26 SETTEMBRE ’97, ORE 11,45: IL TERREMOTO IN UMBRIA E MARCHE E LA PAURA IN REDAZIONE

lunedì 28th, settembre 2020 / 11:09
26 SETTEMBRE ’97, ORE 11,45:  IL TERREMOTO IN UMBRIA E MARCHE E LA PAURA IN REDAZIONE
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Il 26 settembre del 1997, eravamo in 4 nella redazione di Primapagina… Stefania, la ragazza che digitava i testi (allora c’era chi li scriveva a mano o a macchina e  dovevano essere  trascritti in formato digitale) aveva messo sopra lo schermo del pc alcuni pupazzetti che si trovavano nell’Ovetto Kinder… All’improvviso cominciarono a cadere uno dopo l’altro… Lorenzo Bargi, che si occupava di sport, sentì la poltroncina a rotelle partirgli via, da sotto il culo. Si ritrovò un metro indietro e non riusciva a spiccicare parola; io in quel momento ero in piedi in mezzo alla stanza ed ebbi la sensazione che il tavolo su cui cercavo dei fogli, mi si avvicinasse, come quando guardi attraverso una lente di ingrandimento… mi girò la testa. Poi c’era Alvaro Passeri, in divisa da ferroviere. Anche lui era in piedi e guardando il lampadario che oscillava disse: “Cazzo il terremoto!” e ci invitò tutti a metterci al riparo vicino i muri portanti…

Nel settembre del ’97 ancora non usavamo Internet come adesso. Non c’erano i social… poi andò via la luce per qualche minuto… Forse pochi secondi ma lunghissimi. Era metà mattinata, tra le 11 e le 12. Fuori, in via Leonardo da Vinci a Chiusi Scalo, i negozianti erano tutti in strada… Appena possibile accendemmo il televisore e la radio. I telefoni cominciarono a squillare. Erano amici e parenti che chiedevano se avevamo sentito la scossa. Mai sentita, a  Chiusi Scalo, una “botta del genere”. I notiziari cominciarono a dare la notizia del sisma in Umbria e nelle Marche. Vicino insomma.

Alvaro Passeri che è di Gualdo Tadino, seppe dai genitori che lì la scossa era stata forte, ma che sembrava tutto a posto… Poi però le scosse continuarono e la casa di Alvaro, tra Gualdo e Nocera, si era girata su se stessa, dalle finestre si vedeva un panorama diverso da prima. Fu dichiarata inagibile e pericolante come quasi tutte le case di Nocera Umbra e dei paesi limitrofi. Poi abbattuta e ricostruita di sana pianta. 

Sono passati 23 anni, il 1997 per noi di primapagina era già stato funestato da due tragedie, prima la morte prematura di un amico stroncato a 41 anni da un tumore, poi quella tragica di un 15enne, promessa del calcio chiusino, travolto da un’auto mentre tornava a casa in motorino tra Piazze e Ponticelli…  A settembre il terremoto in Umbria e nelle Marche, devastante.

Se ci penso vedo ancora le facce stravolte di Lorenzo, della Stefania e di Alvaro, mentre cadevano quei pupazzetti e il tavolo delle riunioni ondeggiò come una scialuppa in mezzo al mare… Chiusi non riportò danni, se non lievissimi. Ma in Umbria fu una catastrofe epocale. Crollò anche parte della volta affrescata di della Basilica di Assisi, e in diretta Tv vedemmo uscire dalle macerie e dalla polvere un volontario della protezione civile che era Giuliano Santelli, di Orvieto, anche lui un nostro amico e fratello del nostro corrispondente orvietano Giorgio Santelli (oggi a Rai News 24). A Foligno, città di origine di Luciano Fiorani, altro collaboratore, crollarono o furono lesionate case, scuole, capannoni e cadde  il “torrino” nella piazza principale…

A distanza di 23 anni Nocera Umbra e tanti altri paesi e città portano ancora le cicatrici del sisma del ’97, la ricostruzione non è stata semplice, né breve, né tantomeno senza intoppi, comprese anche alcune malversazioni negli appalti.

L’Umbria, soprattutto quella a ridosso della dorsale appenninica è terra di terremoti. Nel dicembre 2009 una scossa forte causò danno ingenti al paese di Spina, vicino a Perugia. Nel 2016, d’agosto e poi ad ottobre, due altri eventi sismici micidiali hanno distrutto Norcia e Castelluccio di Norcia (già colpite negli anni ’80) e ancora buona parte della zona a cavallo tra Umbria, Marche e reatino…

Anche nel 2016 le due scosse si avvertirono nitidamente a Chiusi e in tutta la Valdichiana.. La prima si verificò nella notte  intorno alla mezzanotte, e poco dopo c’era più gente in piazza che nell’ora di punta…  Ma la sensazione di smarrimento mista a paura di quella mattina del 26 settembre ’97, io almeno, non l’ho più provata. Non nella stessa maniera. Neanche quando nel 2000, alle 5 del pomeriggio di un giorno di ottobre, in redazione venne giù l’intonaco (rifatto da poco) del soffitto di una delle tre stanze e per poco una redattrice non ci rimase sotto…  Poco dopo arrivarono i pompieri per le verifiche del caso e per mettere in sicurezza la stanza… Si pensò ad un altro terremoto. Era solo un lavoro fatto male.

m.l.

 

 

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