CHIUSI, STAZIONE IN LINEA E CASO ASSANGE: “O DI QUA O DI LA'”, I PODEMOS METTONO ALL’ANGOLO LA MAGGIORANZA

mercoledì 08th, marzo 2023 / 16:16
CHIUSI, STAZIONE IN LINEA E CASO ASSANGE: “O DI QUA O DI LA'”, I PODEMOS METTONO ALL’ANGOLO LA MAGGIORANZA
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CHIUSI – Da qualche tempo a Chiusi tutto ciò che è o ha il sapore della politica passa ormai sottotraccia, senza sussulti, senza quasi che nessuno se ne accorga. E’ stato così anche per il congresso e le primarie del Pd, evento su due round, importante, che ha segnato una grossa novità, portando per la prima volta una donna, giovane, iscritta da sue mesi, a diventare segretaria nazionale del partito. A Chiusi, al di là di un post di circostanza, niente di niente, neanche un cenno alla scarsa partecipazione al voto: solo 329 persone, un terzo di quelle che votarono la lista Barbanera, la metà dei votanti di Chiusi Futura.  Il Pd ha fatto finta di non vedere che è diventato un partito minoritario tra la gente. E se qualche “sussulto” politico ogni tanto si avverte non è grazie al partito di maggioranza (minoritario di fatto, ma ancora di maggioranza dove conta), quanto alla pattuglia dei Podemos, che da quando sono usciti dalla coalizione di centro sinistra e dal gruppo consiliare di maggioranza, hanno ripreso fiato e si sono rimessi in moto.
Per esempio, in vista del Consiglio Comunale del 10 marzo, il gruppo Possiamo annuncia una interrogazione e due mozioni. L’interrogazione riguarda una “scelta amministrativa”, le due mozioni invece sono molto politiche e chiamano la stessa maggioranza a pronunciarsi e a non svicolare. 
L’interrgazione riguarda “la mancata realizzazione di un campetto da street basket“, dopo che nel 2021 la società Coopersport ha trasformato la pista di pattinaggio con funzione anche di campo da street basket di fronte al palasport di Poggio Gallina in campo da Padel a pagamento, promettendo la realizzazione di un altro campetto da basket sempre nell’area del palazzetto. I Podemos chiedono il motivo per il quale la promessa a tutt’oggi non è stata mantenuta.
 E veniamo alle due mozioni. Una riguarda la famosa questione dell’alta velocità ferroviaria. Il Gruppo Possiamo ribadisce la centralità della già esistente stazione di Chiusi scalo e chiede all’amministrazione di sostenere questa richiesta in ogni sede, prendendo le distanze dall’ipotetica costruzione di una nuova stazione in linea. Cosa che finora, pur spostandosi via via dalle posizioni iniziali favorevoli alla stazione in linea, né Giunta, né maggioranza hanno mai fatto. Chiaro che la mozione dei Podemos “inchioda” il Pd e i suoi alleati residui ad una scelta più chiara. Anche perché sulla posizione dei Podemos, su questo argomento, ci sono da tempo anche le altre forze di opposizione, soprattutto Chiusi Futura. E pure qualche frangia della maggioranza come Sinistra Civica ed Ecologista. Vedremo se il Pd insisterà nel “ma anche” con il rischio di perdere ulteriori pezzi della coalizione o se appoggerà la linea del gruppo Possiamo. La decisione è tutta politica. Non solo amministrativa, ovviamente. Il Pd avrebbe di fatto un’occasione d’oro per riconnettersi con il grosso della cittadinanza, con una parte della ex coalizione che vinse le elezioni nel 2021 e di uscire dall’isolamento in cui si è cacciato da solo.
L’altra mozione è ancora più politica ed era stata annunciata il 4 febbraio scorso, ad un incontro pubblico organizzato insieme a Primapagina: proprio in continuità con la presentazione del libro “Il Potere Segreto, perché vogliono distruggere Julian Assange e Wikileaks” di Stefania Maurizi, Possiamo chiede al Comune di Chiusi il riconoscimento della cittadinanza onoraria a Julian  Assange e allo Stato italiano la concessione dell’asilo politico al giornalista, nell’affermazione del diritto di libertà di stampa. Questo perché, secondo Possiamo, il caso Assange è una “una vendetta contro il giornalismo d’inchiesta che lavora per la libertà d’informazione”.
L’iniziativa dei Podemos su Assange non è la prima in Italia in tal senso, già altri comuni (Napoli per esempio), hanno concesso la cittadinanza onoraria ad Assange, come forma di pressione per la sua liberazione dal carcere britannico in cui è detenuto e per la concessione dell’asilo politico al giornalista. Non è neanche la prima iniziativa diciamo così “prettamente politica e internazionalista” che viene proposta al Comune di Chiusi, un tempo mozioni del genere erano certamente più frequenti. Succerdeva spesso che il Consiglio fosse chiamato a pronunciarsi su guerre, invasioni, misfatti, stragi, atti terroristici o mafiosi, persecuzioni individuali o collettive.
Sulla facciata del Municipio, tra le 4 “lapidi” scolorite (cui abbiamo accennato in un articolo di qualche settimana fa, chiedendone il restauro), una ricorda due vicende simili al caso Assange:  il sacrificio di due intellettuali spagnoli, Francisco Ferrer e Julian Garcia Grimau, il primo fucilato nel 1909 e l’altro nel 1963, per le loro idee. Chiusi è stata storicamente una città attenta a certe cose.
Trovarsi a parlare nel 2023 di libertà di stampa e di informazione, di diritto ad essere informati, di giornalisti perseguitati e incarcerati per reati di opinione o per aver diffuso notizie scomode, ci fa tornare molto indietro. In relazione al caso Assange, il Comune di Chiusi, nel suo piccolo, ha l’occasione per fare un passo avanti.
m.l.
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