COVID, ECCO DOVE IL VIRUS CIRCOLA DI PIU’. IL DATO DI CHIUSI COME PARADIGMA GENERALE

martedì 13th, aprile 2021 / 12:55
COVID, ECCO DOVE IL VIRUS CIRCOLA DI PIU’. IL DATO DI CHIUSI COME PARADIGMA GENERALE
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CHIUSI – In Valdichiana il Covid circola ancora e in alcuni paesi il livello di contagio è ancora alto. Il più colpito è ancora una volta Sarteano con 97 casi attivi. Poi Montepulciano con 63. A Chiusi la curva è scesa a 41.

Ieri sera, nel consueto aggiornamento quotidiano il sindaco Bettollini ha fornito dei dati sulla diffusione del virus, dall’inizio della pandemia, ormai più di un anno fa, ad oggi, per classi di età. Il quadro è puramente indicativo e riguarda solo Chiusi, ma offre comunque una lente d’ingrandimento per capire chi, come e dove il virus ha colpito di più ed è utilizzabile anche come paradigma generale, perché Chiusi è un paese normale, con una composizione sociale articolata, simile a tante altre realtà sia delle stesse dimensioni che più grandi.

Intanto la tabella ci dice che in un paese come Chiusi il totale delle persone contagiate, dal’inizio alla data di ieri è di 384, il 5% della popolazione. A giugno 2020 la prima ondata aveva fatto registrare 43 casi, ovvero lo 0,5%. Il salto è stato notevole.

Il tasso di letalità sul totale dei contagi è del 2,34%. Non una bazzecola. I morti, infatti, sono 9 (più uno conteggiato tra i resident della Rsa di Sarteano, quindi 10). Di questi 9 tra persone over 70 e 1 tra 50 e 60 anni.

Quanto al contagio la classe di età più colpita risulta essere quella dei nati tra il 1960 e il 1969 (61 casi). Al secondo posto i nati ta il 1970 e il 79 e a pari merito i bambini nati tra il 2010 e il 2021 (55 casi per entrambe le fasce). Quindi persone da 40 a 60 anni e bambini under 10.

Subito dietro troviamo  i 30-40enni (53 casi).

A seguire i nati tra il 1940 e il 49 (37) casi), e poi ancora giovanissimi, ovvero i nati tra il 2000 e il 2009 (34 casi ) e i 60-70enni (33 casi). Solo 14 i casi registrati tra i nati prima del 1940 e solo 3 fra gli over 90.

Quindi il virus fino ad ora ha circolato di più tra persone più attive e quelle in età scolare. Facile ipotizzare che i bambini oltre ad essere stati contagiati in numero consistente, siano stati anche veicolo dell’infezione.

Il dato chiusino ci dice che il Covid negli anziani ha conseguenze più gravi e una letalità più elevata rispetto alle altre fasce di età. Ma ci dice anche che nessuna fascia di età può ritenersi immune o inattaccabile.

Per questo motivo la vaccinazione di massa assume adesso una importanza decisiva. A Chiusi, come in tante altre realtà simili, il tracciamento capillare ha funzionato e ha permesso di tenere sotto controllo l’epidemia, ma è evidente che il virus circola e e si diffonde con grande rapidità e facilità, per cui la vaccinazione per categorie lavorative non è più sufficiente e serve procedere più speditamente con la vaccinazione “verticale” cioè di tutti, a partire dai più anziani e a scendere… Fino ad ora le forniture a singhiozzo delle dosi di vaccino e gli stop and go sul vaccino AstraZeneca che hanno creato qualche apprensione e preoccupazione (e anche qualche rinuncia) hanno rallentato la campagna vaccinale e l’allestimento degli hub territoriali. Con non poche polemiche nei confronti della Regione Toscana che sugli over 80 ha fatto una pessima figura.

In questi giorni dovrebbero arrivare migliaia di dosi e anche la prima fornitura del vaccino Jansen della Johnson & Johnson, l’unico monodose e senza necessità di conservazione a -70°. Che però negli Usa e in Australia è stato già bloccato…

Il tanto agognato e sbandierato cambio di passo non c’è stato, adesso però se le dosi cominceranno ad arrivare, bisognerà accelerare, senza indugi. Le notizie che arrivano dalla Gran Bretagna e dagli Usa, dove ristoranti e i pub sono di nuovo aperti e si festeggia la fine dell’incubo, fanno sperare. Solo che in Italia nonostante la mimetica e gli anfibi del Generale Figliuolo si marcia più piano…

m.l.

 

 

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