SILURI DA SINISTRA A GIANI E BEZZINI… I PODEMOS COSA DICONO?

mercoledì 31st, marzo 2021 / 15:09
SILURI DA SINISTRA A GIANI E BEZZINI… I PODEMOS COSA DICONO?
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CHIUSI – Se c’è una cosa che fa incazzare tremendamente l’elettorato di sinistra, questa  è senza dubbio la sindrome della divisione. La destra è ugualmente divisa ma ala fine colpisce sempre unita, la sinistra no. La sinistra si divide e sui frantuma su tutto. Dalle cose serie alle cazzate. Alle ultime regionali toscane, del settembre scorso per la prima volta la sinistra in Toscana non è entrata in consiglio regionale. La lista Toscana a sinistra si è fermata al 2,86%, il suo candidato Tommaso Fattori al 2,23% restando fuori. Nelle regionali del 2015 ottenne il 6,27%. Sinistra civica ecologista, collegata a Giani, ha ottenuto il 2,96% (sotto il quorum del 3% ed è rimasta anch’essa esclusa). I due partiti comunisti, quello di Catello e quello di Barzanti, non sono andati oltre l’1%. Fuori anche i verdi. Una debacle epocale. Da fine di una storia. Anche in Toscana (ma in Umbria è la stessa cosa) a sinistra di Giani e de Pd non c’è rimasto niente. Una caporetto peggiore e più devastante della deriva centrista del Pd. Firenze. «Indubbiamente è meglio la vittoria di Giani rispetto a quella della Ceccardi ma i programmi erano simili, quello che fa riflettere è che in Toscana la sinistra non c’è più, e questo deve innescare una seria riflessione, occorre una svolta sostanziale» disse a settembre  all’agenzia Adnkronos Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione italiana allenatori e candidato alle regionali con la lista Toscana a Sinistra. «Dobbiamo cambiare il nostro modo di comunicare e di farci sentire dalla gente» aggiunse. E adesso mentre esplode il coas vaccini Sinistra Italiana, che in parte appoggiò Giani e in parte Fattori, tanto per confermare l’atavica tendenza alla divisione, oggi attacca Giani e la giunta Regionale.:

“In Toscana il piano di somministrazione dei vaccini è un vero fallimento per i ritardi vaccini per over80 e per i fragili. Ed ora è caos anche per le prenotazioni per chi è nato tra il 1941-1951 come raccontano tanti cittadini. La giunta Giani e i tutti i super consulenti, nominati all’indomani delle elezioni, hanno fallito.” Così un intervento di Sinistra Italiana Toscana che poi prosegue: “Non è più un problema di mancanza di vaccini, sono state fatte scelte sbagliate a partire da non aver pianificato la possibilità di somministrare AstraZeneca ai sanitari under 55 anni in modo da avere dosi Pfizer per gli anziani. Giani si è autoassolto rispetto alla parole di Draghi sulle regioni, considerando la Toscana fuori dal quel riferimento. Dal Pd si sono sollevate voci critiche, ma sono più legate al gioco delle correnti interne che alla volontà di affrontare i problemi. Per loro, tutto dovrebbe risolversi con le scuse di Giani. Le scuse servono a poco, qui ci sono gravi responsabilità per scelte sbagliate alle quali si continua a non porre rimedio e a nascondere le incapacità manifeste a gestire l’emergenza sanitaria dietro la mancanza dei vaccini. In Toscana si sono fatte altre scelte. Non si tratta di mettere categorie le une contro gli altri, tutti hanno diritto al vaccino, ma alla politica spetta decidere le priorità. E qualcuno pensa di risolvere tutto con la presentazione di semplici scuse? Certo, il Pd toscano chieda scusa per aver scelto Giani, in piena pandemia, come candidato alla Regione. Ammetta di aver sbagliato il candidato. Ne erano così consapevoli al punto che per eleggerlo sono stati costretti ad agitare la paura delle destre”.

Il j’accuse è pesante. Da sinistra partono siluri verso Giani e Bezzini. “Abbiamo raccolto testimonianze e segnalazioni di cittadini che confermano che l’accesso alla vaccinazione è diventato un percorso ad ostacoli. Un meccanismo tortuoso che penalizza soprattutto gli anziani e le persone fragili, che spesso non sono abituati ad avere dimestichezza con il pc! Chi riesce fortunatamente ad arrivare alla fine e prenotare scopre che il primo punto vaccinale disponibile è Massa, Carrara, Livorno, Cortona nonostante la residenza sia in altra provincia. Una signora di Sesto ha ricevuto la prenotazione per Carrara ed è stata costretta a rinunciare. Un cittadino di Prato costretto ad un viaggio di 430 chilometri fino all’Isola d’Elba. Stesso destino per i nati dal 1941 al 1951. Ci sono racconti di chi dopo 18 tentativi per avere un codice, lo riceve alle 2.47 di notte, insieme (tutti insieme!) ai 18 precedenti mai arrivati (5 ore di tentativi). Quando si riesce ad aprire la pagina giusta nella provincia e nel luogo che di residenza, tutte le prenotazioni sono spesso già finite. L’unica opzione è scegliere di essere riserva, ricordando che, nel caso, ci sono solo trenta minuti per andare a vaccinarsi quindi come scelta si ha solo il punto più vicino a casa, o riprovare a prenotare.E questa sarebbe la sanità toscana? Qualcuno spieghi anche perché si è scelta la modalità da click day anziché chiamare le persone da parte delle ASL. E siamo sicuri che sia stato utile allargare la platea così rapidamente (dal ’41 a ’51), pur con poche dosi disponibili. E’ un modo per aumentare gli esclusi, oltre che il caos generale e l’insoddisfazione. Pensare che in Inghilterra vaccinano con chiamata diretta (adesso stanno vaccinando i 40enni) in base alla disponibilità dei vaccini.”

A livello locale ci sono movimenti e liste elettorali che fanno riferimento a Sinistra Italiana o comunque alla sinistra a sinistra del Pd, le quali però in questa situazione non hanno detto una parola. Qualcuno timidamente ha messo un like sotto ai post facebook a sostegno dell’assessore Bezzini. Poco, molto poco.Per esempio, i Podemos chiusini cosa pensano? cosa dicono? Niente.

Perché ad esempio non favellano sulla proposta del sindaco Bettollini di attivare subito l’hub vaccinale al palasport?  sono d’accordo o no? e perché no, nel caso fossero contrari? Perché non sostengono una tale richiesta? Pd e sinistra a sinistra del Pd si strizzano l’occhiolino a livello locale, in vista delle prossime comunali, ma sulle cose da fare entrambe le forze sono assenti ingiustificate. Perché nessuno vuol fare un piacere a Bettollini, non vuole dargli soddisfazione… Il che è legittimo, ma fa ridere, data la situazione.

E questa è una politica piccola piccola, da bottega di quartiere. Un tempo la sinistra, nei momenti più difficili, sapeva tirar fuori le palle e l’orgoglio, e sapeva anche mettere da parte incomprensioni e divergenze e procedere unita, senza troppi distinguo… Oggi ognuno difende l’orticello suo e l’ortolano di fiducia, senza la minima visione strategica. Per quelli come noi costretti a osservare e raccontare quel che accade, lo spettacolo è penoso.

M.L.

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