“RIAPRIRE CINEMA E TEATRI, SI PUO’ FARE IN SICUREZZA!” STAVOLTA SCARAMELLI HA RAGIONE

martedì 02nd, febbraio 2021 / 12:04
“RIAPRIRE CINEMA E TEATRI, SI PUO’ FARE IN SICUREZZA!” STAVOLTA SCARAMELLI HA RAGIONE
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FIRENZE – “Oggi, 2 Febbraio, sono 100 giorni che la #cultura è ferma. Teatri, cinema, spettacoli dal vivo. Tutti chiusi, bloccati, nessuno ne parla. Sembrano non interessare nessuno. Ho firmato in merito una mozione, che discuteremo nel prossimo Consiglio regionale, per consentirne la riapertura in Toscana alle stesse condizioni fissate dai DPCM per le trasmissioni televisive.
In questi casi è consentita la presenza del pubblico grazie al rispetto del distanziamento, osservando protocolli rigidi ispirati alla massima prudenza. Bene, forse può bastare una corretta interpretazione o anche solo assimilare le regole. Fatto sta che la cultura non può sempre essere l’ultima a ripartire e la prima a chiudere. Si, è evidente, a cambiare deve essere l’approccio culturale. Questo vale per le scuole come per iniziative culturali che troppo spesso vengono sacrificate prima di ogni altro settore. Serve da subito cambiare approccio per consentire un graduale ritorno alla normalità, per lo meno nelle Regioni in zona gialla e arancione”.  L’autore della mozione in questione è il consigliere regionale Stefano Scaramelli. Il quale è un esponente politico che cerca spesso visibilità, che è piuttosto spregiudicato ed ha imparato benissimo a galleggiare nella politica melmosa di questi tempi malati. Ma in questo caso ha ragione. Magari anche in questa iniziativa di Scaramelli c’è un pizzico di propaganda, ma il tema è reale e la proposta che fa non insensata. Anzi. Far ripartire cinema, teatri e concerti – anche se in condizioni diverse da prima – è una esigenza vitale non solo per gli addetti e gli operatori del settore, ma anche per il pubblico. Nelle sale cinematografiche e nei teatri il distanziamento è possibile, mettere 50 o 100 persone in una sala che ne contiene 600 garantisce sicurezza. Come a scuola si fanno lezioni scaglionate, al cinema e in teatro si possono fare più proiezioni e più repliche. Potrebbe essere un modo per sostenere maggiormente gli operatori…
E la stessa cosa vale per gli eventi politico-culturali. Possibile che non si possa fare un’assemblea pubblica “in presenza”, con meno di 100 persone, in ambienti dove ce ne starebbero comode il triplo? La “burocrazia” delle normative di sicurezza non può sequestrare la vita civile, sia che si tratti di espletamento di funzioni democratiche o di svago e ristoro per l’anima. Del resto le messe in chiesa non sono state mai vietate.  Ha ragione Scaramelli quando afferma che forse può bastare una corretta interpretazione o anche solo assimilare le regole… E’ l’applicazione rigida e ottusa dei regolamenti che crea – sempre – disagi, disparità di trattamento, ingiustizie e… disastri.
La Toscana, per esempio, è da un mese che è zona gialla. Almeno nelle zone gialle certe regole dovrebbero essere gestite con un approccio diverso. Se qualcuno poi se ne approfitta, perde il diritto…
M.L.
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