CONGRESSO PD, CHIUSI E SARTEANO CONFERMANO LA TENDENZA: ELLY UBER ALLES. MA GLI ISCRITTI SONO POCHI

domenica 12th, febbraio 2023 / 16:53
CONGRESSO PD, CHIUSI E SARTEANO CONFERMANO LA TENDENZA: ELLY UBER ALLES. MA GLI ISCRITTI SONO POCHI
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Proseguono i congressi locali del Pd. Chiusi e Sarteano confermano la tendenza già evidenziata nei primi 8 appuntamenti. Anche nel paese di Porsenna e in quello del Saracino nella conta tra i 4 candidati a segretario nazionale, prevale Elly Schlein su Bonaccini, Cuperlo e De Micheli. A Sarteano hanno votato 44 iscritti: 26 per Schlein, 13 per Bonaccini, 2 per Cuperlo e nessuno per Paola De Micheli. La giovane italo-americana doppia dunque il presidente dell’Emilia Romagna di cui era vice. A Chiusi ha votato un numero un po’ più alto di iscritti: 104 in rappresentanza dei 5 circoli. Di questi 59 hanno votato Schlein, 29 Bonaccini, 15 Gianni Cuperlo e 1 Paola De Micheli. Anche in questo caso Elly doppia Bonaccini. Fin qui la cronaca e i numeri, che al di là della prevalenza di Elly Schlein segnalano un rinseccolimento epocale della forza attiva del Pd: 44 votanti a Sarteano o 104 a Chiusi sono numeri piccoli.  Non da forza politica egemone.

Il Pd di Chiusi scrive nella sua pagina fb che ha votato il 62% degli iscritti che in totale, nei 5 circoli, sono 170, cioè 34 in media per ogni circolo. Meno di un condominio piccolo.

Senza scomodare i tempi eroici del vecchio Pci, che quando chiuse i battenti nel 1991 a Chiusi aveva ancora 2000 iscritti, basta tornare indietro di due-tre anni per rendersi conto che c’è stata una emorragia inarrestabile. Nel 2020 gli scritti al Pd chiusino erano ancora almeno 400. Poi tra scissioni, defezioni, defenestrazioni e repulisti il partito di maggioranza è diventato una esigua minoranza. Gli iscritti sono il corpo attivo, l’ossatura del partito, la tessera presuppone qualcosa di più del semplice voto alle elezioni. E gli iscritti ormai sono davvero pochi e sempre meno.

E altrove la situazione pare essere addirittura peggiore. Sia nella terra di Siena che nella vicina Umbria. A Città della Pieve con il Comune da riconquistare, il congresso Pd ha visto la partecipazione al voto di 44 iscritti: 24 hanno votato Elly Schlein, 16 Bonaccini, 4 Cuperlo e 0 De Micheli.  A Tavernelle invece ha vinto Cuperlo (6),davanti a Bonaccini (2) e Schlein (1), Totale 9 votanti. Bastava una cabina telefonica, di quelle di una volta…

In tempi avari come questi, anche portare ad esprimersi (con il voto, perché il dibattito è veramente scarso) alcune decine di persone può essere già un successo. Ma nei panni de Pd non staremmo troppo a festeggiare. A margine della conta emergono tra l’altro anche altri particolari poco incoraggianti.

A Chiusi, ma non solo a Chiusi, più d’uno tra coloro che non sostengono Elly Schlein, dice apertamente di contrastare la giovane candidata non perché  non ha una idea precisa di dove andare a parare o perché non viene dalla tradizione della sinistra italiana, ma semplicemente perché è lesbica… (diciamo bisessuale). E a dire questo non sono i vecchi arnesi della bigotteria cattolica che ha scalato e occupato il Pd, ma sono proprio e per lo più quelli che vengono dalla componente ex Pci-Pds-Ds… Una debacle culturale prima ancora che politica. Un salto all’indietro, che riporta al clima del partito stalinista e  togliattiano nel quale anche lo stesso Togliatti dovette fare i conti con la “morale” perché conviveva con una concubina (Nilde Jotti). Qualcuno dirà, per minimizzare, che si tratta di posizioni marginali. Speriamo che sia così, ma a sentire i commenti sul festival di Sanremo e non solo sul congresso Pd, non sembrerebbero tanto marginali. Già…  Un tempo la sinistra politica non commentava nemmeno il festival della canzone, evento da sempre di marca e stretta osservanza democristiana. Adesso sui social c’è la ressa. E anche questo qualcosa vorrà dire.

M.L.

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