LA MANIFESTAZIONE PACIFISTA A CHIUSI E UNA COLONNA SONORA DA TENERE A MENTE

venerdì 13th, maggio 2022 / 10:43
LA MANIFESTAZIONE PACIFISTA A CHIUSI E UNA COLONNA SONORA DA TENERE A MENTE
0 Flares 0 Flares ×

CHIUSI –  Nell’organizzare la manifestazione per la pace che si terrà sabato 14 a Chiusi Scalo (Piazza Garibaldi, ore 17,30), come promotori avremmo voluto anche proporre 4-5 interventi musicali (canzoni), un po’ per alleggerire l’iniziativa, un po’ perché la musica e il movimento pacifista sono da sempre un binomio pressoché inscindibile. Così come le marce, i cortei, i sit-in, le manifestazioni pacifiste in passato hanno sempre contribuito a far cessare i conflitti e a creare una coscienza collettiva contro la guerra, anche le canzoni hanno dato il loro contributo nella stessa direzione. Un contributo forte perché messaggio destinato a milioni di persone.

Per la manifestazione chiusina avevamo contattato I Rivelati e i Dudes, purtroppo però, la normativa che regola gli eventi di “pubblico spettacolo” (anche solo 4 canzoni di contorno sono considerate pubblico spettacolo) impone una serie di adempimenti complicati e pure piuttosto costosi. Troppo per qualcosa che non sarebbe stato un concerto, ma solo un “accompagnamento”. Così abbiamo rinunciato. Ne siamo dispiaciuti. Certamente è giusto che le cose vengano fatte per bene e in tutta sicurezza, nel rispetto delle norme vigenti, ma forse una soluzione diversa i comuni la devono trovare, perché così – a queste condizioni e questi costi –  c’è il rischio di penalizzare e inibire qualunque iniziativa intenda proporre musica in un luogo pubblico. Lo diciamo en passant, non per polemizzare o recriminare, la manifestazione per la pace si può fare lo stesso anche senza musica, non è quello il problema, altri eventi però…

Dicevamo della musica e delle canzoni legate al movimento e al pensiero pacifista. Ce ne sono tante…

All we are saying is give peace a chance – Tutto quello che stiamo dicendo è: date una possibilità alla pace…  cantavano John Lennon  e la Plastic Ono Band nel 1969…

Due anni dopo, 1971 ancora Lennon canta Imagine: Immaginate che non ci siano patrie /Non è difficile farlo/Nulla per cui uccidere o morire/Ed anche alcuna religione/ Immaginate tutta la gente/Che vive la vita in pace…

E’ de 1972 il brano di Timmy Thomas, cantato anche da Steve Winwood Why can’t we live together, che diventò un inno contro la guerra del Viet Nam: “Tell me why, tell me why, tell me why, why can’t we live together?…  Dimmi perché non possiamo vivere isieme? … Non più guerra, non più guerra, non più guerra …
solo un po ‘di pace in questo mondo. Mai più guerra, non più guerra.
Tutto ciò che vogliamo è un po’ di pace in questo mondo. Tutti vogliono vivere insieme.
Perché non possiamo vivere insieme? Voi caricate le armi che altri dovranno sparare
e poi vi sedete e guardate mentre il conto dei morti sale
voi vi nascondete nei vostri palazzi mentre il sangue dei giovani
scorre dai loro corpi e viene sepolto nel fango…

Dieci anni prima, nel 1962, Bob Dylan si chiedeva “e quante volte devono fischiare le palle di cannone
prima di essere proibite per sempre? La risposta, amico mio, ascoltala nel vento/la risposta ascoltala nel vento/E quante morti ci vorranno prima che (l’uomo) riconosca che troppi sono morti?

Ce l’aveva il vecchio Bob (allora giovanissimo) coi Signori della guerra (1963): “Venite signori della guerra/voi che costruite i cannoni/ voi che costruite gli aereoplani di morte/voi che costruite le bombe/voi che vi nascondete dietro muri/voi che vi nascondete dietro scrivanie/voglio solo che sappiate/che posso vedere attraverso le vostre maschere/voi che non avete mai fatto altro che costruire per distruggere/giocate con il mio mondo/come se fosse il vostro piccolo giocattolo…”.

Nello stesso periodo (1965) Barry Mc Guire cantava Eve of distruction: “Non capisci quello che sto cercando di dire? Non senti le paure che provo oggi? Se il pulsante è premuto, Non c’è via di fuga. Non ci sarà nessuno da salvare con il mondo in una tomba Guardati intorno, ragazzo, ce n’è abbastanza da farti paura!”. 

