E A CASTELNUOVO BERARDENGA ACEA INVESTE SUL… PERCOLATO DI DISCARICA. COMITATI VIGILI SULL’AMPLIAMENTO DELL’IMPIANTO LE CORTINE DI ASCIANO

mercoledì 04th, novembre 2020 / 18:07
E A CASTELNUOVO BERARDENGA ACEA INVESTE SUL… PERCOLATO DI DISCARICA. COMITATI VIGILI SULL’AMPLIAMENTO DELL’IMPIANTO LE CORTINE DI ASCIANO
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Ad Asciano, si discute dell’ampliamento dell’impianto per i rifiuti delle Cortine, che raccoglie i rifiuti dell’Ato Toscana Sud da avviare a riciclo o ai termovalorizzatori per produrre energia. E il progetto precede anche la realizzazione di un biodigestore anaerobico. In sostanza un impianto a biogas.
Attualmente l’impianto assolve alle funzioni di:
• Selezione dei rifiuti urbani indifferenziati per l’invio a recupero energetico della frazione combustibile.
• Compostaggio della frazione organica proveniente dalle raccolte differenziate.
• Valorizzazione di rifiuti cellulosici (carta e cartone) e multimateriale (vetro, lattine, plastica, poliaccoppiati) provenienti da RD per il loro invio a riciclo. E’ di proprietà di Sienambiente e utilizato da Sei Toscana. Si trova nel comune di Asciano, ma al confine con quello di Castelnuovo Berardenga, praticamente nei pressi di Castelnuovo Scalo sulla linea ferroviaria Chiusi-Siena.
A drizzare le antenne per il progetto di ampliamento sono soprattutto cittadini e comitati proprio di Castelnuovo Berardenga.
Fosco Vivi, esponente politico castelnuovino di area renziana,  mettendo in guardia i suoi compaesani, ricorda che questo “biodigestore anearobico stante le problematiche ambientali che potrebbe produrre, è stato anche oggetto di consultazioni referendarie in qualche comune italiano, insomma dovremo in primo luogo richiedere ad Asciano un coinvolgimento del Comune di Castelnuovo in questa scelta”(…) “Senza pregiudizi, perché può benissimo darsi che il progetto di nuovo impianto a biogas si riveli un aerosol, ma credo che ognuno di noi farà bene ad informarsi affinché non ci rifilino un altro pacco”.
Ma mentre abitanti e comitati di Castelnuovo si mobilitano per vederci più chiaro sull’ampliamento de Le Cortine, proprio a Castelnuovo Berardenga sta per vedere la luce un progetto sperimentale che si chiama “Beyond the landfill 4.0” e prevede l’utilizzo del percolato di discarica per nutrire alcune coltivazioni. Il progetto in questione sarebbe stato messo a punto da Sei Toscana, insieme all’Università di Firenze e ad altri partners, tra cui il Gruppo Acea, la famosa multiutility del Comune di Roma, che voleva realizzare il carbonizzatore a Chiusi e che fu costretta a fare marcia indietro in seguito alle fortissime contestazioni della piazza a fine 2019.
A Chiusi Acea, oltre al carbonizzatore, ha progettato anche l’adeguamento del depuratore esistente, rilevato anche quello, eliminando però (su richiesta del Comune e altri enti) il percolato di discarica dalle materie prime trattate.  A Castelnuovo invece il percolato diventa materia prima da riutilizzare a scopo agricolo…
Saranno contenti il sindaco Nepi e i cittadini di Castelnuovo Berardenga? L’amministrazione locale avrà valutato tutti i pro e i contro e le possibili “ripercussioni”?
Già la questione delle Cortine di Asciano (impianto in cui finisce la spazzatura di gran parte della provincia di Siena) sta creando dubbi, perplessità e preoccupazioni, questo secondo progetto con l’utilizzo del percolato, che non è acqua di colonia, tra l’altro con Acea di mezzo, potrebbe scatenare, dopo la bagarre di Chiusi, una nuova levata di scudi nel senese…  Per ora non c’è stata contestazione, ma si sa come vanno queste cose: il tam tam corre veloce e da un tam tam di allarme ai tamburi di guerra con le lenzuolate il passo, spesso è breve. Un attimo…
Ovvio che i rifiuti prodotti da qualche parte vanno trattati e gli impianti di trattamento servono. Ma alcuni sembrano o sovradimensionati o ubicati in aree poco idonee, spesso a ridosso del confini altrui, il che desta sempre sospetti, altri sono presentati come impianti sperimentali, belli e buoni in linea di principio, ma non testati e dunque senza certezze di funzionalità. Il caso Acea a Chiusi, con l’Inchiesta Pubblica regionale, dovrebbe aver insegnato molte cose.
M.L.
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