CHIUSI: LE DIMISSIONI DI TIEZZI, L’ANTIFASCISMO, LA SCARSA MEMORIA… E UN QUADRO POLITICO CHE CAMBIA

lunedì 29th, novembre 2021 / 15:01
CHIUSI: LE DIMISSIONI DI TIEZZI, L’ANTIFASCISMO, LA SCARSA MEMORIA… E UN QUADRO POLITICO CHE CAMBIA
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CHIUSI – Le dimissioni del capogruppo di Chiusi Futura Massimo Tiezzi dal consiglio comunale, prima della seconda seduta dell’assemblea elettiva e a meno di due mesi dal voto del 4 ottobre, sono un piccolo terremoto nel quadro politico chiusino: 1) perché la scintilla scatenante è una scelta “dirimente”, di principio (quella dell’antifascismo); 2) perché ridisegna appena dopo la partenza, la “griglia” delle opposizioni; 3 perché apre una chiara crisi di leadership e nella formazione capeggiata dal dimissionario Tiezzi; 4) per le reazioni che la questione ha scatenato sui social, non solo tra gli aderenti e gli elettori di Chiusi Futura, ma anche sul fronte avverso: sono usciti infatti comunicati del centro sinistra, dell’ANPI, post di consiglieri comunali ed ex consiglieri…

Come è noto Tiezzi si è dimesso da consigliere perché non ha trovato piena unità nel suo schieramento, sul voto da esprimere in consiglio su una mozione presentata dal Centro Sinistra e riguardante lo scioglimento della  formazione neofascista Forza Nuova. Lui avrebbe voluto votare a favore. Così come altri della lista (Gisella Zazzaretta, ad esempio), mentre la maggioranza dei presenti alla riunione ha optato per una decisione collegiale. Che non era un no allo scioglimento di Forza Nuova, ma l’indicazione per un voto “ponderato”, magari di astensione sottolineando ce la mozione stessa era “faziosa e strumentale”. In effetti in Consiglio, la consigliera di Chiusi Futura Lucia Lelli si è astenuta. E l’astensione non è un voto contrario.

Nela ridda dei commenti però, molti si sono complimentati con Tiezzi per il coraggio di fare un passo indietro di fronte ad una posizione ambigua, dicendo che sull’anfifascismo non si transige. O si è antifascisti o non lo si è…

Che nella lista Chiusi Futura ci sia dentro fino al collo anche la destra non è un mistero. La cosa era evidente già dai nomi dei candidati e dalla loro posizione in lista. Però non è una “lista di fascisti” che strizzano l’occhio a Forza Nuova. Se mai è un rassemblement un po’ troppo eterogeneo e trasversale, che a tale trasversalità spinta paga subito uno scotto.  E questo lo dice in un comunicato la stessa Chiusi Futura:

“Ogni singolo componente della lista Chiusi Futura si identifica fortemente, e con convinzione, nei valori dell’ antifascismo, senza se e senza ma. L’eterogeneità suddetta del gruppo è da riferirsi esclusivamente a quanto ognuno di noi abbia ritenuto opportuno, da un punto di vista politico, riconoscere – con un voto favorevole, astenuto o contrario – la natura stessa della mozione, ma sulla quale abbiamo tutti indistintamente concordato: che si trattasse di una mozione squisitamente strumentale, ovvero confezionata con la logica precisa di attrarre consenso”. 

Non solo, anche la numero 1 della lista, Francesca Capuccini, che prenderà il posto di Tiezzi ed è esponente della Lega, dice la sua e spiega:  “Preme fare alcune precisazioni su quanto accaduto in questi giorni a seguito delle dimissioni di Massimo Tiezzi dall’incarico di consigliere comunale. La mozione presentata dal centro sinistra per Chiusi tocca un tema che necessita di un’analisi ampia; ritengo la mozione di cui si tratta sullo scioglimento di Forza Nuova dopo l’assalto alla Cgil nazionale a dir poco tendenziosa e finalizzata a far campagna elettorale squisitamente per il Pd medesimo. Vengo al punto: la violenza e gli atti di vandalismo devono essere condannati in egual misura quando provengono da forze politiche di qualsiasi estrazione di destra come di sinistra! Ed inoltre se all’attuale maggioranza sta così a cuore il tema dell’antifascismo dovrebbe attivarsi con i fatti sensibilizzando soprattutto i ragazzi in età scolare con gite nei luoghi della memoria. Ritengo comunque che ad oggi la preoccupazione non è tanto quella di un ritorno al passato quanto quella che azioni violente calpestino i diritti costituzionalmente garantiti. Su questo abbiamo ragionato con il gruppo ed abbiamo quindi ritenuto opportuno astenerci dal voto facendo comunque delle proposte concrete nel senso appena sopra illustrato. La decisione è stata presa democraticamente ed altrettanto democraticamente è stato stabilito che non si poteva dare un voto favorevole a quella mozione così come appare costruita e con quei contenuti. Al Pd locale che “tanto parla senza sapere” vorrei dire che l’unico grande bluff è rappresentato proprio dalle loro mozioni “calate dall’alto” che vengono probabilmente presentate ad hoc pensando di veicolare in ogni caso l’altrui pensiero. Per fortuna in Chiusi Futura (ed a Chiusi quindi) c’è chi è ancora in grado di pensare con la propria testa!”

Sia Francesca Capuccini che il comunicato della Lista invitano dunque l’Amministrazione Comunale, al di là delle mozioni ad effetto, “ad organizzare, come avviene in tanti altri comuni, delle giornate del ricordo, coinvolgendo gli studenti di tutte le scuole nella visita a quei luoghi dove l’antifascismo è stato testimoniato con la vita, raccontando ciò che avvenne, perché rimanga scolpito nella memoria per sempre”.

