GIANLUCA SONNINI E’ IL NUOVO SINDACO DI CHIUSI. BARBANERA NON SFONDA E TIEZZI FA FLOP

lunedì 04th, ottobre 2021 / 21:10
GIANLUCA SONNINI E’ IL NUOVO SINDACO DI CHIUSI. BARBANERA NON SFONDA E TIEZZI FA FLOP
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CHIUSI-  Scrutinio elettorale senza copertura social per un blackout generale Facebook, Istagram e Whatsapp… Comunicazione dei dati piuttosto problematica. In ogni caso lo spoglio è andato avanti regolarmente. Gianluca Sonnini è il nuovo sindaco di Chiusi. Il centro sinistra non solo tiene il Comune, ma ottiene anche un risultato più che soddisfacente. Forse al di là delle più rosee previsioni. Sonnini vince largo sugli avversari Barbanera e Tiezzi,  e vince anche sul segretario nazionale del Pd Enrico Letta impegnato nelle suppletive.

Letta ha infatti totalizzato 1.769 voti pari al 53% con una coalizione larga, simile a quella che ha sostenuto Sonnini, ma con Italia Viva in più. Sonnini di voti ne ha presi 2.308 pari al 61,1%. Considerando Italia Viva che alle comunali sosteneva Massimiliano Barbanera, di fatto Sonnini  si avvicina alla quota toccata da Bettollini nel 2016 (2.816 voti pari al 64%).

Un bel risultato, indubbiamente: le stesse forze della coalizione (Pd, Possiamo, M5S, Psi e Sinistra Civica ed Ecologista) alle regionali di un anno non andarono oltre una somma di 1.600 voti. Un recupero c’è stato, anche se, è noto, alle comunali incidono dinamiche diverse: familiari, amicali, lavorative…

Massimiliano Barbanera si ferma a quota 878 voti, pari al 23,26% e non sfonda neanche nelle sezione elettorale di Montallese, dove ottiene il massimo risultato, ma sempre sotto a Sonnini (153 contro 181). Per il resto va abbastanza bene a Chiusi Scalo (Biffe e centro) e a Macciano, ma senza fare sfracelli. Va detto che il risultato alle comunali va oltre la soglia raggiunta da Italia Viva, sponsor principale della lista, alle regionali di un anno fa (500 voti). 370 voti in più: la fronda Bettolliniana?

Fa invece decisamente flop Massimo Tiezzi con la sua lista Chiusi Futura che non sfonda e nonostante la presenza in lista e l’appoggio di partiti come Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia non porta a casa nemmeno i voti che la destra ha dato compatta a Marrocchesi Marzi alle suppletive, nella sfida a Letta. Marrocchesi ne ha presi 971 pari al 29,1%, Tiezzi non è andato oltre 590, pari al 15,6%. Praticamente la metà. Qualcuno a destra evidentemente ha remato contro o in altra direzione.

In ogni caso e nonostante il divario piuttosto marcato, Lista Tiezzi e lista Barbanera i seggi dell’opposizione se li divideranno in parti uguali: 2 a testa. Più tardi sapremo chi sono i due consiglieri che affiancheranno Barbanera e Tiezzi e quali saranno gli 8 della maggioranza che sosterrà Sonnini. Da lì si vedrà anche l’apporto dato dalle varie formazioni alla causa comune e se la coalizione ha tenuto oppure ha cominciato a scricchiolare. Ma a questo punto e con i numeri complessivi, si tratta di un dettaglio abbastanza secondario.

Vedremo anche se Massimiliano Barbanera e Massimo Tiezzi dopo aver provato a dare la spallata e l’assalto al cielo senza riuscire però nell’intento, anzi uscendone piuttosto scornati, decideranno di rimanere in Consiglio a fare l’opposizione o se lasceranno il posto ai due consiglieri primi non eletti. Magari più motivati…

A Chiusi gli elettori aventi diritto al voto erano 6.284, hanno votato  4.038, ovvero il 64,26%. Che probabilmente è il minimo storico, ma se si confronta il dato con la media registrata dalle suppletive in provincia di Siena (35%) è oro colato. L’area del non voto si attesta sul 35,7% (2.246 persone) e ad essa vanno sommate le schede bianche e nulle: 71 e 191, cioè un altro 4%. In totale si sfiora il 40% dell’elettorato, che è una percentuale molto alta. Ma alle elezioni comunali non c’è il quorum, vince chi prende un voto più degli altri, tra coloro che sono andati a votare e hanno espresso un voto valido. Sonnini è sindaco e da domani avrà in mano le redini del Comune legittimamente e a pieno titolo. E con una maggioranza che non è più quella di un tempo ed è anche composita, ma non è certo risicata. Quello che emerge, da una prima lettura a caldo, sembra ancora una volta un voto di mantenimento, per lo status quo. L’elettorato chiusino ha votato per l’usato sicuro, senza fare troppe congetture sulla coalizione spuria e piuttosto improbabile. Ha dato fiducia a quelli che hanno sempre governato. La sindrome pievese e l’effetto Risini a Chiusi non non ci sono stati. La spallata sarà per un’altra volta…

m.l.

 

 

 

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