PER SONNINI UNA VITTORIA NETTA E SENZA APPELLO. MA ALLE SUPPLETIVE QUALCOSA E’ ANDATO STORTO. MOLTO STORTO

mercoledì 06th, ottobre 2021 / 18:02
PER SONNINI UNA VITTORIA NETTA E SENZA APPELLO. MA ALLE SUPPLETIVE QUALCOSA E’ ANDATO STORTO. MOLTO STORTO
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CHIUSI – Gianluca Sonnini e la coalizione di Centro sinistra che lo ha sostenuto possono giustamente festeggiare la vittoria che non era scontata alla vigilia e che è stata certamente più larga, nel punteggio, di quanto forse lo stesso Sonnini & C. si aspettavano. Un quasi 3-1 a Barbanera e un 4-0 alla lista Tiezzi sono un risultato netto, senza appello.

Il centro sinistra ha battuto decisamente sia il velleitario tentativo di smarcarsi di Scaramelli e Italia Viva, sia il civismo populista e, alla fine dei conti destrorso, rappresentato da Chiusi Futura.

Il Comune di Chiusi era per la prima volta contendibile, ma la contesa c’è stata solo sulla carta, non nella realtà e non nei risultati elettorali.  Nelle urne la partita è stata a senso unico.

Quindi giusta la festa di Sonnini and company. Comprensibile la soddisfazione del Pd che è uscito indenne dalla tempesta interna per la defenestrazione di Bettollini. Comprensibile il “giubilo” dei Podemos che hanno piazzato due consiglieri nella compagine di maggioranza e avranno presumibilmente il vicesindaco o almeno un assessore.

La coalizione ha tenuto, hanno scritto alcuni esponenti sia del pd che di Possiamo, e a prima vista sembrerebbe di sì. In realtà ha tenuto l’asse tra il gruppo dirigente del Pd e i Podemos. Il resto ha fatto acqua da tutte e parti. Per la prima volta il Psi e l ‘area socialista non entra in consiglio Comunale. Il M5S è stato spazzato via, cancellato anche dalla carta geografica e ad oggi risulta inesistente. La coalizione che poggiava su 5 gambe (Pd, Possiamo, M5S, Sinistra Civica ed ecologista e Psi) due gambe le ha già perse per strada, E per Sonnini non sarà facile “recuperarle”.

Ma questo forse è il meno. Il problema per Sonnini e la coalizione di centro sinistra è ciò che è avvenuto alle Suppletive per il Collegio 12 della Camera. Voto in contemporanea con le comunali: stesso posto, stessi giorni, stesso orario…

Il Candidato del centro sinistra Enrico Letta, che a Chiusi è venuto due volte in campagna elettorale, sulla carta avrebbe dovuto prendere almeno 500 voti più di Sonnini, avendo a sostegno pure Italia Viva, che alle comunali invece sosteneva Barbanera. Invece Letta di voti ne ha presi 500 in meno. La differenza tra 500 in più e 500 in meno fa 1.000.  Chi glielo spiega a Letta (e poi magari anche a noi) cosa è successo nel segreto delle urne?

E’ evidente che qualcuno (parecchi) della coalizione di centro sinistra, nonostante i proclami, non ha votato Enrico Letta: 700 schede bianche e nulle e quasi 400 voti a Pc e Potere al Popolo che insieme fanno il 10% abbondante.

Ora, quelle schede bianche e nulle non sono della destra, perché il candidato della destra Marrocchesi Marzi i suoi 1.000 voti che aveva sulla carta li ha portati tutti a casa (971). Non possono essere tutti di Italia Viva, perché il partito di Renzi  a 700 non ci arriva neanche con la scala. E allora chi alle suppletive ha votato scheda bianca, nulla o Partito Comunista? Il quale Partito Comunista peraltro ha ottenuto solo a Chiusi un risultato del genere (8,9% il doppio della media del Collegio).

