CHIUSI, CHI ENTRA E CHI NO. CHI CANTA VITTORIA E CHI… SCOMPARE. LA DISSOLUZIONE DEI 5 STELLE E IL FLOP DI ITALIA VIVA E DEL CIVISMO

martedì 05th, ottobre 2021 / 10:21
CHIUSI, CHI ENTRA E CHI NO. CHI CANTA VITTORIA E CHI… SCOMPARE. LA DISSOLUZIONE DEI 5 STELLE E IL FLOP DI ITALIA VIVA E DEL CIVISMO
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CHIUSI – Abbiamo già scritto ieri della vittoria netta di Gianluca Sonnini e del Centro sinistra, del flop della lista Chiusi futura di Massimo Tiezzi e dell’assalto fallito da Massimiliano Barbanera… Oggi, con i numeri delle preferenze ottenute dai vari candidati entriamo un po’ di più nei dettagli del voto per il Comune.

Partiamo dalla lista che ha vinto e che sarà la nuova maggioranza. Intanto cambia la rappresentanza in Consiglio: non più Pd e Psi, ma Pd ,Possiamo e Sinistra Civica ed Ecologista. Psi e M5S restano fuori. Il dato più eclatante è senza dubbio il dissolvimento senza appello proprio dei 5 Stelle. L’ex capogruppo del Movimento Bruna Cippitelli, dopo 5 anni in consiglio sui banchi dell’opposizione, è arrivata ultima, per distacco. Solo 27 preferenze. Mauro Tosi, rappresentante del Psi è rimasto fuori pure lui, ma con 110 voti personali.

Ma veniamo agli eletti. E’ senza dubbio eclatante – come la scomparsa dei 5 Stelle che ad occhio e croce non hanno votato neanche per Letta alle suppletive – l’affermazione del giovane archeologo Mattia Bischeri, 29 anni, primo degli eletti con 259 preferenze. La sua candidatura è stata la mossa vincente di Sonnini & C. per neutralizzare l’assalto di Barbanera nella frazione di Montallese, roccaforte della fronda bettolliniana.  E la scelta ha pagato, evidentemente. Bischeri è dato in quota Sinistra Civica ed Ecologista, ma questo crediamo abbia inciso meno di altri parametri.

Al secondo posto, come prevedibile e previsto Valentina Frullini (241). Giovane anche lei, farmacista e archeologa, già consigliere della Bcc Valdichiana ed ex pallavolista oltre che figlia del compianto Fabio Frullini, presidentissimo storico del Chiusi Calcio.

Terza piazza per l’uomo forte di esperienza  della lista: Claudio Del Re (239). Poi, a seguire, l’unico uscente del Pd Mario Cottini (224), i due candidati in quota Podemos Lorenzo Magnoni (224) e Daria Lottarini (197), infine altre due donne: Maura Talozzi (142) e Sonia Nasorri (129).

Prima dei non eletti Lucia Scattoni (111); poi Mauro Tosi (110), Ola Gjylja (72) e Bruna Cippitelli (27).

Ora essendo quella di Sonnini una lista di coalizione (il Pd ne ha 4 su 8), la poltrona di vicesindaco dovrebbe toccare ad una figura non espressione del Pd. Donna, per la parità di genere. Se la giocheranno Valentina Frullini, indipendente, e Daria Lottarini dei Podemos. Sceglierà Sonnini, se non si fa ingabbiare.

Le due liste sconfitte si dividono alla pari (2 a testa) i seggi della minoranza. Per la lista Massimiliano Barbanera entra in consiglio, a sorpresa Claudia Iagher, tecnico della riabilitazione psichiatra, di Montallese anche lei come Bischeri. Per 4 voti (133 contro 129) ha battuto l’altro montallesano Alessandro Pallacci ex segretario del Pd e figura di riferimento nella frazione. Da segnalare, per ciò che riguarda la lista Barbanera, il flop dei candidati espressione di Italia Viva che era l’azionista di riferimento: il portavoce locale del partito di Renzi Davide Canini è arrivato terzo con 70 preferenze, l’ex assessore e segretario Pd Francesco Cimarelli settimo con 35. Per Scaramelli & C. una debacle.

