CHIUSI: IL PD RITROVA COMPATTEZZA MA SCONFESSA LA SEGRETARIA. APERTURA A ITALIA VIVA E NIENTE PREGIUDIZIALE SU BETTTOLLINI

venerdì 19th, febbraio 2021 / 12:34
CHIUSI:  IL PD RITROVA COMPATTEZZA MA SCONFESSA LA SEGRETARIA. APERTURA A ITALIA VIVA E NIENTE PREGIUDIZIALE SU BETTTOLLINI
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CHIUSI – Non sarà esattamente un miracolo, ma è sicuramente un fatto nuovo. L’assemblea on line dell’Unione Comunale del Pd chiusino tenutasi ieri sera, si è chiusa con l’approvazione all’unanimità di un documento unitario. Dopo mesi e mesi di lettere, raccolte di firme, defezioni e partite infinite a tiro alla fune e braccio di ferro, dal partito di maggioranza arriva un segnale di rinsavimento. E la cosa è rilevate. Lo dimostra il fatto che per la prima volta la segretaria Simona Cardaioli ha emesso e inviato un comunicato stampa in men che non si dica. Evidentemente per anticipare fughe di notizie o interpretazioni non “ortodosse”. Questo il testo:

Ieri 18 febbraio si è tenuta l’assemblea dell’Unione comunale del PD di Chiusi. E’ stato votato all’unanimità, dopo una discussione ampia e costruttiva, il documento proposto dalla segretaria contenente una bozza delle linee programmatiche in vista delle prossime elezioni amministrative. Le linee di indirizzo andranno analizzate con il gruppo consiliare uscente, per poi approfondirle attraverso tavoli di lavoro tematici coinvolgendo anche tecnici, esperti e professionisti. Infine andranno condivise con le altre forze politiche e con i rappresentati della società civile con cui costruiremo la futura coalizione di centro-sinistra nonché con il futuro candidato sindaco. Il documento approvato ieri sera parte dall’esperienza amministrativa di questi anni per valorizzarne il lavoro svolto e si pone come obiettivo il rilancio di Chiusi dal punto di vista economico, culturale, turistico e abitativo. Al suo interno tanti i temi toccati, soprattutto in ambito sociale e sanitario, senza dimenticare le politiche per la famiglia ed il rilancio del centro storico. La segretaria ha ottenuto mandato a lavorare per ampliare la coalizione di centro sinistra partendo dalle forze politiche che attualmente governano la Regione Toscana con la prospettiva di coinvolgerne anche altre dopo un ulteriore confronto all’interno del Partito Democratico. Per la definizione del candidato sindaco verranno interpellati i nomi emersi nel corso delle consultazioni con gli iscritti per sondarne la disponibilità. Soddisfazione da parte della segreteria per essere riuscita a tenere unito il partito in un momento particolarmente delicato ed essere giunti così ad una prima proposta condivisa da tutta l’Unione Comunale, uscendo per la prima volta da logiche personalistiche, in attesa di conoscere la data delle elezioni amministrative.

Simona Cardaioli Segretaria dell’Unione Comunale del PD di Chiusi

Non siamo ancora ai tarallucci e vino. Ma il comunicato, per quanto sia e segni comunque una novità positiva, non può non definirsi “laconico” come si usava dire ai tempi del Pci, per definire prese di posizione un po’ burocratiche che andavano lette soprattutto tra le righe.

Intanto alcune cose balzano agli occhi. La linea della segretaria sul tema delle alleanze è stata battuta e sconfessata. Nessun mandato a “trattare” con 5 Stelle e Podemos e comitati vari, ma consultazione intanto con le forze che hanno dato vita alla coalizione che ha sostenuto Giani alle Regionali e che adesso governano la Toscana. Ovvero Socialisti, ambientalisti e Italia Viva. A Chiusi significa aprire un tavolo con Stefano Scaramelli e con il Psi. Non con le attuali opposizioni. Questo il mandato conferito dall’assemblea alla segreteria. Per Simona Cardaioli insomma una paletta rossa in faccia, come quando il vigile ti ferma mentre percorri un senso unico al contrario… Sostanzialmente l’assemblea ha assunto, con voto unanime, la linea Bettollini e non quella della segretaria. Il sindaco ha infatti sempre sostenuto che si dovesse ripartire dalla coalizione attuale e al massimo provare a riproporre l’alleanza regionale. Il motivo è semplice. E duplice: da un lato riaffermare la validità della coalizione uscente, dall’altro provare e recuperare i voti che alle regionali ha preso Scaramelli (500 circa) anche grazie alla diatriba interna al Pd. Bettollini è convinto che buona parte di quei voti sono suoi. E sarebbero suoi a prescindere, anche se facesse una lista civica personale. Il richiamo, nel comunicato, alla possibilità di sentire anche altre forze politiche successivamente è una forzatura. “L’assemblea non ha dato nessun mandato in tal senso. Potrà anche farlo, ma servirà un’altro voto dell’assemblea”, fanno sapere alcuni dei presenti.

