REGIONALI: LA PROVINCIA DI SIENA RICACCIA INDIETRO LA LEGA. A CHIUSI IL VOTO E’ UN TERREMOTO: PERDONO TUTTI, MENO SCARAMELLI

martedì 22nd, settembre 2020 / 12:35
REGIONALI: LA PROVINCIA DI SIENA RICACCIA INDIETRO LA LEGA. A CHIUSI IL VOTO E’ UN TERREMOTO: PERDONO TUTTI, MENO SCARAMELLI
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CHIUSI –  Il voto delle regionali ridisegna il quadro politico in Toscana. Ma anche nei territori. Il vento fascio leghista che soffiò fortissimo alle politiche del 2018 e alle europee del 2019 è stato fermato praticamente ovunque. E pure quello che fece volare il M5S è ormai risacca, con i grillini tornati alle posizioni degli esordi e niente di più.

LA PROVINCIA DI SIENA-  In Provincia di Siena non solo ha vinto bene il centro sinistra (52,6 a 37,3) ma il Pd si conferma largamente primo partito con il 37,16%. Lega al 19,2 e Fratelli d’Italia al 13,4. Da segnalare la debacle dei 5 Stelle, fermi al 6,4% (7.400 voti) e la ormai cronica marginalità assoluta della sinistra a sinistra del Pd: 2,1 per la lista Fattori, 1% a testa dei due partiti comunisti. Niente insomma.

La Lega è stata ricacciata indietro anche laddove era diventata il primo partito alle Europee. Vedi Sarteano. Nel paese del Saracino che è andato al voto scosso dalla morte prematura e improvvisa dell’assessore Donatella Patanè, avvenuta proprio alla vigilia delle elezioni, il primo partito è tornato ad essere il Pd con il 35%, la Lega, seconda , si è fermata al 21,2. Pd primo partito anche a Chianciano e Pienza, due comuni dove è all’opposizione. Nella cittadina termale la sfida regionale Giani-Ceccardi è finita 51,5 a 37,6 e il Pd ha ottenuto il 33,6% la Lega il 17,7. Exploit di Italia Viva con il 9,7. A Pienza (56-36), il Pd è primo partito con il 44,8%.

Vittoria netta di Giani anche a Sinalunga (48-41) con il Pd al 38,8 e Lega al 22. A Torrita di Siena affermazione ancora più netta: 57 a 33 con il Pd vicino al 50% (49,4) e Lega al 18.

A Montepulciano Giani batte Ceccardi 52,2 a 37,5. Pd primo partito con il 33,7%, e Lega ferma al 17,6 e insidiata da Fratelli d’Italia al 16,3.

Stesso trend a Cetona e San Casciano Bagni. A Cetona 52,2 a 39,3. Pd in testa con il 37,5% Lega al 21,6 e Fratelli d’Italia al 12,2. A San Casciano la sfida Giani-Ceccardi è finita 56,5 a 36,3. Il Pd è primo partito con il 40,1%. Italia Viva ottiene il 7,3 e fa un exploit anche la lista Sinistra Civica ed ecologista con Nicoletta Innocenti, che ottiene il 6,2%. La Lega si ferma al 20,6, Fratelli d’Italia al 12,2 e Forza Italia al 3,7.

IL CASO CHIUSI- A Chiusi – lo abbiamo scritto più volte – il voto regionale aveva valenza doppia, perché si sapeva che avrebbe fornito un quadro più preciso delle forze in campo, in vista delle comunali 2021 e anche in relazione alla “guerra fredda” che si è determinata tra il Pd e il sindaco Bettollini. E rispetto alle ultime elezioni (politiche 2018 ed Europee 2019) è stato un terremoto. Andiamo con ordine. Giani ha vinto e ha vinto largo: 54,89% contro il 32,6 di Susanna Ceccardi.

Ma Giani ha preso 2.155 voti, la sua coalizione solo 1.854: 301 voti in meno. Il Pd partito trainante è ancora il primo partito nella città di Porsenna, ma di voti ne ha presi solo 1.170: 459 in meno rispetto alle Europee. Il minimo storico per il partito di maggioranza. Nel 2015 alle regionali ne ottenne 2.475. Alle comunali 2016 Bettollini vinse con 2.816 voti. Alle Politiche 2018 i voti Pd furono 1.794. Una emorragia.

Il fatto che stavolta il grosso dei voti persi dal Pd non sia andato alla Lega o ai 5 Stelle, ma ad Italia Viva di Scaramelli (503, pari al 14,4%), cioè ad un alleato, è consolazione magra.

Con un risultato di questo genere, in altri tempi il gruppo dirigente locale si sarebbe presentato dimissionario il mattino dopo.