Il candidato seriale, l’ercolino sempre in piedi e sempre in pista delle comunali Giorgio Socciarello si è fermato al sesto posto con 46 voti personali, superato che dai citati Iagher, Pallacci, Canini anche da Lorenzo Della Giovampaola (68) e Orietta Bacci (65). Dietro seguono Claudia Dionisi (35), Alessandra Venturini (34), Barbara Ferri (31), Chiara Sacco (30) e Alberto Giulietti (28).

Se l’avvocato Barbanera decidesse di lasciare, perché forse fare il consigliere di opposizione non è a sua massima aspirazione, in consiglio entrerebbe Pallacci.

Per la lista Chiusi Futura, oltre al front man Massimo Tiezzi, entra in consiglio Lucia Lelli, finalista di Miss Italia nei primi anni ’90 e attivista del Comitato Aria (84 preferenze). Al secondo posto Francesca Capuccini, la capolista, referente locale della Lega che si ferma a 58 voti personali. Il partito di Salvini non ha risposto alla chiamata. Così come non hanno risposto Forza Italia e Fratelli d’Italia dato che Gaetano Gliatta e Luca Morelli di preferenze ne hanno raccolte  rispettivamente 35 e 12. La destra insomma nei fatti non ha sostenuto strenuamente la lista Tiezzi. Tutt’altro. Terza piazza, dopo Lelli e Capuccini, per Luciano Fiorani (58). Seguono il già citato Gliatta (35), Gabriele Baglioni (22), Tiziana Marroni (21), Francesco Ferroni (15), Gisella Zazzaretta (14), Luca Morelli (12) Teodor Ariton (8), Paola Bui (8) e Gabriella Bennati che non si è votata nemmeno da sè (0).

Complessivamente la lista di centro sinistra ha raccolto 1.975 preferenze su 2.308 voti totali; la lista Barbanera  ne ha espresse 704 su 878 e la lista Tiezzi  335 su 590.

Un dato che emerge è – come abbiamo già scritto ieri – quello di un voto “conservativo”, l’elettorato chiusino alla fine ha preferito il “cambio interno al Pd”  piuttosto che un cambio di bandiera sul Palazzo comunale. Emerge la dissoluzione di alcune forze politiche, prima fra tutti il M5s che sembra aver esaurito del tutto la sua funzione e a livello locale non esiste più, emerge l’incnsistenza di forze di plastica come Italia Viva e Azione, mai sentita a Chiusi prima delle elezioni. Il risultato non disprezzabile della lista Barbanera (più voti di quanti ne presero Podemos e 5 Stelle nel 2016) non è ascrivibile solo al partito di Renzi e Scaramellli né tantomeno dei seguaci di Calenda.

Emerge anche la bocciatura senza appello delle suggestioni civiche, condite di antipolitica e di antagonismo più velleitario che di sostanza. Anche la speranza di trasformare in voti e consenso politico la battaglia sul carbonizzatore è rimasta decisamente frustrata.  Emerge un 40% di non voto, che nessuno può sottovalutare, neanche i Sonny boys che adesso giustamente e legittimamente cantano vittoria. Altro dato che salta agli occhi è che il nuovo consiglio comunale sarà composto per metà da donne: 6 su 12, 4 nella maggioranza e due nelle opposizioni. Questo è un fatto positivo.

La novità politica, da domani, sarà la presenza dei Podemos nella stanza dei bottoni, alla prova con il governo della città, dopo aver fatto solo opposizione. E adesso Sonnini dovrà usare molta diplomazia e sagacia per tenere in piedi la coalizione e fare in modo che e chi è rimasto scornato non si metta di traverso. Già dalla composizione della giunta si capirà di più…

m.l. 

 

 

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