CITTA’ DELLA PIEVE, FAUSTO RISINI E I SUOI “GIOIELLI”… DI CARTONE

venerdì 02nd, ottobre 2020 / 20:01
CITTA’ DELLA PIEVE, FAUSTO RISINI E I SUOI “GIOIELLI”… DI CARTONE
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CITTA’ DELLA PIEVE – Qualche settimana fa su queste colonna facevamo un parallelo tra la situazione in cui si trova adesso il sindaco di Chiusi Bettollini e quella in cui si trovò il sindaco pievese Fausto Scricciolo alla fine del 2018. Non è escluso che tra un po’ la similitudine si debba fare tra Bettollini e l’attuale sindaco pievese Risini. Anche il sindaco di Chiusi, che come è noto è uscito dal Pd ad agosto per dissapori con il gruppo dirigente del partito, potrebbe presentarsi alle prossime comunali con una sua lista personale, civica e magari trasversale, contro lo stesso Pd, come ha fatto Risini nel 2019.

Di Bettollini si è detto spesso (e scritto) che negli ultimi anni ha spesso fatto “l’uomo solo al comando”. Le opposizioni addebitano la sua crisi con il Pd ad una visione personalistica della politica, figlia della stagione renziana, ormai agli sgoccioli…

Fausto Risini invece, da quando è sindaco, ha sempre tenuto un profilo meno “aggressivo”, anche meno social, diciamo che ha fatto sì il frontman, ma con toni sempre pacati, quasi dimessi, con uno stile piacione, amicale, alla volemose bene, un sorriso e una paca sulla spalla per tutti…

Ma, dalla fine di maggio 2019, cioè dall’elezione della nuova maggioranza e dall’insediamento della nuova giunta, a Città della Pieve per il Comune ha parlato sempre e solo lui. Il sindaco. Per lo più usando il termine “io” e quasi mai il “noi”…  Dagli altri assessori Lucia Fatichenti, Michela Nocentini, Luca Marchegiani e Lorenzo Castelletti non è uscita mai una nota, una presa di posizione, un annuncio, una dichiarazione. Mai. Niente di niente. Su niente.

Fausto Risini, in una recente conferenza ha definito gli assessori “i miei gioielli”, come fece Cornelia, la matrona romana figlia di Scipione l’Africano che ad un’altra matrona che ostentava le sue pietre preziose disse «haec ornamenta mea» – ecco i miei gioielli – mostrando alla donna i suoi figli Tiberio e Gaio, figli di Tiberio Gracco.  Risini i suoi “gioielli” li ostenta come monili, ma li tiene muti, dietro. In seconda fila. In questo la differenza rispetto all’uomo solo al comando Bettollini, che ovviamente non le ha azzeccate tutte, è comunque notevole. A Chiusi gli assessori Micheletti, Marchini e Lanari qualcosa ogni tanto la dicono, in riferimento ai loro specifici ambiti, ma anche, talvolta, su questioni più generali. A Città della Pieve finora la giunta Risini è apparsa una “one-man-band”. Più che tutti per uno, uno per tutti.

Eppure Risini non è tacciabile di simpatie o di cultura politica renziana. Viene dal Pci-Pds e adesso è sostenuto dalla Lega e dalla destra. Mondi diversi tra loro e pure rispetto al renzismo.

Il risultato però è l’uomo solo al comando anche nella città del Perugino, che da un anno e mezzo ha un sindaco nuovo e una giunta defilata e muta più delle cartine geografiche che si costruivano ad “applicazioni tecniche” alle scuole medie 40-50 anni fa. Qualcuno se le ricorderà: funzionavano con una pila, due elettrodi e delle piccole lampadine… Quelle però se azzeccavi la combinazione si accendevano. Della giunta Risini non si è acceso nessuno. Va detto, ad onor del vero che il silenzio degli assessori è un mal comune e si registra un po’ ovunque. Tranne Chiusi (citata) e Chianciano, due giunte di segno opposto tra l’altro, per il resto nella zona è calma piatta dappertutto e al di là dei sindaci sono  pochissimi gli assessori che intervengono.

A Città della Pieve è passato solo un anno e mezzo dalla vittoria elettorale e dalla “presa del potere” da parte di Risini e della sua lista civica e un po’ di rodaggio era da mettere nel conto. Sicuramente i 4 assessori lavoreranno dietro le quinte, ognuno nel suo settore di competenza e tutti avranno dato fin qui e daranno il loro personale contributo alla causa, con impegno e dedizione, ci mancherebbe altro. Nessuno lo mette in dubbio. Ma all’esterno, l’immagine che finora hanno offerto, oggettivamente, è quella di figure di cartone, immobili e mute, come quelle che usa Lucarelli nei suoi special televisivi sui gradi casi di cronaca e come quelle che Diego Bianchi, alias “Zoro”, ha piazzato al posto del pubblico nello studio di Propaganda Live per via del distanziamento anti covid.  Qui non si fa una questione di “qualità”o di “posizioni politiche” espresse, ma di “quantità” della presenza sulla scena del sindaco e dei suoi collaboratori.

Tutto normale? E’ così che deve funzionare il civismo? Il sindaco avanti e gli altri tutti dietro, in silenzio, senza mai proferir parola? Se è così, altro che politica personalistica figlia di una stagione finita. A Città della Pieve siamo al capitano di ventura con un esercito di terracotta. O di figure di cartone. Speriamo che qualcuno esca dal guscio e dalle quinte e la storia non finisca come nell’omonimo brano delle Orme del ’72: In un mondo strano tutto tuo/Fatto di figure di cartone/E di tante bambola di stoffa, vivi tu (…)/Tu non hai le ansie del futuro/Per te il tempo non ha più valore/Ciò che hai fatto ieri tu domani rifarai… Per la cronaca, il  titolo dell’album è Uomo di pezza. 

m.l.

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