IL PD CHIUSINO SUL PRESUNTO STUPRO: QUANDO LA TOPPA E’ PEGGIO DEL BUCO

sabato 08th, ottobre 2022 / 16:37
IL PD CHIUSINO SUL PRESUNTO STUPRO: QUANDO LA TOPPA E’ PEGGIO DEL BUCO
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CHIUSI – “La notizia dell’arresto di un cittadino di Chiusi, con l’accusa di stupro e violenza sessuale ha suscitato ovviamente sgomento e indignazione nella nostra cittadina. Il Pd da sempre è al fianco delle donne. In parlamento negli ultimi anni infatti sono stati introdotti il reato di stalking e il codice rosso sotto la spinta del nostro partito. A livello locale sono state molte le iniziative e le battaglie contro la violenza di genere promosse  sia dalle amministrazioni comunali che dal Partito Democratico, anche in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza  sulle donne.

Sul fatto specifico sarà la Giustizia a fare il suo corso, ad esprimersi sul caso e intraprendere le azioni previste dalla legge. A noi resta il compito di continuare a sensibilizzare le nostre comunità e a combattere contro ogni tipo di discriminazione e violenza, a partire da quella di genere.

Riteniamo infine vergognoso e fuori luogo ogni tentativo di strumentalizzazione dinotizie di cronaca per secondi fini.

Segreteria Unione Comunale Pd, Chiusi

Ecco, quando si dice che la toppa è peggiore del buco. Il Pd di Chiusi ha atteso una settimana prima di prendere posizione su un fatto gravissimo che vede coinvolto un chiusino come “presunto stupratore”. Peraltro già arrestato per violenza sessuale aggravata, in seguito alla denuncia circostanziata della vittima, una 22 enne, e alle denunce “collaterali” di altre tre giovani che asseriscono essere state molestate anche loro nello stesso luogo e dalla stessa persona. L’arresto non è una condanna, ma costituisce comunque un “indizio” pesante. Un elemento che deve indurre a passi conseguenti. Invece…

Invece il Pd di Chiusi nella sua nota non esprime vicinanza alla ragazza che si è dichiarata vittima dell’aggressione sessuale e non fa alcun cenno al fatto che l’arrestato fosse iscritto (almeno fino al 2021) al Pd. E al Pd di Chiusi, non di Catanzaro o di Scorzè.  La tessera Pd non si compra al supermercato o su Amazon, qualcuno alla persona arrestata l’avrà proposta e consegnata… Come da prassi.

La segreteria Pd di Chiusi, nonostante la linea del partito sul tema della violenza sulle donne sia chiara da sempre, non accenna a prese di distanze né a misure cautelative, come la sospensione dell’arrestato a tutela dell’immagine e della rispettabilità del partito. Anzi, al contrario lancia accuse a chi avrebbe “strumentalizzato la notizia di cronaca per secondi fini”….

Chi ha strumentalizzato, quando, come, dove? Forse il Pd si riferisce a Primapagina, perché è l’unico soggetto che ha parlato della questione invitando il Pd chiusino a prendere una posizione e soprattutto le distanze dalla persona arrestata. In via cautelativa, non come giudizio di colpevolezza preventiva. Ovviamente.

Non sanno neanche leggere i dirigenti chiusini del Pd, evidentemente: primapagina, di fronte al caso in questione, ha difeso il Pd, ne ha ricordato le giuste battaglie contro la violenza sulle donne, ha precisato che il fatto che l’arrestato sia iscritto al Pd non coinvolge assolutamente il partito e ha invitato il partito stesso a tutelarsi, sospendendo cautelativamente l’arrestato. Così ha sempre fatto del resto il Pd e così si fa di solito. Nei partiti normali.

A Chiusi il Pd non è un partito normale.  E ‘ un partito in cui evidentemente l’abitudine ad affrontare temi complicati è scarsa.

Più facile inaugurare panchine rosse, portare scarpe rosse in piazza, stigmatizzare episodi di violenza che accadono in giro per il mondo, meno facile è prendere una decisione e qualche iniziativa se uno stupro avviene sotto casa e il presunto stupratore, arrestato,  è un tuo concittadino e per di più iscritto al partito…   Lo possiamo comprendere. Ma la politica non è un pranzo di gala ed ha dei passaggi obbligati cui non ci si può sottrarre, quando le circostanze lo richiedono. Il Pd invece fa finta di niente.

E fare finta di niente è una cosa inqualificabile, che certifica l’inconsistenza totale del gruppo dirigente del pd chiusino. E anche un pizzico di malafede, perché parlare di tentativi di strumentalizzazione, quando è successo il contrario, è – questo sì – “vergognoso e fuori luogo”. Stupisce come persone intelligenti, intellettualmente oneste e sinceramente di sinistra come il Sindaco Sonnini, i segretari di circolo Andrea Micheletti e Simone Agostinelli, le donne che siedono sui banchi della maggioranza in Consiglio Comunale, quelle che c’erano prima e che inaugurarono le panchine rosse, possano  aver avallato un comunicato del genere che è tardivo, parziale, reticente, irricevibile. Viziato da evidente e colpevole imbarazzo. Veramente non ci sono parole.

L’impressione che si ricava da questo comunicato è che Simona Cardaioli e i suoi pasdaran non abbiano ancora capito perché hanno perso le elezioni e perché mezzo partito e forse più in tutta Italia sta chiedendo di scioglierlo il Pd. Un partito così, prima si scioglie e meglio è. E a Chiusi un gruppo dirigente così prima si fa da parte e meglio è. E se la base non non alza la mano e dice “io non ci sto” vuol dire che il Pd è veramente già oltre la frutta.

Detto questo, noi rimaniamo sorpresi e increduli di fronte al silenzio generale, anche degli alleati del Pd e delle opposizioni. E del silenzio delle istituzioni sia chiusine che pievesi. Come se il presunto stupro (la denuncia della ragazza è precisa)  fosse avvenuto a centinaia di km di distanza e non nella zona industriale Cardete, a 1 Km da Chiusi Scalo e a 2  km da Po’ Bandino.

m.l.

 

 

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