Ma la novità più rilevante, oltre alla questione alleanze, è rappresentata dalla caduta della pregiudiziale nei confronti di Bettollini. Il Comunicato non lo dice, ma tra i nomi emersi nelle consultazioni e che dovranno essere sondati per verificarne la disponibilità, c’è infatti anche quello del sindaco. Che forse a questo punto, forte del risultato ottenuto, può anche rientrare dall’Aventino e rinnovare la tessera del partito. Per dare un segnale che valorizzi lo sforzo unitario e per spuntare una delle armi che gli sono state puntate contro in questi mesi. Vedremo se lo farà e se lo riterrà necessario. Potrebbe però anche non esserci bisogno.

Sara Marchini, presentatrice del documento del 9 febbraio, infatti spiega: “Il documento inizialmente proposto da Cardaioli non è stato accettato e con senso di responsabilità è stato cambiato per evitare spaccature. L’assemblea ha votato di parlare soltanto con le forze che compongono la maggioranza di centrosinistra in consiglio regionale e poi di riferire all’assemblea comunale. Quindi, ulteriori incontri con altre forze politiche dovranno essere prima votati dall’assemblea stessa se ritenuti necessari. L’assemblea ha dato infine mandato alla segretaria Cardaioli di sondare le disponibilità a candidarsi a sindaco ai vari nomi emersi dalle consultazioni degli iscritti al Pd, dando contestualmente pieno mandato di verificare la disponibilità anche con Juri Bettollini nella sua veste di indipendente”. 

Insomma Bettollini potrebbe essere candidato anche come indipendente. Altro muro che si frantuma.

Il documento firmato dalla segretaria non parla di Primarie. Ma è evidente che se ci fosse la disponibilità di più candidati, compreso Bettollini, potrebbero rendersi necessarie, anche se il momento complicato dal punto di vista sanitario e sociale non è il più adatto.

Chiaro che anche il nulla osta dell’assemblea ad una eventuale candidatura Bettolini è un’altra battuta d’arresto per la segretaria, che ieri sera ha tenuto sì unito il partito, ma ha perso su tutta la linea. In altri tempi e in altri partiti avrebbe dovuto dimettersi. Nel Pd attuale si gioca con altre regole.

Ma al di là di tutto, ribadiamo, il fatto nuovo è l’unanimità. Il fatto che il Pd chiusino esca da una riunione del suo massimo organismo non spaccato in due, non dilaniato da rancori e risentimenti, ma con un mandato preciso e confini chiari entro cui operare.

Ora, dopo l’indicazione sulle alleanze uscita dall’assemblea Pd di ieri sera, sarà interessante vedere le reazioni delle altre forze politiche: Italia Viva da un lato, ma anche Podemos e M5S dall’altro.

I grillini hanno gli stessi problemi del Pd, ma non lo stesso radicamento e la stessa organizzazione. Sono anch’essi dilaniati e ancora una volta alle prese con una “epurazione di massa” al proprio interno: l’espulsione di decine di parlamentari che non hanno votato la fiducia al governo Draghi. Quanto a democrazia interna, i 5 Stelle i sono più stalinisti dei comunisti di Rizzo e sul piano locale, anche negli ultimi giorni non hanno mancato di criticare duramente il sindaco Bettollini, anche per la gestione dell’emergenza Covid. Stalinisti, divisi tra loro e contro a prescindere. Insomma una compagnia poco esaltante per il popolo Pd…

La vicenda pre elettorale a Chiusi fa in ogni caso un passo avanti. Adesso la partita si sposta su un piano diverso. Che è quello della verifica delle disponibilità dei possibili candidati, compreso Bettollini e delle possibili alleanze. Il Pd a livello nazionale, per le amministrative, preferisce da tempo soluzioni condivise rispetto alle primarie. E anche la ricandidatura del sindaco uscente, dopo il primo mandato, laddove non ci sono motivi ostativi preponderanti. A Chiusi ci sono? Forse il Pd ha capito che le elezioni le può perdere davvero e sta riportando il treno fuori dal binario morto in cui si è infilato…

m.l.

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