Il dubbio è che la coalizione di centro sinistra che ha “tenuto” alle Comunali, non abbia tenuto per niente alle elezioni per il collegio senese della Camera. Qualcuno ha giocato sporco e non è stato ai patti. Sono stati gli alleati del Pd che non hanno voluto votare Enrico Letta? In tal caso sarebbero alleati poco affidabili e pronti al tradimento…

Oppure sono stati un migliaio (non 2 o tre…) elettori Pd che hanno voluto mandare un segnale di disagio, di dissenso verso il vertice del Partito, ma lo hanno fatto sulla scheda meno importante, non quella per le Comunali, dove il danno sarebbe stato maggiore? Noi propendiamo per questa ipotesi, non escludendo che anche elettori delle forze alleate del Pd abbiano fatto la croce altrove e non sul nome di Enrico Letta.

Gianluca Sonnini, che ieri, 5 ottobre, si è insediato come nuovo sindaco, di questa storia dovrà venirne a capo. Non può far finta di niente, cullandosi sul successo personale… Nelle suppletive si è consumato uno strappo che la dice lunga sulla coesione di una alleanza spuria e improbabile.  Ovvio che quelle 700 schede bianche e nulle e quel quasi 10% al Pc di Rizzo non c’entrano niente con Letta e neanche con Rizzo, ma sono l’espressione tangibile di un dissenso. E non si può dire che si tratti di elettori distratti, agnostici, indifferenti, perché alle comunali (stesso giorno, stessa ora) una tale “indifferenza” non c’è stata. Anzi.

I Podemos, ormai seconda forza della coalizione di maggioranza,  minimizzano esaltando la “novità” a livello comunale, ma anche loro, come Sonnini, dovranno spiegare e magari anche capire. E’ evidente che una parte di pd e centrosinistra ha voluto marcare una differenza, senza però farsi male al comune (è un classico della politica vecchia maniera). Questo ha consentito di salvare la guida della città e non consegnarla ad altri, ma quelle 700 schede bianche e nulle e quei 300 e passa voti al Pc e a Potere al Popolo, con il congresso Pd alle porte sono un campanello d’allarme che suona forte. Una bella scampanata, verrebbe da dire. Nei panni di Sonnini noi non saremmo tanto tranquilli.

Nei panni del Pd ancora meno, perché se a Chiusi c’è stata la valanga bianche e nulle e il voto al Pc per motivi tutti chiusini, le suppletive, con il segretario nazionale candidato, hanno registrato un appeal scarsissimo e risultati da “Minima moralia” in tutta la provincia. A Montepulciano ha votato il 30%, a Cetona e Chianciano il 28%… Percentuali basse, sotto la soglia minima della normale pratica democratica. L’obiettivo era eleggere Enrico Letta, farlo entrare in parlamento per partecipare alla partita dell’elezione del presidente della Repubblica, e l’obiettivo è stato centrato, ma lo strappo con la tradizione civile e democratica e di partecipazione delle terre di Siena è drammatico. Ve lo immaginato uno scenario con Berlinguer o Craxi, ma anche D’Alema, candidati e meno del 30% dei votanti?

Per quanto riguarda Chiusi, se il Pd ha le sue spine (belle grosse), e ora dovrà capire se si è messo in casa degli infedeli e, sull’altro lato, come se mai recuperare gli “scontenti”, gli altri stanno decisamente peggio.

Scaramelli e Italia Viva sono ridotti a sponsor di una lista marginale. La destra che prende quasi 1.000 voti alle suppletive è scomparsa a livello comunale e per la terza di volta di fila non ha rappresentanza consiliare; il “civismo” inteso come antipolitica e risposta alternativa ai partiti è rimasto al palo, lucrando poco in termini di voti anche dalla battaglia sul carbonizzatore. E questo dovrà far riflettere… A bocce ferme si  può fare.

m.l.

 

 

 

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