PESCATORI DI FRODO E STUDIOSI ALL’OPERA SUL LAGO DI CHIUSI. PRESTO L’ACQUA DA MONTEDOGLIO?

martedì 28th, marzo 2023 / 10:16
PESCATORI DI FRODO E STUDIOSI ALL’OPERA SUL LAGO DI CHIUSI. PRESTO L’ACQUA DA MONTEDOGLIO?
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CHIUSI –   Qualche giorno fa dopo varie segnalazioni circa la presenza di reti da pesca nelle acque del lago di Chiusi, che è soggetto a diritti esclusivi di pesca, i Carabinieri del Nucleo Forestale di Chiusi hanno sorpreso due pescatori di frodo, rumeni, proprio nell’atto di ritirare le reti. I due erano a bordo di un gommone, a remi, e stavano procedendo al recupero delle reti calate presumibilmente nella notte precedente e con le quali erano stati catturate circa 500 carpe, tutte di taglia piuttosto grossa, superiore al kg di peso e altri pesci, per un totale di 760 kg di “pescato”. La rete utilizzata era lunga un centinaio di metri. I militari hanno sequestrato la rete stessa, il pesce e anche il gommone, contestando ai due pescatori abusivi 8 sanzioni amministrative per un  importo di circa 30 mila euro. Tutto il pesce, ormai morto è stato avviato alla distruzione. Dove sarebbe finito tutto quel pesce? Su quale mercato e in quali condizioni?

La notizia ha destato scalpore e una certa riprovazione per la disinvoltura con cui alcune persone violano le regole, comprese quelle della tutela della fauna ittica del lago, ma d’altro canto conferma che il Chiaro di Chiusi è ancora, nonostante tutto, un lago pescoso ricco di pesce (che ovviamente viene anche immesso con operazioni di ripopolamento) e da questo punto di vista non sta così male.

Anche il livello dell’acqua quest’anno, in questo periodo di inizio primavera, dopo mesi e mesi si siccità, è tornato buono. A fine autunno non era così. E anche questa è una buona notizia. Ma non è che abbia poi piovuto così tanto da dicembre ad oggi. Cos’è dunque che ha portato questo evidente beneficio? Pare che l’aumento del livello dell’acqua del Chiaro sia dovuto in realtà ad un… guasto. Anzi due. Entrambe le chiuse sui torrenti Moiano e Maranzano situate a monte della frazione pievese e che dagli anni ’60 deviano l’acqua dei due fossi verso il Trasimeno (e solo in caso di “troppo pieno” consentono il flusso verso il lago di Chiusi, secondo il corso naturale) sarebbero infatti rimaste aperte per mesi dalla parte sbagliata, e così l’acqua invece di andare a rimpinguare il lago umbro ha rimpinguato il lago di Chiusi e con esso anche il canale che collega il Chiaro con il lago di Montepulciano che a dicembre era praticamente secco.

Un fatto straordinario e contingente, frutto del malfunzionamento di un meccanismo, dunque, non di fattori naturali, anche se le piogge invernali qualche effetto lo hanno comunque avuto.

In questo momento il lago di Chiusi sta bene, ma è un caso. Non è una guarigione definitiva. E infatti sempre la scorsa settimana una task force di tecnici e studiosi, anche del Politecnico di Milano, incaricati dal Comune di Chiusi hanno effettuato sopralluoghi e ricerche sul campo, direttamente nello specchio d’acqua e nelle aree circostanti,  in prossimità degli affluenti. Tutto ciò al fine di redigere un progetto per invertire la tendenza all’interramento del lago. Tendenza che è in atto dal tempo della Bonifica della Valdichiana della fine del ‘700 e che non si è mai interrotta, portando il Chiaro chiusino ad avere una profondità ormai irrisoria, di pochi  metri, proprio a causa dell’innalzamento del fondale. Solo che il fondale non è fatto solo di terra portata dal dilavamento dei terreni e dai torrenti, ma anche di sostanze inquinanti, per lo più usate in agricoltura, zootecnica e vivaismo che insieme alla terra finiscono nel lago e che preoccupano non poco, dato che il lago di Chiusi è l’unica fonte di approvvigionamento dell’acquedotto comunale della città.

A questo proposito il sindaco spiega che entro il 2023 inizieranno i lavori per la condotta di adduzione dell’acqua dalla diga di Montedoglio. “Grazie ai fondi del Pnrr l’Ente Acque Umbre Toscane, in collaborazione con Nuove Acque, realizzerà una condotta che permetterà un approvvigionamento idrico alternativo al Lago di Chiusi. Questo intervento determinerà un grande beneficio per l’equilibrio del Chiaro e la salvaguardia dei livelli della risorsa idrica fondamentale nei periodi critici dell’anno” dice il sindaco Sonnini, il quale tornando ai sopralluoghi di esperti dei giorni scorsi  fa sapere che  “l’attività ricerca e raccolta dati viene portata avanti da uno studio professionale coadiuvato dal Politecnico di Milano. I tecnici durante i loro rilievi sono stati seguiti da Claudio Del Re, capogruppo di maggioranza in consiglio comunale, con delega al Lago. La progettazione definitiva verrà realizzata grazie allo stanziamento comunale di 50mila euro provenienti dal fondo di progettazione ministeriale per aree interne di cui il nostro Comune è stato beneficiario”.

Poi lo stesso Sonnini ricorda che c’è anche uno studio dell’Università di Siena, avviato un anno fa, commissionato per verificare lo stato attuale e le condizioni della flora e della fauna ittica, così da poter predisporre gli opportuni interventi.

Ma il Lago di Chiusi non è solo risorsa idrica e ambientale. è anche “luogo di attrazione turistica e di gran valore paesaggistico e ambientale, un posto dove si praticano sport, un punto di socialità e di tradizione”, spiega ancora Sonnini, annunciando progetti anche in questa direzione: “Oltre alla tutela dell’ambiente e al contrasto dell’interramento, realizzeremo un campo di gara per competizioni di livello nazionale di canottaggio, un’area camper e, sempre nell’ottica di una maggiore fruibilità, realizzeremo un nuovo bagno pubblico in località Sbarchino, dove ha già trovato spazio pure un’area giochi inclusiva”.

Insomma tutela e nuovo look per il Lago, ma anche nuova acqua (diversa) per l’acquedotto, in arrivo dal grande invaso di Montedoglio, nei pressi di Anghiari. Sperando che stavolta sia davvero la volta buona, sono decenni che se ne parla. E di progetti nel corso degli anni ne sono stati annunciati e sbandierati tanti…

m.l.

Nella foto (di Fangio Picchiotti) uno scorcio del Lago di Chiusi, a metà marzo. 

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