DERAGLIA IL FRECCIAROSSA MILANO-SALERNO, DUE MORTI E 28 FERITI VICINO A LODI

giovedì 06th, febbraio 2020 / 11:22
DERAGLIA IL FRECCIAROSSA MILANO-SALERNO, DUE MORTI E 28 FERITI VICINO A LODI
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Treno deragliato sulla linea Alta Velocità in provincia di Lodi. Il bilancio è di due morti e decine di feriti. L’incidente è avvenuto nei pressi della stazione di Livraga: il treno 9595 Milano-Salerno è deragliato e due vagoni si sono ribaltati. Le due vittime sono ferrovieri. In un primo momento uno dei due risultava disperso. Tutti feriti in modo non grave i 28 passeggeri a bordo (oltre al personale viaggiante di Trenitalia). Il 9595 Milano-Salerno è il primo treno del mattino, partito dalla stazione Centrale del capoluogo lombardo alle 5.10.

Solo a titolo di curiosità, si tratta del Frecciarossa che da giugno al 7 gennaio fermava anche alla stazione di Chiusi. E che tornerà a fermarsi anche dal giugno 2020.

I due macchinisti deceduti sarebbero stati sbalzati a circa 500 metri da dove è finita la corsa del treno. A quella distanza sono infatti stati trovati i due corpi, uno con maggiore difficoltà, inizialmente dato per disperso.  I feriti (due codici gialli e 25 codici verdi) – ha detto il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli – sono stati tutti trasportati negli ospedali più prossimi.  «Si sono mosse tutte le forze possibili. Non ho elementi ulteriori riguardanti le cause dell’incidente», ha concluso Borrelli. Il ferito in condizioni più gravi è un pulitore delle ferrovie, quelli che si trovano generalmente a bordo dei treni Av a disposizione dei passeggeri. «Poteva essere una carneficina», ha detto il prefetto di Lodi Marcello Cardona.  Dalle prime ricostruzioni circa la dinamica del deragliamento, è emerso che la motrice del convoglio, dopo essere sviata dai binari è uscita completamente dalla sede, si è staccata dal convoglio ed è stata scagliata a una cinquantina di metri, dove ha sfiorato una postazione tecnologica, edificio che contiene gli apparati tecnici. Il resto del convoglio ha invece proseguito la corsa per circa un chilometro con la seconda carrozza che ad un certo punto si è ribaltata.

Il Frecciarossa, in quel tratto, andava quasi alla massima velocità prevista, circa 290 chilometri orari. Il convoglio infatti viaggiava su un tratto rettilineo e in alta velocità, quando, pare all’altezza di uno scambio, meno di un chilometro prima di dove si sono fermate le carrozze, è ‘sviato’. La causa potrebbe essere in relazione a dei lavori in corso. Secondo quanto si apprende, proprio in quel punto era una ditta specializzata incaricata da Rfi  stava effettuando delle manutenzioni agli scambi.  Gli investigatori stanno ora verificando se vi sia una connessione tra l’incidente e i lavori stessi. Lo sviamento del treno sarebbe avvenuto in corrispondenza di uno scambio, dove proprio la scorsa notte, o nella tarda serata di ieri, sarebbe stato sostituito un deviatoio, ovvero un pezzo dello scambio stesso.

Ovviamente il fatto che il treno deragliato sia quello che fermava (e fermerà) a Chiusi è un dettaglio che non c’entra nulla con l’incidente. Segnaliamo il particolare per contestualizzare meglio la notizia. Due morti sono un bilancio pesante. Tra l’altro le vittime sono due ferrovieri in servizio, quindi si tratta di altri due morti sul lavoro. E’ andata male, malissimo a quei due lavoratori e male anche al resto del personale e ai passeggeri che erano sul treno e sono rimasti feriti o contusi, e di sicuro anche molto impauriti.

Poteva però andare molto peggio, come ha detto il responsabile della Protezione Civile. Se la motrice avesse investito la stazione tecnologica (e c’è mancato poco) poteva scatenarsi un incendio; la seconda carrozza si è ribaltata dopo circa un chilometro di corsa solitaria, ma probabilmente quando ormai la velocità si era ridotta. Se si fosse ribaltata al momento del distacco della motrice, chissà cosa sarebbe successo

“Poteva andare peggio”, non è una attenuante, né un tentativo di sminuire la portata dell’incidente, o la gravità di eventuali errori o leggerezze nei lavori in corso o nella manutenzione della linea e dei convogli. Tutte cose che andranno accertate affinché non si ripetano.

Purtroppo gli incidenti ferroviari capitano, come gli incidenti stradali e gli incidenti aerei. Gli uni e gli altri sono speso causati da errori umani, da guasti per mancata o errata manutenzione, da sistemi di sicurezza inadeguati o malfuzionanti. E’ il prezzo da pagare alla comodità, alla velocità, anche alla evoluzione della tecnologia. Gli incidenti non dovrebbero succedere, ma succedono. E se anche si accerteranno manchevolezze e qualcuno pagherà, nessuno ridarà la vita a chi l’ha persa.

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