CAROVANA UMANITARIA VERSO LEOPOLI… SI APRONO SPIRAGLI PER LA FINE DEL CONFLITTO?

lunedì 28th, marzo 2022 / 17:23
CAROVANA UMANITARIA VERSO LEOPOLI… SI APRONO SPIRAGLI PER LA FINE DEL CONFLITTO?
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CHIUSI – Ci sarà probabilmente anche un po’ di Chiusi e dintorni nella missione umanitaria che sta per partire alla volta di Leopoli, per portare aiuti alla popolazione ucraina e riportare indietro persone in fuga dalla guerra, da distribuire in varie regioni d’Italia. La missione partirà il 1° aprile da Udine e vede impegnate varie associazioni: dall’Associazione Papa Giovanni XXIII ad alcuni centri sociali milanesi, dalla Cgil a Medicina Solidale il sodalizio messo in piedi dal nostro amico e collaboratore Alessandro Lanzani tra il 2020 e il 2021, nei giorni più caldi della pandemia. Lanzani è “mezzo chiusino” e farà parte della carovana. Per questo dicevamo che ci sarà anche un po’ di Chiusi, in questa iniziativa. Ma non solo: Lanzani e gli altri porteranno a Leopoli anche materiali raccolti a Chiusi e dintorni da Paolo Buricca, l’imprenditore che era rimasto bloccato a Kiev nei  primi 10 giorni di guerra e che appena tornato a casa si è messo in moto per dare una mano alla catena degli aiuti.
La missione ha bisogno di sostegno, per questo ogni associazione coinvolta chiede donazioni e contributi. Per quanto riguarda Medicina Solidale, si può contribuire versando su paypal @medicinasolidale – Alessandro Lanzani.
Una volta arrivata a Leopoli la carovana scaricherà i materiali da distribuire e “imbarcherà” persone, ovviamente secondo le procedure e i protocolli previsti, assicurando anche l’assistenza sanitaria prevista.
La catena umanitaria insomma non si ferma, ma nemmeno la guerra. Sebbene oggi, 28 marzo, arrivino segnali che potrebbero preludere ad una qualche svolta positiva. Il giornalista Toni Capuozzo, uno che di guerre ne ha viste e raccontate tante e che in queste settimane è stata una delle voci non “embedded” della nostra informazione, scrive:
“Non so, forse è presto per dirlo. Ma dopo un mese, forse si vede qualcosa che assomiglia all’inizio della fine. Succede quando tutti sono giunti al loro limite: gli ucraini hanno tenuto Kiev, cosa possono fare di più ? La Russia ha preso la costa, cosa vuole di più ? Gli Stati Uniti hanno schierato sull’attenti i paesi della Nato, e si portano a casa un favoloso contratto di vendita del gas: cosa possono pretendere di meglio ? Sì, mancano i dettagli, dalla caduta di Mariupol ad altri conti minori da regolare, ma l’Ucraina che si disegna sulle carte geografiche assomiglia a una nuova Cipro. I russi si ritireranno dal perimetro di Kiev, lasceranno città indomite e disarmate come Kherson, si terranno la costa. E tutti potranno cantare vittoria: Putin sosterrà che ha protetto e liberato il Donbass e denazificato Mariupol,  Zelinsky che ha respinto l’invasione. A quale costo, lo sanno. Gli Stati Uniti hanno disciplinato perfino l’Unione Europea, e la corsa al riarmo, invocata a vuoto da Trump, è diventata una gara a chi spende di più. La Cina avrà dato prova di moderazione, senza tradire l’alleato russo e senza bruciare i mercati europei e globali. E noi, noi potremo tirare un sospiro di sollievo, con la fine delle brutte notizie, le bombe chimiche e quelle atomiche che tornano in garage”. 
Le dichiarazioni di Zelensky sulla possibilità della neutralità dell’Ucraina, sembrano andare in questa direzione, la presa di distanze di Macron e di alcuni esponenti dell’Amministrazione Usa, dalle parole di Biden su Putin, pure…
Però… non è mica vero che, se anche andasse davvero così,  alla fine abbiamo vinto tutti. Intanto ha perso chi è morto da una parte e dall’altra. Ha perso chi è rimasto senza casa, senza lavoro, senza futuro. Ha perso chi pensvava d andare a fare una esercitazione militare e si è trovato a dover sparare col cannone alla casa dei nonni, degli zii, dei cugini…  Secondo il giornalista Toni Capuozzo, alla fine “l’unico sconfitto senza premi di consolazione è l’Europa, ma troveranno qualche escamotage retorico per dirvi che no, che fortuna abbiamo a essere vincitori, almeno per consolarci del gas che ci costerà il 30% in più. Valeva la pena? Eh, ma sono stati i russi ad aggredire, cosa si poteva fare, alzare le mani ? E dovevamo dirgli prego accomodatevi ? Gli ucraini forse non potevano fare altrimenti che resistere in armi (dico forse pensando a Kherson, a quella gente inerme che ha reso impotenti i carrarmati). Gli altri europei, noi per primi, sì avremmo potuto fare di più, dopo aver aiutato i profughi, per aiutare la pace. Ma le canzoni di Lennon vanno bene, da Mosca a Praga, da New York a Roma, quando ci pensiamo felici, non quando ci sentiamo minacciati”… E una riflessione impietosa, ma abbastanza plausibile.
Forse, a cose finite, bisognerà tornare alle cause di questa guerra, a come è andata covando. Dall’allargamento della Nato ad est dal 1990 in poi, alla guerra nel Donbass cominciata del 2014, alle esercitazioni Nato in Ucraina negli ultimi mesi… Ma ha ragione Capuozzo quando scrive che “queste sono lezioni che non interessano mai, quando si attutisce il rumore della guerra”. E’ già successo dopo Tripoli, dopo Baghdad, dopo Sarajevo, dopo Kabul, dopo Belgrado…  La vera resa dei conti sono i cimiteri, il giorno dopo. E forse, anche in questa contesa tra Russia e Ucraina, che poi è anche tra Russia e mondo Occidentale, servono ancora un po’ di morti. Perché poi, cinicamente, il numero dei morti può essere messo sul tavolo delle trattative per ottenere qualcosa in più. E’ sempre successo anche questo. Purtroppo è un film già visto…
m.l. 
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