contrario parlano di ragioni di mercato, ma non ne tengono conto e agiscono al contrario.

A Chiusi intanto due segnali postivi: 1) finalmente il Comune ha fatto piazzare nell’aiola davanti alla stazione un pannello con scritto “Chiusi terra etrusca”. Chi scende dai treni avrà subito la percezione visiva del luogo in ci si trova. Adesso sarebbe bene piazzare cartelli simili (anche con messaggi diversi, perché Chiusi non è  solo “terra etrusca”) in tutte le rotatorie all’ingresso della città; 2) domani sabato 1 verrà inaugurato uno sportello Informativo , in via Leonardo da Vinci, a pochi passi dalla stazione. Una sorta di succursale dell’ufficio turistico promosso dall’amministrazione comunale, Pro Loco e associazione Chiusinvetrina… Bene. Come primapagina lo chiediamo da quando le Fs chiusero ed eliminarono l’apposito spazio dentro la stazione.

Vorremmo dire a Sonnini: ora facciamo in modo che quei cartelli e l’infopoint non si debbano togliere per portarli a Farneta, in mezzo alla campagna. Anche a Salcheto non è che ci sarebbe tutta ‘sta folla,..

m.l.

 

 

 

 

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