CHIUSI, CONTATTI PER ALLEANZA PD-PODEMOS-5STELLE. CON SIMONA CARDAIOLI CANDIDATA A SINDACO. ITALIA VIVA MUGUGNA

domenica 13th, dicembre 2020 / 18:41
CHIUSI, CONTATTI PER ALLEANZA PD-PODEMOS-5STELLE. CON SIMONA CARDAIOLI CANDIDATA A SINDACO. ITALIA VIVA MUGUGNA
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CHIUSI – “Oltre il Pd e le sue beghe non si muove una foglia, né a destra né a sinistra, né in quella terra di mezzo che sono stati negli ultimi anni i 5 Stelle, ormai ridotti alla presenza consiliare e niente di più.” Così abbiamo scritto due giorni fa, rilevando l’assenza totale di iniziative o movimenti” tra le forze politiche chiusine, nonostante l’avvicinarsi delle elezioni comunali e nonostante il Pd non abbia ancora sciolto i suoi nodi,  a partire dalla questione Bettollini. O meglio dalla questione della candidatura a sindaco. Ma proprio in relazione a quel “non si muove foglia”, il capogruppo dei Podemos Luca Scaramelli, in un commento su primapagina replica così: “E chi l’ha detto che non si muove niente?”

Il che – se lo dice lui – vuol dire che qualcosa invece si muove. Non si vede, non emerge, non avviene alla luce del sole, ma si muove.

Certo, le restrizioni anticovid rendono tutto più difficile e anche i partiti e i movimenti sa al proprio interno che con i propri interlocutori parlano in chat, in video conferenza, su Zoom, non in pubblico. Difficile captarne le onde medie…

Ovviamente lo sappiamo anche noi che qualcosa si sta muovendo, ma sono movimenti sottotraccia che per ora non fanno notizia. In politica le cose valgono quando diventano pubbliche. Finché restano contatti informali, ufficiosi, addirittura… segreti sono gossip, al massimo. Nulla di più.

Ma ha ragione Scaramelli, qualcosa si muove. Soprattutto a sinistra.E i movimenti vanno di pari passo con silenzi che dicono più delle parole e anche dei “si dice”.

Intanto, dopo l’intervista della segretaria del Pd Simona Cardaioli del 30 novembre alla rivista Centritalia News, un’intervista chiaramente pilotata, per far emergere, senza esplicitata la posizione della stessa Cardaioli sulla questione Bettollini, c’è stata un paio di giorni dopo la replica del sindaco, con una intervista a Tele Idea, nella quale Bettollini ha ribadito la sua posizione ormai nota, ha definito un errore l’uscita dal partito e si è detto pronto a rientrare, ma ha anche ringraziato Simona Cardaioli per aver finalmente fatto chiarezza e aver detto chiaramente che per Lei Bettolini dal Pd può anche star fuori e soprattutto che non sarà Bettollini il candidato a sindaco sul quale punterà il Pd.

Per il sindaco insomma l’intervista della segretaria del partito di maggioranza la partita l’ha chiusa. Senza appello.  E lui ne prende atto. Con dispiacere, ma senza rancore. Queste le sue parole.

Ha usato toni pacati, concilianti, Bettollini soprattutto nei confronti del partito che sente ancora casa sua, ma nel quale evidentemente non è gradito. E non ha escluso, come ultima ratio, una lista civica propria. Ma non è sembrato entusiasta di una tale soluzione.

La cosa singolare è che a distanza di più di 10 giorni alla replica di Bettollini nessuno ha replicato. E il silenzio questa volta davvero sembra assumere la forma di una pietra tombale.

E questo è il primo elemento. Pare però che il silenzio sulle parole del sindaco, sia stato accompagnato, nelle ultime due settimane da una serie di contatti, piuttosto fitti tra Pd ed esponenti della lista Possiamo e tra questi ultimi e i 5 Stelle. Obiettivo ufficioso “aprire un confronto” su programmi, proposte prospettive, in vista delle comunali. Obiettivo reale, trovare una “quadra” che porti ad una alleanza e ad una lista comune. Proprio per segnare una rottura e una cesura definitiva con la stagione Bettollini.

