COMUNIONE E SUPERSTIZIONE… I RITI MISTICI DEI NEOCATECUMENALI CHE HANNO FATTO METTERE IN QUARANTENA 4 COMUNI…

giovedì 19th, marzo 2020 / 11:44
COMUNIONE E SUPERSTIZIONE… I RITI MISTICI DEI  NEOCATECUMENALI CHE HANNO FATTO METTERE IN QUARANTENA 4 COMUNI…
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Ne hanno parlato giornali e tv.  Il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha messo in ‘quarantena’ per emergenza coronavirus altri quattro comuni della Campania dopo Ariano Irpino, in provincia di Avellino: si tratta di Sala Consilina, Polla, Atena Lucana e Caggiano, tutti in provincia di Salerno, circa 23mila abitanti in totale. Dietro ai motivi di questa decisione draconiana per contenere la diffusione del Covid 19, si legge in alcuni comunicati dell’ufficio stampa regionale, ci sarebbe un “antefatto”. Il virus si sarebbe infatti moltiplicato a causa di quello che De Luca ha definito un “rito mistico”, durante il quale i membri di una comunità di catecumenali avrebbero fatto una cerimonia religiosa nel loro stile, condividendo pane spezzato con le mani e  vino bevuto dallo stesso calice, incuranti dell’igiene e dei rischi di trasmissione del virus. Il vescovo e un prete predicatore che avrebbe partecipato al rito smentiscono la circostanza, parlando di fake news, ma dall’Unità di crisi riferiscono di due cerimonie di questo genere, messe in atto dal predicatore e da alcuni suoi collaboratori, in violazione ad ogni prescrizione del Dpcm di Giuseppe Conte e delle ordinanze più restrittive del governatore campano. Una di queste cerimonie si sarebbe svolta in un albergo di Atena Lucana.

Ora, pregare il Signore o la madonna o chi per loro che la pandemia finisca ci sta. Chi crede può farlo. E può farlo dove vuole. Lo ha fatto anche il Papa che però ha pregato da solo, saggiamente. Se ci si assembra nonostante i divieti e si condividono pane e vino, nonostante la necessità di osservare certe precauzioni è un ‘altra storia, la preghiera travalica. E il risultato non solo non è scontato (perché non c’è la controprova, mai) ma è anche il contrario di ciò che si vorrebbe ottenere, invece di uno stop al virus, una bel nuovo focolaio d’infezione. In 4 comuni. Un “miracolo” a rovescio, insomma.

La fede è legittima, la speranza ne consegue e la carità è il gesto d ‘amore che perfeziona le tre virtù teologali.

Ma il ritualismo è prossimo alla superstizione; diciamo quella superstizione legittimata e dominante che struttura le pratiche di una religione soppiantandone  altre. Nulla di nuovo: chi vince la battaglia del consenso promuove a unici “sacri” i propri rituali.

Tutti i rituali comunque, sia quelli accreditati che quelli obsoleti o declassati a scarti antropologici, non si conciliano con la ragione la razionalità, né tentomeno con la scienza.

Generano una sorta di immunità di gregge psicologica che promuove l’esenzione dal buon senso e dalle regole e rimuove la percezione del rischio dei gesti con ovvie profane conseguenze per sé e per gli altri.

Le cronache campane informano che i catecumenali, variante turborituale dei cattolici, hanno continuato a riunirsi in assembramento nonostante il divieto già in vigore e hanno fatto una comunione full-contact che prevede non solo il pane transustanziato, ma anche il vino altrettanto transustanziato (corpo e sangue di Cristo)  tutti dallo stesso calice.

Bingo!

Il Signore, attraverso i sentieri imperscrutabili del mistero della fede, ha deciso di donare loro la prova della positività al covid 19. Peccato che sia partito il solito focolaio che coinvolge ovviamente anche non partecipanti e non credenti e impatterà pure sui sanitari preposti alle loro cure terrene.
Il resto è cronaca spicciola da bollettino di guerra: tamponi, isolamenti di 4 paesi interi, indagini e probabilmente denunce. Amen e Sempre sia lodato.

Ma a questo punto sorgono anche altre domande. I neocatecumenali sono presenti in molte diocesi d’Italia. Avranno fatto la stessa cosa ovunque?  C’è da augurarsi di no.  Chi legge primapagina ricorderà ciò che su queste colonne abbiamo scritto due settimane fa quando la Diocesi di Montepulciano Chiusi e Pienza decise di fare esporre in via straordinaria l’urna contenente le spoglie di Santa Mustiola patrona della città e della Diocesi nella cattedrale di Chiusi, con tanto di veglia e messa solenne, poi fortunatamente fatta a porte chiuse per le prescrizioni emanate dal sindaco e dal governo… Scrivemmo che si trattava di stregoneria. Ma anche di un inutile rischio. Anche a Chiusi le nella sua Diocesi la comunità neocatecumenale è presente e radicata. Ci piacerebbe sapere cosa ne pensa. E anche cosa ne pensa la chiesa ufficiale.

Questo perché passare da Comunione e liberazione a comunione e superstizione è un attimo. E in tempi così duri e bui per conto loro, di cerimonie rituali, quasi sciamaniche, non se ne sente francamente il bisogno…

Alessandro Lanzani

Marco Lorenzoni

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