CHIUSI, CHE FINE HA FATTO LA TARGA “PIAZZA DON MOSE’ MANNELLI” ALL’OLIVAZZO?

martedì 05th, luglio 2022 / 17:36
CHIUSI, CHE FINE HA FATTO LA TARGA “PIAZZA DON MOSE’ MANNELLI” ALL’OLIVAZZO?
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CHIUSI – Poco più di un anno fa esattamente il 2 maggio 2021, con una manifestazione solenne, con tanto di gonfalone, alla presenza delle autorità religiose e delle Forze dell’Ordine, l’allora sindaco Bettollini inaugurò ua “targa” che cambiava nome alla storica piazzetta Olivazzo, intitolando quell’angolo suggestivo della città a Don Mosè Mannelli, parroco amatissimo e stimato, morto nel 2015. Per la verità, nella targa, sotto la nuova denominazione “Pazza Don Mosè Mannelli” veniva mantenuta anche la precedente: “già piazza Olivazzo”, in modo che la memoria venisse comunque salvaguardata. L’omaggio a Don Mosè da parte del Comune fu gradito a tutti, perché Don Mosè è stato per 50 anni il prete di tutti a Chiusi. Amico anche di chi in chiesa ci andava e ci va poco… O mai.

“Ha fatto bene il Comune a intitolargli un angolo della città, uno dei più belli, lasciando comunque il vecchio nome: “Piazza Don Mosè Mannelli già Piazza Olivazzo” , come fu fanno alcuni anni fa con l’intitolazione di Piazza Duomo al vescovo Carlo Baldini. E’ giusto che una città renda merito e onore ai cittadini che hanno lasciato un segno. E Don Mosè lo ha lasciato di sicuro”. Così scrivemmo noi, su queste colonne, dopo la cerimonia del 2 maggio 2021.

Nei mesi scorsi in pizza Olivazzo sono stati eseguiti dei lavori edili privati, anche sulla facciata dove era posizionata la targa, che è stata rimossa. Solo che a lavori ormai da tempo ultimati, non è più ricomparsa. Nessuno l’ha riposizionata laddove era stata inaugurata 14 mesi fa. Al momento non c’è niente che segnali che quella piazzetta panoramica si chiama “Piazza Don Mosè Mannelli, già Piazza Olivazzo”. Riposizionare una targa di ceramica su un muro è questione di un’ora di lavoro, farla rifare nel caso si sia rotta o deteriorata durante a rimozione, non dovrebbe comportare né una grande spesa, né chissà quale impegno… Ovviamente anche se il muro è privato, la targa la deve apporre il Comune, che ne aveva deliberato la posa in opera, con impegno del Consiglio Comunale e il parere della Prefettura.

Non sappiamo di preciso per quale motivo la targa non è stata rimessa al suo posto, durante i recenti festeggiamenti patronali, la settimana scorsa, la questione aleggiava tra i cittadini, qualcuno faceva paragoni con la storia della Santa Mustiola dello scultore Vasco Nasorri che da anni è in attesa di una sistemazione (pare che adesso l’abbiano trovata), qualcun altro parlava di “pressioni” da parte di persone contrarie al cambio di nome della piazza. Ma a questo punto, dato che la decisione è stata presa, con atti amministrativi, opporsi adesso non ha molto senso, e non riposizionare la targa “Piazza Don Mosè Mannelli già piazza Olivazzo,” potrebbe configurarsi anche come omissione di atti d’ufficio. E’ vero che in molte parti del mondo va di moda la “cancel culture” e anche a Chiusi c’è una certa tendenza a “cancellare” ciò che ha fatto l’amministrazione Bettollini, ma nel caso specifico sembra davvero una forzatura o, nella migliore delle ipotesi, una dimenticanza non giustificabile: 1) perché gli atti amministrativi si cambiano se mai con altri atti, non ignoirando le decisioni prese; 2) perché la figura di Don Mosè merita rispetto e il giusto tributo di memoria.

Quindi il Comune prima rimette al suo posto quella targa e meglio è…

m.l.

 

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