L’ITALIA SUL TETTO D’EUROPA, LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO

lunedì 12th, luglio 2021 / 15:55
L’ITALIA SUL TETTO D’EUROPA, LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO
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Quando la Nazionale del tuo Paese vince qualcosa, nel calcio o in  qualsiasi altro sport, è sempre una cosa bella.  Anche se uno non è nazionalista, né sovranista, e in gioventù credeva nell’internazionalismo proletario, la vittoria di un titolo, di una coppa, per esempio nel pallone, è comunque una soddisfazione. Un motivo per sentirsi orgogliosi di essere italiani. Se poi a vincere è una squadra che alla viglia non era così accreditata, una quadra senza stelle di prima grandezza, una squadra che Brera o Beppe Viola avrebbero definito “operaia”, la soddisfazione è doppia. E’ la classe operaia che va in Paradiso. Cosa che capita di rado.

Non scomodiamo Davide e Golia, perché gli inglesi – è vero – giocavano in casa, nel loro tempio, vera e propria fossa dei leoni, ma di Golia non hanno niente, se non un po’ di spocchia. Ed è del ’66 che non vincono più niente. Giocano un calcio “atavico”, di forza e di corsa, ma sempre uguale a se stesso da 100 anni e passa. Un calcio dove la “fantasia” la tengono in panchina fino ai supplementari, perché nella loro concezione di gioco serve a poco o niente. L’Italia di Mancini entra nella storia. Rivince un europeo dopo 53 anni. L’ultimo l’Italia lo aveva vinto nel ’68, anno fatidico, con gol di Riva e Anastasi in una finale ripetuta contro la Jugoslavia, che adesso neanche esiste più…

Lo ha vinto, Mancini, con due “oriundi” in campo, italo-brasiliani entrambi (Jorginho ed Emerson Palmieri), e questo è un segno dei tempi. Però tra le nazionali più forti viste agli Europei, quella azzurra è forse la più “autarchica”: tutte, dall’Inghilterra alla Germania, dalla Spagna al Belgio, dalla Francia alla Svizzera, dal Portogallo, alla Svezia hanno schiere di giocatori non proprio autoctoni… frutto del passato coloniale in qualche caso, ma anche di una immigrazione pluridecennale e consolidata… Un tempo la Nazionale azzurra era fatta al 90% da giocatori di Juventus, Inter e Milan, più qualcuno a turno di Roma, Napoli, Lazio e Fiorentina… Ora è piena di giocatori del Sassuolo,  dell’Atalanta, del Torino… e pure di giocatori che giocano a Parigi o a Londra, nel Psg o nel Chelsea… Altro segno dei tempi. Il portierone Donnarumma, eroe della serata con le parate decisive nella lotteria dei rigori, dalla prossima stagione giocherà a Parigi, non più nel Milan. E’ il mercato, bellezza, direbbe qualcuno…

Per me tifoso viola, tessere gli elogi di giocatori della Juventus è come mandar già uno sciroppo talmente amaro che uno preferirebbe la tosse…  Ma ieri, nella finale di Wembley, Chiellini e Bonucci sono stati due giganti. E Chiesa, il “traditore Chiesa”, sontuoso. L’unico capace di tirare in porta e di “strappi” micidiali che hanno messo a dura prova la retroguardia britannica. Perfino Bernardeschi, altro ex viola come Chiesa, che se in Nazionale gioca poco, nella Juve non gioca mai e se gioca gioca male, ieri sera ha fatto alla fine la differenza. Con il rigore segnato (il secondo, dopo quello con la Spagna), ma anche per come è entrato in partita, per lo spirito che ha messo nella gara…

Secondo me Bonucci, Chiellini e Chiesa sono stati i migliori, insieme a Donnarumma. Voto 8. Berna da 6 e 1/2. Bene anche Emerson, l’oriundo che ha dovuto sostituire lo sfortunato Spinazzola. I due centravanti, prima Immobile, poi Belotti sembravano Paperino, non l’hanno vista mai o quasi. Insigne ha fatto poco, meno di quanto ci si potesse aspettare da uno che ha i suoi piedi… Ma va bene così.

Contava vincere e l’Italia ha vinto. Ed è stato bello rivedere le piazze piene davanti ai maxischermi, rivedere gente che sia pure in nome del pallone e non di cose più serie, si è sentita di nuovo “comunità”. Belli i fumogeni, i fuochi d’artificio, i caroselli … anche dalle nostre parti. Era dal 2006 che non si vedevano scene simili. Scene liberatorie, anche nei confronti del clima imposto dalla pandemia. E c’è da augurarsi che non ci sia bisogno di richiudere tutto, di nuovi lockdown… Intanto godiamoci la festa e la vittoria. Che non era scontata e per per questo anche più bella.

Le vittorie sofferte, adrenaliniche sono le migliori.

Il calcio torna a casa, avevano titolato i giornali inglesi alla vigilia, confidando evidentemente in una vittoria dei leoni britannici, inventori di questo sport. No, il calcio è tornato a casa, a casa degli italiani, che non sempre sono brava gente, ma a pallone ci ha sempre saputo fare. L’Italia ha sempre giocato un calcio diverso dagli inglesi, un calcio forse più sparagnino, meno “sportivo”, più speculativo, più… tattico. ma l’Italia ha vinto parecchio di più dell’Inghilterra: 4 mondiali contro uno. Due europei contro zero. E anche tante finali in più. Alcune perse solo ai rigori, come gli inglesi ieri sera. Quella dei rigori è una lotteria. Può andar bene e può andare male. Non è da un rigore sbagliato che si giudica un giocatore, cantava De Gregori… E Southgate, il mister britannico lo sa.

Però se metti dentro due giocatori alla fine del secondo tempo supplementare solo per tirare il rigore, e poi entrambi lo sbagliano… un po’ te la sei cercata  Gareth, no?

m.l.

 

 

 

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