LA AUSL TOSCANA SUD EST SULLA GESTIONE DELL’EMERGENZA COVID: “IN PROVINCIA DI SIENA E’ ANDATA MOLTO MEGLIO CHE ALTROVE”

mercoledì 05th, agosto 2020 / 11:49
LA AUSL TOSCANA SUD EST SULLA GESTIONE DELL’EMERGENZA COVID: “IN PROVINCIA DI SIENA E’ ANDATA MOLTO MEGLIO CHE ALTROVE”
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SIENA – La pandemia da covid 19 non è finita. E molti mettono in guardia dal pericolo di nuovi focolai a macchia di leopardo e dal possibile ritorno di fiamma con l’arrivo dell’autunno. Intanto la’Azienda Usl Toscana Sud est ha diffuso in queste ore una lunga nota con la quale fa il punto della situazione nel territorio di competenza. E spiega anche come è andata e perché in Provincia di Siena e nel sud della Toscana è andata meglio che altrove, molto meglio. La nota è interessante, perché fornisce molti dati e i numeri parlano da soli. Ecco, di seguito, il comunicato dell’azienda sanitaria. Ci sembra una lettura interessante:

Meno contagi della media regionale, la metà di quella nazionale. I casi Covid19 ogni 1.000 abitanti sono stati 1,65 in provincia di Siena contro il 2,81 in Toscana e il 4,10 in Italia. L’età media dei contagiati nel territorio è sotto i 60 anni. In valori assoluti, tra il 24 febbraio e il 31 luglio 2020, si sono verificati nel Senese 441 casi. Anche la percentuale dei guariti ha registrato una situazione migliore della media. In Italia è stata di quasi l’81% e in Toscana dell’85,49%. Nella provincia di Siena i guariti sono stati 402 con una percentuale del 91,16%.

La dolorosa statistica sui decessi conferma lo sforzo di contenimento della diffusione del Covid nel senese: 33 casi che rappresentano il 7,48% del totale dei casi, la metà del tasso italiano. In Toscana la percentuale è arrivata al 10,82% e in Italia al 14,20%. Alla data del 31 luglio la provincia di Siena registrava solo 6 casi positivi. In percentuale 1,36% contro il 3,69 regionale e il 5,02% nazionale. “Abbiamo avuto meno casi perché – spiega il direttore generale Antonio D’Urso – il virus si è diffuso meno, le attività messe in campo, la sinergia di tutte le professionalità multidisciplinari che hanno lavorato in squadra, sono riuscite a fare della Sud Est la “diga” all’interno della Toscana. Un sistema che ha funzionato grazie all’intenso lavoro di squadra”.

I dati evidenziano che il primo positivo nel territorio di AUsl Toscana Sud Est si è verificato proprio nella provincia di Siena con il contagio del giocatore della Pianese calcio. Il giorno con più contagi è stato il 25 marzo con 71 casi, quello con più decessi il 5 aprile con 3 casi, il giorno con il maggior numero di casi in carico, 313, in provincia di Siena è stato il 6 aprile. “Non abbiamo chiuso nessun ospedale, ma messo in sicurezza tutti i nostri 13 ospedali, potenziato le attività maggiormente coinvolte come malattie infettive, terapia intensiva e pneumologia. Abbiamo lavorato in ospedale ma anche sul territorio con le Usca che continuano ad essere operative” dice Simona Dei, direttore sanitario di Ausl Toscana Sud Est, che ha sottolineato come l’emergenza Covid non sia ancora finita. “Abbiamo valorizzato tutte le competenze e le professionalità accumulate nel corso degli anni e, contemporaneamente, abbiamo imparato molto – dicono D’Urso e Dei . Un’esperienza fatta sul campo che ci ha visto dare ulteriori dispositivi di sicurezza e maggiori attenzioni rispetto anche agli standard, come ad esempio le visiere personalizzate, la sorveglianza degli operatori, che si aggiungono ai criteri di separazione e flessibilità nell’organizzazione degli spazi ospedalieri, l’estensione del concetto di multiprofessionalità. Con i dati forniti oggi voltiamo una pagina ma non chiudiamo certamente una storia. Continueremo a lavorare – concludono Dei e D’Urso -valorizzando ulteriormente non solo il nostro personale ma anche il rapporto con i cittadini, le comunità locali e i Sindaci che le rappresentano. I risultati positivi sono di tutti e ci spingono ad andare avanti. E lo faremo anche non dimenticando quei pazienti che non ce l’hanno fatta”.

Sui tamponi i dati evidenziano l’alta mole di analisi effettuate, in particolare nelle Rsa dove la media di tamponi fatti supera i due a testa, ovvero 3.629 tamponi su 1.454 ospiti. Di questi 71 ospiti con zero contagi sono a gestione diretta di Asl, 1383 sono a gestione indiretta e hanno registrato 43 positivi, 31 guariti e 12 decessi. Lo straordinario impegno di questi mesi del personale sanitario ha avuto il suo prezzo: sono stati effettuati 3.710 tamponi di cui 119 sono risultati positivi. Oggi sono tutti guariti.

Delle strutture dedicate ad albergo sanitario, di cui hanno usufruito più persone per diverse esigenze, da chi non poteva essere isolato nel proprio domicilio ai professionisti che non potevano rientrare nelle proprie abitazioni, per arrivare ai neo assunti per consentire loro una immediata presa di servizio, è tutt’ora attiva la convenzione di AUsl con l’albergo sanitario di Siena. L’albergo sanitario di Siena in questi mesi ha avuto una disponibilità di 19 posti letto ed ha ospitato 16 persone con una permanenza media di 10 giorni.

Quindi le strutture sanitarie e la sanità territoriale nella toscana sud est (Siena-Arezzo-Grosseto) hanno funzionato e hanno consentito di rispondere in modo efficace all’esplosione dell’emergenza Covid. Questo in sostanza dice la la Ausl, che ovviamente porta acqua al proprio mulino, ma i dati in ogni caso, confermano una situazione e una gestione migliore che altrove, che ha imitato i danni e offerto soluzioni positive. La cosa ci fa tirare un sospiro di sollievo e ci fa dormire sonni più tranquilli. Poi certo, ci sono stati anche i troppi morti nelle Rsa (vedi Sarteano) e l’emergenza covid ha catalizzato l’attenzione e l’impegno dei sanitari e ha dunque penalizzato o bloccato molte altre attività ospedaliere e ambulatoriali, ha impedito o limitato per mesi le visite domiciliari, ha allungato i tempi di risposta per visite specialistiche, interventi chirurgici, esami diagnostici ecc. Molti pazienti hanno faticato per avere la visita del medico di famiglia, le misure di sicurezza hanno reso complicato l’accesso ai poliambulatori e centri medici che hanno operato a scartamento ridotto e anche alle farmacie. Sono stati mesi difficili per tutti, per gli operatori e anche per i cittadini, soprattutto per i cittadini che hanno necessità di assistenza frequente. Ma alla fine il saldo resta positivo. Ed è una buona notizia.

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