CHIUSI SCALO, BATTESIMO MUSICALE PER PIAZZA GARIBALDI. BUONA LA PRIMA CON GIANNOTTI & FRIENDS. GIOVEDI PROSSIMO I DUDES

venerdì 10th, settembre 2021 / 10:59
CHIUSI SCALO, BATTESIMO MUSICALE PER PIAZZA GARIBALDI. BUONA LA PRIMA CON GIANNOTTI & FRIENDS. GIOVEDI PROSSIMO I DUDES
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CHIUSI SCALO – E’ andato bene il primo “Giovedi della piazzetta”, ieri sera. E la Piazza Garibaldi ha avuto anche il suo “battesimo musicale” a dimostrazione che il luogo adesso si presta ad eventi del genere. Non è il massimo dover seguire un concerto pop seduti e ordinati come a teatro, ma le norme anticovid impongono posti contingentati e distanziamento, oltre al green pass richiesto all’ingresso. Meglio così che niente però. Non  a caso tutti i posti (70) allestiti dalla Fondazione Orizzonti, organizzatrice insieme al Comune della piccola rassegna, erano occupati, oltre quelli della gelateria e le panchine… 

tre musicisti sul palco non si sono risparmiati suonando per due ore buone per la propria città… lo ha detto Stefano Giannotti, aprendo la serata… Con lui c’erano infatti il chitarrista Igor Abbas e alla batteria Gianluca Meconcelli, che è di Sarteano, ma di origini chiusine.

Tre professionisti che con  gli strumenti ci sanno fare. Giannotti, come sempre istrionico e un po’ burlone, da vecchia volpe di pianobar, ha però voluto cominciare e finire con due canzoni contro la guerra: Generale di De Gregori e Sand Creek di De Andrè, che ha dedicato al popolo afgano… Cui forse pensava anche quando ha proposto il monologo “Gli americani” di Gaber, con sottofondo di Abbas e Meconcelli sulle note di Rock & Roll dei Led Zeppelin. Nel mezzo, molto cantautorato da Battisti a Lucio Dalla, da Rino Gaetano a Renato Zero, da Celentano ancora a De André, senza disdegnare incursioni nel rock psichedelico d’oltre Manica con The Wall e Wish you were here dei Pink Floyd eseguiti magistralmente. Insomma una bella serata, piacevolissima, nonostante l’aria settembrina che ormai invita portarsi il maglioncino… Diciamo che tra Ferragosto e il 1 settembre sarebbe stato forse un po’ meglio, sotto l’aspetto climatico…

Giovedì prossimo, 16 settembre si proseguirà con la seconda serata. Sul palco ci saranno i Dudes, una rock band band locale (tre effettivi di Chiusi – Matteo Micheletti, Gianluca Lorenzoni, Andrea Fei – e uno di Acquaviva: Mattia Mignarri) che ha calcato palchi importanti, due anni fa anche quello del Live Rock Festival di Acquaviva, che è un must e uno degli appuntamenti più rilevanti del centro Italia. Rispetto a Giannotti, Abbas, Meconcelli, tutt’altro genere. I Dudes nelle loro serate di solito propongono per lo più musica di produzione propria. Genere indie rock italiano, con qualche digressione ad uso e consumo del pubblico dalle parti di Springsteen, Bob Dylan, Brian Jonestown Massacre ecc… Non è musica da piano bar, ed essendo di produzione artigianale, non è che si ascolti facilmente alla radio, le canzoni di Dudes le conoscono solo i loro fans, ma è roba buona e vale la pena ascoltarla, anche seduti come a teatro. Quella di giovedì 16 sarà un’occasione per i chiusini (e non solo naturalmente) per ascoltare dal vivo non solo vecchie e bellissime canzoni intramontabili, ma per una volta un prodotto nuovo, autoctono, nato non in una cantina di Liverpool o di Los Angeles, ma in questo territorio. Sarà un’occasione insomma per capire se è vero che questo territorio una sua vitalità culturale ce l’ha…  Certo band come i Dudes sono poco avvezze al pubblico seduto e ordinato. Magari fatto per lo più da pensionati. Ma il battesimo della “Piazzetta” può essere una sfida anche per loro, dovranno un po’ adattarsi.  e del resto, è bene ricordarselo, i grandi del Rock, anche quelli che piacciono ai Dudes, hanno tutti più di 50 anni, in qualche caso anche più di 70…

Dopo  Giannotti Abbas e Meconcelli e i Dudes, il 23 sarà la volta dei Domino, guidati da Tommaso Termo, altro prodotto locale. Però in questo caso si torna al rock e al blues classico, alle cover di brani conosciutissimi, spaziando dagli U2 ai Dire Straits, da Alanis Morrisette a Tracy Chapman fino agli Eagles… Roba che si ascolta sempre volentieri ed evoca altri tempi. Speriamo che il tempo regga.

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