ELEZIONI REGIONALI TOSCANA: BETTOLLINI SI CHIAMA FUORI?

lunedì 15th, giugno 2020 / 17:43
ELEZIONI REGIONALI TOSCANA: BETTOLLINI SI CHIAMA FUORI?
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CHIUSI –  “A tutto penso meno che a ciò che accade politicamente, Dobbiamo affrontare crisi sociali ed economiche e di lavoro e vanno messe in campo azioni all’altezza. Vogliamo semplificare il Piano Operativo, facilitare l’edilizia. Per me conta solo la ripartenza di Chiusi”. Così il sindaco di Chiusi Juri Bettollini conclude una lunga intervista sul Corriere di Siena sui giorni difficili dell’emergenza Covid. E la chiosa sembra un “fuori mi chiamo”, rispetto alla corsa per una candidatura alle regionali di settembre. E’ vero che i giocatori di calcio ci hanno abituato a frasi del tipo “Il mercato? ma no,  io penso solo alla Fiorentina”. Poi vanno sistematicamente alla Juventus. E magari per andarci si fanno pure venire la cacarella. Con tanto di certificato medico. Bernardeschi, per dirne uno…

Ma Juri Bettollini non è un Bernardeschi. Non è un esterno dai piedi buoni o un trequartista eclettico. Se mai è uno cui piace giocare da mediano. Di quelli che picchiano e non fanno sconti a nessuno. O se proprio deve giocare in attacco  è più un Riganò che un Batistuta… Uno che si è fatto da solo, che viene dalle retrovie, dalla periferia, non dall’elite del calcio. Ma pur sgomitando parecchio e senza avere una tecnica sopraffina, dentro ogni tanto ce la butta. Allora come mai adesso si chiama fuori?

Solo pretattica? Fino a ieri i giornali senesi hanno continuato a prefigurare lo scontro fratricida con Scaramelli, entrambi nella stessa coalizione, ma uno per il Pd e l’altro per Italia Viva alle prossime regionali. Adesso il sindaco chiusino dice “penso solo a Chiusi”…

Le cose sono due: o lui fa pretattica. O gli accordi sono belli che fatti e nel Pd senese e toscano la quadra è già stata trovata e Bettollini è rimasto fuori.

Voci di corridoio dicono in effetti che la soluzione più probabile al momento, per quanto riguarda la lista Pd nel collegio senese, è la riconferma di Simone Bezzini, in ticket uomo-donna con Chiara Lanari, che non è Bettollini, ma è la sua vicesindaca. Questa soluzione permetterebbe di dare rappresentanza e visibilità a Chiusi, che è uno dei pochissimi comuni che voterà nella primavera 2021, di fare un minimo di concorrenza sul campo a Scaramelli, il quale però gradirebbe certamente di più una candidatura Lanari piuttosto che doversela vedere con l’ex amico e sodale Bettollini. Ma nello stesso tempo questa soluzione consentirebbe di non sguarnire Chiusi in vista delle comunali, e di non andare ad una gestione “commissariale” anche se breve del comune di Chiusi, come invece potrebbe succedere in caso di candidatura Bettollini.

Insomma molti piccioni con una fava sola. E questa sembrerebbe essere anche la soluzione perorata e caldeggiata dal candidato a presidente Eugenio Giani che con Chiara Lanari, per questioni legate al turismo e tante altre iniziative, ha ormai un rapporto consolidato fatto anche di tante presenze e eventi locali.

Dal canto suo, con quella frase affidata al Corriere di Siena, Bettollini sembra essersi messo diligentemente in riga, da buon soldato, senza andare allo scontro aperto e campale per forzare gli accordi blindati… Sempre che – come dicevamo – non sia solo pretattica.

Stupisce in tutta questa vicenda il silenzio assordante del Pd locale, che si vede scavalcato a destra, a sinistra, sopra e sotto e assiste a bocca cucita a giochi e giochetti fatti altrove. Stupisce anche il silenzio delle opposizioni (quelle di sinistra, che non hanno detto una parola nemmeno sulla decisione di Sì, Toscana a Sinistra di correre da sola; i 5 Stelle e anche la destra che è fuori dal consiglio comunale, ma nel paese può contare su un bel gruzzolo di voti).

Quanto all’ipotesi ticket Bezzini-Lanari (come indicazione di voto in zona Chiusi-Valdichiana), va detto che non è facile che il Pd elegga due consiglieri senesi. Più probabile, visti i numeri di partenza, dopo la scissione di Italia Viva, che riesca ad eleggerne solo uno. Che sarebbe probabilmente Bezzini. In caso di buon risultato del consigliere uscente, però, egli potrebbe essere chiamato in giunta e così si libererebbe un un posto in Consiglio per il secondo degli eletti. E questo potrebbe essere, oggettivamente, l’obiettivo d Chiara Lanari o di altri candidati. Tipo la presidente del’Arci Serenella Pallecchi (se dovesse essere confermata l’ipotesi di una sua candidatura).

Quanto a Bettollini, tutto ciò potrebbe prefigurare una sua conferma da parte del Pd, come candidato sindaco a Chiusi. Con buona pace di quella parte di partito che già pregustava una uscita di scena del sindaco e quindi campo libero…

La questione però, più che evolvere verso una soluzione lineare, sembra al contrario complicarsi. Perché all’interno del Pd locale potrebbero sorgere frizioni e perché da un lato la candidatura Lanari alle regionali potrebbe lasciare troppo spazio a Scaramelli, dall’altro perché lo stesso Bettollini potrebbe diventare una variabile impazzita, cioè non del tutto controllabile da parte del suo partito. E per le comunali potrebbe anche decidere di agire in proprio con il Pd che se ci sta bene, se no pazienza…

Il Pd e il Psi, i due partiti di maggioranza non favellano e stanno facendo i convitati di pietra. I 5 Stelle, alleati del Pd a livello nazionale, saranno pure loro nelle peste, perché non sarà facile far passare in quel poco che resta del movimento un eventuale passaggio dall’opposizione quasi feroce a Bettollini, ad un eventuale accordo con il Pd…

C’è un passaggio sibilino nella frase del sindaco chiusino riportata in apertura. Quel “facilitare l’edilizia” cosa vuol dire? facilitare ristrutturazioni, adeguamenti e interventi sull’esistente o nuove “colate di cemento”? La ripresa post covid ha bisogno di lavoro e di cantieri, di soldi che tornano a circolare, non c’è dubbio. Ma forse non ha bisogno di cemento a go go, basta e avanza quello che c’è. E forse sarebbe meglio parlare di queste cose, che non delle lotte fratricide e sottobanco per le candidature.

Grande è al momento la confusione sotto il cielo. Che peraltro è pure piuttosto grigio e nuvoloso…

m.l.

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