LA APP “IMMUNI” PER TRACCIARE I CONTAGI. LO SPETTRO DEL GRANDE FRATELLO SI AGGIRA PER L’ITALIA (O E’ QUI DA UN PEZZO?)

domenica 19th, aprile 2020 / 11:18
LA APP “IMMUNI”  PER TRACCIARE I CONTAGI. LO SPETTRO DEL GRANDE FRATELLO SI AGGIRA PER L’ITALIA (O E’ QUI DA UN PEZZO?)
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Leggo incredula le esternazioni sospettose dei tanti che mettono in guardia di fronte alla trappola finale che Stato e Governo nemici starebbero tendendo a noi, ignari sudditi, per privarci dell’ultimo simulacro di libertà e autodeterminazione: la terribile app che traccia i nostri spostamenti. Quella denominata Immuni, che servirà a tracciare i contagi da Covid 19 segnalandoti se un “positivo” ti passa vicino.

Anzitutto è stato ripetuto allo sfinimento che nessuno sarà obbligato a servirsene, ma poi dopo che abbiamo già ceduto a chiunque i diritti a trattare i nostri dati personali, adesso ci scandalizziamo per questa proposta?
Ormai da anni elargiamo ad ogni piè sospinto e scevri da alcun sospetto, e soprattutto per nostra libera iniziativa, informazioni sui nostri gusti in ogni campo, lavoro, famiglia, animali domestici, cibo, vacanze, spostamenti, acquisti e tanti altri dettagli che ci riguardano per “socializzare” con perfetti sconosciuti o per partecipare a concorsi a premio, ottenere tessere punti, rilasciare interviste. Ma c’è di più, Invochiamo la presenza di telecamere tutte le volte che ci fanno comodo, per furti o smarrimenti, tutela della proprietà privata e delle aree pubbliche e tanto altro.

Ricordo le polemiche che montarono mesi fa quando uno sfortunato giovane escursionista francese si smarrì tra dirupi scoscesi in zone disabitate. Da molti fu ritenuto uno scandalo il fatto che in un paese civile non fosse possibile rintracciarlo rapidamente.

Bene, e adesso dove sarebbe la tremenda insidia alla nostra privacy? Se quando entriamo in qualsiasi negozio il nostro cellulare ci chiede di valutare la visita appena fatta, se qualsiasi ricerca facciamo (o anche semplicemente parliamo a telefono con qualcuno della nostra intenzione di acquisto) immediatamente dopo ci vengono spiattellati decine di prodotti del genere di quel che ci abbisogna, se, in definitiva, ci portiamo dietro, in tasca o in borsetta, la nostra spia numero 1, ci sentiamo adesso minacciati nella nostra privatezza dal Governo o dallo Stato?
Chiediamoci, piuttosto, se poi un qualche apparato sarà in grado di gestire in modo efficace le mole di dati e notizie che eventualmente dovessero pervenire ad un “cervellone” centrale.
Per quanto mi riguarda, la nostra preoccupazione dovrebbe essere che ci sia effettivamente un “grande fratello” in grado di inserire dati e incrociarli in tempo reale per offrire un servizio utile alla collettività.

A sostegno di questa mia riflessione mi permetto di riportare un post dell’illustre linguista Raffaele Simone, che scrive:  “Dicono: la libertà è in pericolo! vogliono tenerci sotto vigilanza! La prima accusa è infondata e da somarelli, perché la Costituzione (art. 16) dice chiaramente che la libertà di movimento può essere limitata per ragioni di sanità e di sicurezza. La seconda è insensata e da scioccherelli, perché siamo controllati ormai da almeno vent’anni, anche se fingiamo di non saperlo. Io ricevo da tempo delle mail intitolate Your Monthly Analytics, che partono da un indirizzo Microsoft, in cui sono elencati con dati precisissimi (orari, distanze, strade, nomi di negozi, numero dei passi) tutti i movimenti che ho fatto nel mese. Non le ho richieste e non trovo come disattivarle. A lato, ho ricevuto per mesi da Google (fino a che, faticosamente, non sono riuscito a disattivarlo) un Riepilogo che riportava con mappe e altri dettagli incredibili (perfino i bar dove mi ero fermato a prendere un caffé) tutto quel che avevo fatto! Non è con il povero Conte (insufficiente al compito, d’accordo, ma provateci voi) che bisogna prendersela! Gli avversari sono Sundar Pichai e Satya Nadella, se riuscite a pescarli! La mediasfera ci avvolge, ci impacchetta e ci controlla, in tutto. Probabilmente sanno già, prima ancora dell’app ineffabilmente intitolata Immuni, se il covid ce l’abbiamo davvero o no, perché hanno registrato se e quante volte siamo andati in un laboratorio di analisi, in farmacia, dal medico e in ospedale, e a fare un’abduzione l’algoritmo ci mette poco”. 

Lucia Annunziata

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