Su questo punto però Chiusi Futura si mostra piuttosto distratta. E di poca memoria. Perché il Comune di Chiusi (anche più di altri comuni) negli anni e in particolare negli ultimi anni, ha organizzato giornate delle memoria, visite ai cimiteri di guerra Alleati, celebrazioni della Liberazione della città, ha fatto iniziative con le scuole accompagnando gli studenti nei luoghi degli eccidi perpetrati dai nazifascisti, nei luoghi della Resistenza; ha posizionato e inaugurato monumenti e targhe ricordo, ha partecipato ad iniziative promosse da altri (Anpi, Primapagina, Cgil… ecc..) e fino all’ultima legislatura aveva un assessore con delega alla memoria, nella figura di Sara Marchini che era anche la consigliera più giovane.

Quindi il richiamo al Comune ad attivarsi è questo sì strumentale e non ricevibile. Evidentemente i componenti di Chiusi Futura non se ne ricordavano. In effetti non li abbiamo mai visti a tali celebrazioni ed eventi.

Dimostrano però poca memoria o scarsa sensibilità, su questo argomento, anche i componenti della maggioranza, perché nessuno in Consiglio Comunale, né tantomeno nel comunicato del centro sinistra ne ha fatto cenno, quasi si volesse cancellare quanto è stato fatto fino ad ora dagli amministratori precedenti sul terreno della memoria e dell’antifascismo.

Appurato che a Chiusi sono tutti antifascisti, sia la maggioranza che le opposizioni e nessuna delle forze presenti in Consiglio è contraria allo scioglimento di Forza Nuova, forse vale la pena ricordare che anche a sinistra per decenni (da Togliatti a Berlinguer) lo scioglimento per legge delle organizzazioni neofasciste non era visto come la migliore soluzione per debellarne i rigurgiti. Questo per non favorire lo scivolamento di quelle stesse organizzazioni verso l’area grigia della clandestinità e dell’eversione sotto traccia.  Si è discusso molto su questo, fin dai primordi del Msi e quando negli anni ’70 emersero connivenze di quel partito con elementi stragisti.  In ogni caso, nel nostro sistema ordinamentale si  “nessuna forza politica, pena la sua immediata chiusura e responsabilità penale, può esplicitamente rifarsi all’ideologia fascista, nazista, al razzismo, alla xenofobia o, in generale, proclamare idee apertamente discriminatorie“. E questo è scritto in più di una sentenza… Non solo nella Costituzione e in alcune leggi successive. 

Quanto alle dimissioni di Massimo Tiezzi, la questione dimostra come spesso chi si affaccia alla politica senza mai averla praticata in precedenza, poi trova difficoltà ad approcciarsi alla normale dialettica e alle decisioni collegiali. Non è questione di essere o meno antifascisti, è una questione di abitudine alla prassi e alle regole non scritte della politica, alle decisioni prese a maggioranza, che sono l’essenza della democrazia. Nel caso specifico, una astensione avrebbe consentito a Tiezzi & C. di salvare capra e cavoli, di salvare cioè l’orgoglio e la sincera adesione ai principi antifascisti e nello stesso tempo di tenere unito il gruppo. Tiezzi ha optato solo per l’orgoglio (parola sua). Ognuno ha i suoi paletti invalicabili. Che Tiezzi fosse antifascista, non di destra, perfino di sinistra lo abbiamo scritto più volte. Lui stesso disse pure, in campagna elettorale, che avrebbe potuto stare anche dall’altra parte… Forse semplicemente non era uno adatto alla politica. L’impressione è che abbia cercato e trovato un pretesto per uscire di scena. Se vinci è un discorso… ma se perdi, cinque anni a fare l’opposizione sono lunghi da passare…

Adesso gli subentrerà, come detto, Francesca Capuccini, referente locale della Lega. Da un certo punto di vista la cosa rende il quadro politico meno nebuloso e “marmellatoso”.

La destra vera (e ufficiale) torna in Consiglio dopo più di 10 anni. Dal 2011, a Chiusi non ci aveva più messo piede. Adesso rientra dalla finestra e non è una destra unita (perché litiga quanto e più del Pd), ma rientra.

E L’opposizione d’ora in avanti avrà tre donne su 4 consiglieri, salvo che Massimiliano Barbanera non faccia come Tiezzi alla prossima “prima occasione”… Cinque anni di opposizione sono lunghi anche per lui.

La defezione del number one di Chiusi Futura potrebbe insomma non essere la sola nel breve e nel medio periodo. La maggioranza che ora fa i complimenti a Tiezzi, non è certo esente da rischi. Tra Pd e Podemos è pace armata, il quarto assessore annunciato da Sonnini nella seduta inaugurale, non è ancora stato nominato, perché l’accordo ancora non c’è. Non sono state fatte neanche le nomine alla Fondazione Orizzonti (anche lì l’accordo probabilmente non c’è). Sabato 4 dicembre ci sarà il congresso Pd che si presenta con Simona Cardaioli unico candidato alla segreteria. Senza concorrenti. Con gli ex bettolliniani che sembrano scomparsi dalla scena, ma potrebbero essere un fuoco sotto la cenere… Il partito di maggioranza, invece di aprirsi e lanciare segnali di entusiasmo per sostenere e sostanziare il nuovo corso, appare sempre più rinchiuso in sé stesso e, come il neofita Tiezzi, poco abituato alla dialettica interna. Ma se per Tiezzi, che non vi era abituato, è comprensibile, per il Pd lo è molto meno.

m.l. 

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