Invece i commenti a caldo di esponenti Pd sembrano improntati al trionfalismo e alla rivincita. Tipo quello dell’ex vicesindaco Gianluca Sonnini: “Il re è nudo! e tutti risero e l’imperatore continuò a sfilare in mezzo alla folla senza vestiti. Metafora perfetta al giorno d’oggi. Il PD ha VINTO, fine della storia”. Con chiaro riferimento al re Bettolini che aveva dichiarato il suo voto solo a Giani e non al Pd. Solo che il Pd a Chiusi non ha vinto. A Chiusi ha perso e di brutto, in 5 anni ha smarrito per strada 1.650 voti  più della metà dei consensi, nell’ultimo anno ne ha persi 460… Il doppio di quanti sono adesso i 5 Stelle. E qui viene il resto della storia. Sì, perché se il Pd ha poco da festeggiare (se non la vittoria di Giani e il mantenimento della guida della Regione) hanno poco da festeggiare anche gli avversari.

La Lega che nel 2019 alle Europee ottenne 1.111 voti ne ha persi anch’essa la metà, fermandosi a 641 e al 18,36%. Forza Italia è praticamente scomparsa: 91 voti, 2,6%. Avanza Fratelli d’Italia, ma è sempre poca roba: 358 voti, pari al 10,25%. Il M5S  che nel 2018 aveva superato i 1.100 voti e nel 2019 ne prese 497, è sceso a 230, 6,4%. Di fatto il grillismo si è sciolto come neve al sole nel nulla cosmico.

Così come è ormai “strutturale” la marginalità della sinistra a sinistra del Pd che non va oltre i 120 voti e un misero 2,7%…

Insomma il Pd frana, ma gli avversari non stanno meglio, anzi. E tutti hanno di che riflettere. L’area dell’opposizione al Pd ha perso 400 voti rispetto ad un anno fa, quanto il Pd…  Non solo, ma con la redistribuzione del reddito (cioè dei voti) all’interno del centro destra, è evidente che la destra si stia spostando sempre più verso Giorgia Meloni. I liberal berlusconiani hanno ceduto il passo. Il vento della Lega, senza Salvini al governo, si è affievolito. Quello del “mandiamoli a casa” tipico dei 5 Stelle è diventato, un mulinello che gira su se stesso…

L’ipotesi di un eventuale listone “tutti contro il Pd” ne esce ridimensionata, anche se alle comunali erano in campo logiche e dinamiche diverse. Ma il vento qualcosa dice, sempre.

Il Pd senza Bettollini è oggettivamente più debole. Lo dicono i numeri. Si vedrà se il risultato disastroso sul piano locale spingerà Pd e Bettolini a ricucire oppure allontanerà ancora di più le due parti, spingendo Bettollini verso una sua lista personale. La debacle dei partiti (tutti) potrebbe anche favorire una scelta del genere.

In tale eventualità,il Pd potrebbe anche tentare l’alleanza con Podemos e 5s (ipotesi non scontata e non facile: dove sono state tentate le coalizione Pd-M5s non hanno funzionato, vedi Umbria e Liguria), ma potrebbe portare a casa poco o niente. L’ago della bilancia sarebbe infatti Scaramelli ed è chiaro che se Italia Viva fosse o si sentisse determinante sarebbe lui a fissare il prezzo dell’eventuale accordo alle comunali.

Il risultato chiusino di Italia Viva è rilevante. E’ il terzo partito. Anzi il quarto. Perché il primo non è il Pd (come sembra), ma è quello del NON VOTO. A Chiusi il 34% non ha votato, un elettore su 3 è rimasto a casa. Più 255 elettori hanno votato scheda bianca o nulla. In totale il partito dell’astensione conta 2.401 unità. Certo, non è solo protesta o disaffezione, o un segnale mandato a questo o quel partito, c’è anche l’emergenza covid che ha fatto paura, ci sono  i malati, quelli momentaneamente fuori sede, quelli per i quali la politica è una cosa ignota. Però quei 2.400 voti non espressi sono una prateria. E al momento non si capisce bene chi sia effettivamente più “nudo” de il Pd, Bettollini o gli avversari. Per la verità il voto ha confermato le previsioni nefaste del sindaco, sul “pericolo Scaramelli”,  sul calo di consensi e anche sulla debolezza della lista senese de Pd.

Bezzini ha ottenuto 14 mila preferenze sfiorando il record di Scarameli nel 2015, ma la candidata della Valdichiana, nonostante l’exploit nella sua Torrita, non ce l’ha fatta. E’ arrivata terza dopo Bezzini e Anna Paris e saranno questi ultimi a entrare in Consiglio. Per la Valdichiana non è un buon risultato. Il candidato fantasma Betti (inserito nella lista all’insaputa del segretario provinciale Valenti all’ultimo minuto) ha preso 457 voti. Nella sua Cetona solo 75.  Scaramelli di preferenze ne ha prese 4.175 ed è entrato, insieme al’assessore uscente alla sanità Stefania Saccardi. Adesso Scara sarà chiamato da Giani a fare l’assessore? Può essere. Renzi lo disse chiaramente a Chiusi nel giugno scorso. In tal caso però dovrà dimettersi da consigliere. Gli converrà?

m.l.

 

 

 

 

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