CHIUSI, SONNINI E IL CENTRO SINISTRA ROMPONO TUTTI I PONTI CON L’ERA BETTOLLINI. LA LISTA DEL PD & C. E’ PIU’ DELLE OPPOSIZIONI CHE DELLA MAGGIORANZA

giovedì 02nd, settembre 2021 / 18:55
CHIUSI, SONNINI E IL CENTRO SINISTRA ROMPONO TUTTI I PONTI CON L’ERA BETTOLLINI. LA LISTA DEL PD & C. E’ PIU’ DELLE OPPOSIZIONI CHE DELLA MAGGIORANZA
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CHIUSI – E alla fine la montagna partorì… Terzo su tre anche il “Centro sinistra per Chiusi” ovvero la lista di coalizione imperniata sul Pd a sostegno di Gianluca Sonnini ha visto la luce. C’è mancato poco che servisse il fotofinish, perché non è stato facile trovare la quadra tra partito di maggioranza e alleati… In effetti trattasi di una coalizione inedita e tutta da verificare, formata dal Partito di maggioranza, dalle due forze di opposizione in consiglio e altri cespugli e partitelli  unipersonali. La coalizione è infatti composta da Pd, Possiamo, M5S, Sinistra Civica ed Ecologista e Psi. I candidati per il consiglio Comunale, in ordine alfabetico, sono: Bruna Cippitelli, già capogruppo del M5S, Valentina Frullini, ex Cda di Banca Valdichiana; Ola Gjylja, commerciante; Daria Lottarini, consigliera uscente dei Podemos; Sonia Nasorri, impiegata impegnata in una compagnia teatrale; Lucia Scattoni, avvocato; Maura Talozzi, impiegata;  Mattia Bischeri, giovane archeologo; Mario Cottini vigile del fuoco in pensione, consigliere comunale uscente Pd; Claudio Del Re ex funzionario regionale in pensione; Lorenzo Magnoni giovane in quota Possiamo; Mauro Tosi, pensionato Mps  in quota Psi.  Sono 7 le donne e 5 gli uomini.

Nonostante le fibrillazioni, anche delle ultime ore, il “tavolo” ha retto. Formalmente. Perché nella realtà non è esattamente così… qualche pezzo si è perso per strada (Sinistra Italiana, per esempio, o parte del M5S che ha alzato le tende e girato i tacchi…  Anche il Pd non è tutto compatto su questa linea). La coalizione è larga, ma non si sa quanto robusta. Al momento sembra più  una somma di sigle e scatole vuote che un progetto politico reale, ponderato, condiviso… O meglio, sembra più una soluzione da ultima spiaggia per cercare di tenere il Comune e non morire o dissolversi…

Con una lista così, anche il termine, utilizzato anche da pure da noi “partito di maggioranza” in riferimento al Pd, appare inadatto, improprio. Il partito di maggioranza ha fatto fuori in un colpo solo il sindaco, il capogruppo, tre assessori e 6 consiglieri su 7, con l’ex Psi Annulli, 7 su 8. Non solo ha fatto un repulisti che neanche Robespierre, ma si è messo in casa il capogruppo e una consigliera delle due forze di opposizione. Di fatto la lista del Centro Sinistra è più una lista delle opposizioni che del “partito di maggioranza”. E con il candidato sindaco Sonnini che ha fatto il vicesindaco per 4 anni, sono proprio le due rappresentati dei Podemos e dei 5s le figure più esperte di dinamiche consiliari. Mario Cottini, unico consigliere uscente Pd, è una figura “operativa”, non certo uno stratega politico.

Molto dipenderà dalle preferenze, ma se dovessero essere elette, pare quasi scontato che il ruolo di vicesindaco spetterebbe a Bruna Cippitelli o a Daria Lottarini, che trasvolerebbero, senza passare dal via, dai banchi delle minoranze alla stanza dei bottoni.

La lista del Centro sinistra è piena zeppa di facce nuove, alcune molto giovani, altre meno, ma del tutto “inedite” per la politica: Frullini, Nasorri, Talozzi, Scattoni, Gjylja; Bischeri, Magnoni…  La figura di esperienza è Claudio Del Re che viene da una militanza cinquantennale, fin dai tempi del Pci. L’unico elemento di continuità con l’amministrazione uscente è Mario Cottini, il che significa che Pd & C. hanno voluto marcare una rottura totale e definitiva, senza appello, con la gestione Bettollini.  In sostanza Cardaioli e Sonnini hanno scelto di sfidare non tanto Tiezzi e Barbanera, ma il loro passato. Ognuno dei partecipanti alla coalizione se l’è rimangiato un pezzo, quasi tutto. Il Pd come i Podemos e i 5 Stelle.  Le elezioni del 3-4 ottobre saranno una sfida tra chi è più antibettolliniano e chi si discosterà di più da quella stagione…  E tutto questo senza una parola che una sulle cose che si intendono fare, su che tipo di città si ha in mente e su come impostare i prossimi 5 anni. Solo flebili enunciazioni di principio general generiche. Niente di più.

Magari i tre candidati a sindaco e i candidati per il consiglio ci smentiranno durate la campagna elettorale e mostreranno doti, idee e intuizioni ad oggi sconosciute ai più, ce lo auguriamo. Per il momento sembra una sfida al ribasso, per non dire al massacro. Alcune forze politiche sembrano aver scelto la strada del suicidio, infilandosi in una alleanza spuria e improbabile e pure litigiosa, che sta ritta con i fili…

Ora che il termine sta per scadere e che i giochi sembrano fatti e difficilmente modificabili, lo possiamo anche dire: stupisce che di fronte ad un quadro del genere il sindaco uscente abbia deciso di rimanere fuori della contesa, in disparte, invece di provare a giocarsela sulla base del lavoro fatto, dei risultati portati  a casa, del consenso che ha sempre avuto… Stupisce che non abbia avuto un moto di orgoglio, lui che è stato accusato di essere fin troppo orgoglioso, e non abbia sellato il cavallo per partire alla battaglia…

M.L.

 

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