RIBELLARSI E’ GIUSTO… CONTRO IL CARO-BOLLETTE, NASCE IL MOVIMENTO “NOI NON PAGHIAMO!”

mercoledì 07th, settembre 2022 / 15:17
RIBELLARSI E’ GIUSTO… CONTRO IL CARO-BOLLETTE, NASCE IL MOVIMENTO “NOI NON PAGHIAMO!”
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Più di 5o anni fa intorno al ’68, Jean Paul Sartre ci ricordava che l’ndignazioe non basta, che lo sfruttamento, la corruzione e le menzogne di un sistema si combattono solo ribellandosi, attraverso un’azione politica intelligentemente attuata dai suoi lucidi e motivati protagonisti. Nacque così il famoso e infuocato pamphlet con le riflessioni del filosofo francese contro le ingiustizie e il perbenismo della società occidentale. Titolo “Ribellarsi è giusto!” che poi diventò uno slogan planetario. Sartre lo scrisse agli albori degli anni ’70, quando si avvicinò ai movimenti dell’estrema sinistra assumendo come tema fondamentale “la cause du peuple”. E oggi alla luce della crisi sistemica del capitalismo occidentale, con la guerra in Europa e un’economia che fa acqua da tutte le parti, il testo di Sartre appare ancora attuale.
E infatti, mentre in Italia la politica si avvia ad un testa coda di 100 anni con i post fascisti pronti a marciare di nuovo su Roma e tutti gli altri incapaci di trovare il benché minimo antidoto, c’è chi comincia a ribellarsi. E a farlo in forma organizzata. Dal basso.
“Dopo anni di futuro incerto, adesso abbiamo la certezza che, se non ci organizziamo insieme per pretendere il diritto ad una vita degna, il futuro assai prossimo sarà un disastro.
Tutti i governi liberisti continuano a fare scelte che possano mantenere in piedi un sistema economico che affama i popoli e produce disastri ecologici.
Dopo due anni di pandemia mondiale, non solo non ci sono stati interventi sui servizi ospedalieri, scolastici e dei trasporti pubblici, ma già nei mesi scorsi abbiamo dovuto far fronte all’aumento del costo della vita, del costo delle bollette e dei carburanti sino ai beni di prima necessità. E dopo la pandemia, la guerra!” così si legge nell’appello del nascente movimento NOI NON PAGHIAMO. Che è un movimento di base, popolare, nato soprattutto sulla rete che chiede “un prezzo equo per l’energia per tutti”. “Non siamo più disposti a pagare per le scelte guerrafondaie del Governo. Non siamo più disposti a pagare le conseguenze di una scriteriata economia basata sulle energie fossili. Hanno fallito! E ora vogliono farci pagare i costi della loro incapacità. Non glielo permetteremo” scrivono i promotori..
“NOI NON PAGHIAMO è una campagna di disobbedienza civile nonviolenta che punta ad ottenere la riduzione dei costi delle bollette ai valori precedenti l’inflazione post-covid e la guerra.
​È una campagna che nasce in Inghilterra, si è diffusa in Francia e ora anche in Italia grazie ad una rete di organizzazioni e forze sociali presenti sui territori”.
Obiettivo dichiarato  “1 milione di adesioni entro il 30 Novembre, data in cui se il governo (qualsiasi esso sarà) non avrà messo in atto garanzie per far fronte all’aumento dei prezzi dell’energia, inizieremo con l’autoriduzione o il non pagamento delle bollette.
Per ottenere 1 milione di adesioni è necessario costruire un movimento, un’onda inarrestabile di consapevolezza dei nostri diritti e della nostra forza, insieme”.
Intanto il nascente movimento disobbediente è già finito su tutti i giornali. Ad occhio e croce non sembra espressione di una protesta informe, di pancia, ma piuttosto un segnale forte mandato, a pochi giorni dal voto, alle forze politiche e in particolare a quelle di sinistra non più rappresentative della gente comune, lontane anni luce dai problemi di chi non sa come pagare le bollette del gas e della luce e che già oggi a votare non ci va…
Forse pochi di coloro che attualmente dirigono il Pd e i cespuglietti vari della sinistra, a Roma e in periferia, avranno sentito parlare del testo di Sartre, di quel “Ribellarsi è giusto!”, ma quando il gioco si fa duro guai a sottovalutare o a snobbare la protesta, soprattutto quando è  giusta e sacrosanta. Si fa presto a finire a gambe all’aria.
M.L.
Nella foto (Trading.it), la difficoltà crescente di tante persone e aziende a far fronte ai costi energetici. 
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