CHIUSI SCALO, IN ATTO LA SOSTITUZIONE DEGLI ALBERI IN PIAZZA GARIBALDI. MENO MALE… POI TOCCHERA’ AL MONUMENTO

giovedì 26th, maggio 2022 / 15:53
CHIUSI SCALO, IN ATTO LA SOSTITUZIONE DEGLI ALBERI IN PIAZZA GARIBALDI. MENO MALE… POI TOCCHERA’ AL MONUMENTO
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CHIUSI SCALO – Fare e disfare e è tutto un lavorare. E’ questo il mantra che aleggia tra la gente che si ferma a guardare i lavori in corso in Piazza Garibaldi nel cuore dello scalo.

La “piazzetta” diventata piazza meno di un anno fa (fu inaugurata ufficialmente nell’agosto 2021) è di nuovo transennata e invasa da camion, escavatori e operai. Ma quello che sta accadendo era previsto, avevamo segnalato anche noi su queste colonne che gli alberi della piazza, in seguito al rifacimento, si erano seccati e quindi andavano sostituiti. Ecco, in queste ore le maestranze della ditta Fagiolari di Moiano coadiuvati da addetti della Vivaistica Toscana stanno appunto provvedendo alla sostituzione delle piante in questione.

Ieri sono stati espiantati gli aceri secchi, questa mattina sono stati piantumati al loro posto dei gelsi adulti, più o meno delle medesime dimensioni. Gli operai, prima del 2 giugno, giorno della tradizionale Fiera alla Stazione, riposizioneranno anche la pavimentazione che per estrarre gli alberi è stata manomessa.

Si tratta dunque di un intervento “lampo”. Dovuto e doveroso. Che a quanto si sa, sarà a carico della ditta che ha eseguito il lavoro di rifacimento della piazza. Il Comune avrebbe infatti in mano atti che attestano la responsabilità dell’impresa nell’esecuzione non proprio a regola d’arte dell’opera, almeno per quanto riguarda le piante che poi si sono seccate.

Ma come mai si è atteso fino ad oggi? Non si potevano sostituire prima? La risposta è che l’amministrazione e i tecnici hanno sperato fino all’ultimo che gli alberi si riprendessero. Cosa che non è successa. E adesso è stata tagliata la testa al toro. O meglio, agli aceri. Il 2 giugno, la consegna di una copia della Costituzione ai neo 18enni, come da tradizione, avverrà in una piazza Garibaldi nuovamente “rinverdita”, tra 5 nuovi alberi fronduti.

Non c’era altro da fare. Le piante secche andavano tolte e sostituite. Non eliminate e basta. Se ciò ha comportato un lavoro in più, pazienza, sono cose che capitano. L’importante è che la soluzione sia idonea. E quella trovata sembra esserlo. 

In seguito verrà anche riposizionato il monumento “a tutte le vittime della barbarie fascista”, riportandolo più al centro. Si parla di una collocazione davanti alla pianta centrale sul lato alto, opposto a via Leonardo da Vinci, dove sarà posizionata anche una fontanella.

Ferma restando l’importanza del monumento e la necessità che abbia una collocazione degna e non marginale nel contesto della piazza, a noi sembra altrettanto importante che la stele non infici l’uso della piazza come luogo per eventi (concerti, meeting, comizi…) impedendo o rendendo problematica ad esempio l’installazione di un palco o di un gazebo. Forse posizionarla in linea con la pianta e non “davanti” potrebbe essere più funzionale.

Quel monumento, realizzato con pietra calcarea del Monte Cetona, zona Sarteano, dove combatterono i partigiani della Brigata Simar, forse sarebbe il caso – dato che vi si mettono le mani – di ripristinare l’epigrafe originale che recitava: “I cittadini di Chiusi a tutte le vittime della barbarie fascista nel 30° anniversario della Liberazione 1944-1974”

La scritta attuale “I Cittadini di Chiusi a tutte le vittime della barbarie fascista- Nell’anniversario della liberazione – 25 aprile 1999” è un “falso”. Una usurpazione di memoria, che toglie al monumento di Piazza Garibaldi 25 anni. Fu infatti inaugurato e posto in opera non nel 1999, come potrebbe sembrare, ma il 26 giugno del 1974. Alla cerimonia parteciparono l’allora sindaco Giancarlo Laurini, il consigliere della Dc Leo Vagnetti e il partigiano chiancianese Gabriele Brogi, socialista.

L’epigrafe post datata al 1999 fu una “furbata” del sindaco Ciarini che utilizzò il rifacimento della piazza per prendersi pure il merito di un monumento che era già lì da 25 anni. Come primapagina la questione la ponemmo subito, con un articolo del 30 aprile 1999. E poi in un altro del 16 giugno, stesso anno. Da allora nessuno vi ha posto rimedio. Adesso il sindaco Sonnini, che tiene molto alla memoria, ha l’occasione perfetta per metterci una toppa e rendere il dovuto riconoscimento a chi quella stele la posizionò in piazza Garibaldi nel ’74 e non nel ’99. Tra l’altro quella inaugurazione avvenne poco dopo dopo la bomba fascista ala casa del Popolo di Moiano e fu una delle primissime celebrazioni della Resistenza fatte unitariamente dalla sinistra e dal centro cattolico. In sostanza fu l’embrione del futuro centro sinistra nato dall’idea del compromesso storico, poi dell’Ulivo e in qualche misura l’embrione o il seme dello stesso Pd. E parliamo di quasi 50 anni fa.

m.l.

 

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