Ecco, la paura dell’atomica, della distruzione allora era ben presente, c’era stata la crisi dei missili a Cuba nel ’61,il mondo aveva rischiato un nuovo conflitto globale e la musica lanciava l’allarme. Come Mc Guire anche Francesco Guccini, parla del rischio atomico e di ciò che succederà se quel bottone verrà premuto: “Vedremo soltanto una sfera di fuoco/più grande del sole, più vasta del mondo/nemmeno un grido risuonerà/solo il silenzio come un sudario si stenderà/fra il cielo e la terra/per mille secoli almeno/ma noi non ci saremo. Noi non ci saremo”. 

I Creedence Clearwater Revival le cui canzoni sono sate una sorta di colonna sonora del periodo della guerra nel Viet Nam usano metafore comprensibilissime. In Run trough the jungle cantano: “Duecento milioni di pistole sono caricate/Satana grida: “prendi la mira!»/Meglio correre attraverso la giungla... Come dire, corri ragazzo, corri, salva la pelle… Il brano è del 1970. 

Francesco De Gregori, in Generale (1978) si pone il problema delle madri dei soldati spediti al fronte: “Generale, dietro la collina/ci sta la notte crucca e assassina/E in mezzo al prato c’è una contadina/curva sul tramonto, sembra una bambina/di cinquant’anni e di cinque figli/venuti al mondo come conigli/partiti al mondo come soldati/e non ancora tornati…”.

Sembra una fotografia delle madri dei giovani russi e giovani ucraini che oggi si scannano nella pianura di Kharkiv o nelle strade di Mariupol…

Fabrizio De André, anche lui si è posto il problema di quei giovani chiamati dalla Patria e mandati a scannarsi con altri che hanno lo stesso identico umore, ma la divisa di un altro colore: “Ninetta mia, a crepare di maggio/Ci vuole tanto, troppo coraggio/Ninetta bella, dritto all’inferno/Avrei preferito andarci in inverno”. La guerra di Piero è la guerra di tutti i ragazzi mandati a morire di maggio. Nel 1966 come adesso.

La guerra è una bestialità, sempre. E un’assurdità A Cosa serve la guerra? Se lo chiede ad esempio Edoardo Bennato: “A cosa serve la guerra?/Diciamo la verità/Serve soltanto a vincer la gara/dell’inutilità/La guerra è sempre la stessa/Ognuno la perderà/E a ogni soldato che muore si perde/un po’ di umanità… Il brano è del 2003.

Nel 1999, dopo i bombardamenti Nato a Belgrado Jovanotti, Ligabue e Piero Pelù pubblicarono il singolo per beneficienza Il mio nome è mai più: “C’era una volta un aeroplano/Un militare americano/C’era una volta il gioco di un bambino. E voglio i nomi di chi ha mentito/Di chi ha parlato di una guerra giusta/ Io non le lancio più le vostre sante bombe… Bombe, bombe, bombe, bombe! Il mio nome è mai più, mai più, mai più/Il mio nome è mai più, mai più, mai più…”. 

Quel “mai più” che allora sembrava un grido definitivo, è durato 23 anni… Adesso siamo ancora a commentare bombardamenti nel cuore dell’Europa, come nel ’99, come nel ’39 e come alla fine dell’800, quando gli anarchici cantavano Addio Lugano Bella: “Scacciati senza tregua/andrem di terra in terra/a predicar la pace ed a bandir la guerra: la pace tra gli oppressi, la guerra agli oppressor”… (il testo è del 1885 ed è di Pietro Gori, su un’aria popolare toscana).

A predicar la pace ed a bandir la guerra. Oggi siamo di fronte ad un coro mainstream che comincia a mostrare qualche stecca, ma che per due mesi e mezzo ha bandito la pace e ha predicato la guerra… Per questo abbiamo deciso di ritrovarci i piazza, come si faceva un tempo. Per alzare il volume del controcanto rispetto al pensiero unico e alla propaganda bellicista. Per dire anche a chi ci governa che l’unica cosa che vogliamo è che “si dia una chance alla pace”. La colonna sonora ognuno se la farà mentalmente da solo… Questa è solo una traccia.

m.l. 

 

 

 

 

 

 

 

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Email -- LinkedIn 0 Pin It Share 0 0 Flares ×