Ora che Pd e Podemos provino a rimettere insieme i cocci della sinistra sarebbe anche cosa buona e giusta. Un tentativo da fare, sicuramente. Leggermente diverso il discorso riguardo ai 5 Stelle, ma d’altra parte grillini e Pd sono insieme nel governo nazionale insieme a Leu.  Una coalizione a Chiusi tra Pd, Podemos e 5 Stelle insomma non sarebbe una novità assoluta, in termini generali.

Ma se davvero le cose evolvessero in tale direzione la cosa sarebbe abbastanza clamorosa a livello locale, perché il Pd andrebbe ad allearsi con le due forze che negli ultimi 5 anni sono state all’opposizione e almeno in consiglio comunale lo hanno fatto in maniera piuttosto dura senza lesinare critiche e attacchi spesso feroci all’amministrazione e alla maggioranza.

L’operazione avrebbe come “carta di garanzia” la candidatura a sindaco proprio della segretaria del Pd Simona Cardaioli: 1) perché è il Pd la forza che ha i numeri più consistenti e ad essa spetta la casella più importante; 2) perché Simona Cardaioli è stata in questi mesi la testa d’ariete che ha dato l’assalto al fortino di Bettollini e lo ha fatto saltare, defenestrando nei fatti il primo cittadino. Da luglio, non da adesso; 3) perché altre figure diverse al momento non ci sono o non riuscirebbero a mettere tutti d’accordo.

Il collante sarebbe insomma non la riunificazione della sinistra (perché i 5S di Chiusi con la sinistra c’entrano poco o niente), ma la cesura con Bettollini e il bettollinismo.

A questo probabilmente si riferiva Luca Scaramelli nel dire che non è vero che nulla si muove.

L’operazione di cui sopra non è definita, ma è certamente sul tappeto. E se andasse in porto, più che la sinistra si ricompatterebbe e tornerebbe in auge buona parte della nomenklatura che ha sostenuto Ceccobao per 10 anni dal 2002 al 2012, quando fu “rottamata” dalla nuova leadership renziana e si è dispersa.

Ma nel Pd, anche tra coloro che non amano Bettollini, c’è chi avrebbe preferito e preferirebbe una alleanza con Italia Viva come è avvenuto alle regionali di settembre piuttosto che con le due opposizioni che hanno vituperato il Pd in ogni occasione. Alleanza con Italia Viva che a Chiusi si è di fatto già concretizzata nei 500 voti a Stefano Scaramelli.

Solo che Scaramelli e i suoi pare abbiano già fatto sapere che se il Pd fa patti con Podemos e 5 Stelle, loro a quei patti non ci stanno.

Il nome di Scara è in lizza per la candidatura alla Camera per il seggio lasciato vacante da Padoan, ma solo se il centrosinistra presenterà una candidatura unitaria. Gli serviranno quindi prima l’ok e poi i voti del Pd. Chiaro che correre da solo o contro alle comunali di Chiusi potrebbe pregiudicare tale obiettivo.

Scaramelli e Italia Viva faranno dunque le loro mosse, muoveranno tutte le carte che hanno in mano. Non è un mistero che anche sul piano comunale Scaramelli guardava alla coalizione con il Pd, non ad una possibile abbraccio all’ex amico Bettollini in caso di lista personale, per i motivi di cui sopra.

Ma, alla fine chissà. Se le cose dovessero prendere una piega non gradita…

L’incognita però non è solo quello che farà e come si muoverà Italia Viva (che a Chiusi è Scaramelli punto e basta e almeno la metà dei voti che ha preso alle regionali sono voti Pd dati in prestito), è soprattutto quello che farà l Pd inteso come partito e non come segretaria o segreteria. Perché da quanto si è capito dalle assemblee di circolo e dalle lettere dei 66 dissidenti, le due cose non sono univoche e sovrapponibili al 100%. Sulle alleanze e sulle candidature l’ultima parola spetta all’Unione comunale del partito, non a 4 dirigenti più altri 4 di partiti diversi. Come diceva il vecchio Trap, non dire gatto se non l’hai nel sacco.

m.l. 

 

 

 

 

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