SIENA, IL PD VARA UN NUOVO ESECUTIVO PROVINCIALE. CHIUSI, CHIANCIANO E MONTEPULCIANO SENZA RAPPRESENTANZA…

mercoledì 29th, gennaio 2020 / 17:14
SIENA, IL PD VARA UN NUOVO ESECUTIVO PROVINCIALE. CHIUSI, CHIANCIANO E MONTEPULCIANO SENZA RAPPRESENTANZA…
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SIENA – Dopo le elezioni amministrative di maggio e le europee di ottobre, dopo una serie di vicende interne complicate, come ad esempio la scissione della componente renziana trasmigrata verso Italia Viva, il Pd senese riannoda il filo della propria organizzazione e, in vista dell’appuntamento delle Regionali di primavera, si dota di un nuovo “esecutivo” provinciale. Una sorta di “governo” del partito, che affiancherà il segretario Andrea Valenti nei prossimi mesi.

E’ un Pd galvanizzato dalla vittoria in Emilia Romagna, dalla riconquista di posizioni e voti anche in Calabria. Un Pd che piano piano si sta riposizionando, dopo la sbornia renziana, su una linea meno spregiudicata e più socialdemocratica. Diciamo pure più “di sinistra”, rispetto agli ultimi anni. E’ un Pd che tenta di lanciare segnali ai movimenti, tipo quello delle Sardine, e che, per dirne una, sulla candidatura alla presidenza della regione, stavolta non si è diviso e lacerato, ma è andato dritto sul nome di Eugenio Giani, attuale presidente del Consiglio regionale, senza attardarsi in lotte fratricide sanguinose. Già questa è una novità, al di là della scelta di Giani, che non è una figura che scalda i cuori, ma ha messo d’accordo tutti. Forse perché non essendo un candidato fortissimo dal punto di vista dell’appeal Giani è almeno uno che sa ascoltare. O dice di volerlo fare. Non a caso ha già incassato l’ok e l’appoggio da parte del collega consigliere Stefano Scaramelli e di Italia Viva, cosa che non era del tutto scontata.

Ma torniamo al Pd senese, che ha nominato il suo “esecutivo”. Della compagine fanno parte, oltre al segretario Andrea Valenti e al tesoriere Alberto Taccioli, Francesco Bisconti, di Abbadia San Salvatore, con deleghe alle aree interne e all’innovazione; Martina Borgogni, di Castelnuovo Berardenga, con deleghe alle politiche del III settore, welfare e rapporti con altre forze politiche; Cristina Catani di Vivo d’Orcia con delega all’innovazione della forma-partito e sostegno alla tesoreria; Daniele Cortonesi di Monteroni d’Arbia con delega alla comunicazione, alla mobilità e alle infrastrutture; Livia Gabbricci, di Siena, con delega al coordinamento della segreteria e ai rapporti politico-istituzionali; Stefania Lio, di Pienza, con delega alle politiche culturali e all’istruzione; Lore Lorenzi, di Poggibonsi, con delega alla sanità, alla sicurezza e alla legalità; Alessandro Masi, di Siena, con delega ai servizi pubblici locali; Silvana Micheli, di Torrita di Siena, con delega alle politiche ambientali e alle pari opportunità; Cristiano Ninci, di Poggibonsi, con delega alle politiche economiche ed agricole; Stefano Paolucci, di Sarteano, con delega all’organizzazione; Alessio Pianigiani, di Poggibonsi, con delega agli enti locali.

All’Esecutivo saranno permanentemente invitati Giulia Mazzarelli (coordinatrice Donne Democratiche provincia di Siena), Carlotta Lecami (segretaria provinciale Giovani Democratici) e Massimo Roncucci (segretario Unione Comunale di Siena).

Come si vede, il sud senese (Valdichiana-Valdorcia) è rappresentato dalla giovane Stefania Lio di Pienza e da due dirigenti di lungo corso come Silvana Micheli di Torrita e Stefano Palucci di Sarteano, entrambi ex sindaci e in pista fin dai tempi del Pci, Pds, Ds… Soprattutto Silvana Micheli (che è stata anche assessore provinciale e turborenziana della prima e seconda ora) sembra una minestra troppe volte riscaldata e ormai un po’ irrancidita.

Nessuno di Chiusi, Montepulciano, Chianciano, Cetona, Sinalunga e San Casciano Bagni.

Per carità non che la scelta doveva essere fatta con il bilancino e la carta geografica alla mano. Ma l’assenza di esponenti chiusini, con la città di Porsenna che andrà al voto nel 2021  è abbastanza strana e suona come una bocciatura. Tanto più alla luce della recente fuoriuscita di Scaramelli e dei renziani che a Chiusi non è stata una valanga, ma una bella falla sì e ha lasciato il partito senza il segretario dell’unione comunale e alcuni circoli.

La “resistenza” e la permanenza di Bettollini, Micheletti, Agostinelli, Marchini nel Pd meritava forse una maggiore considerazione da parte del vertice provinciale. Ma il segretario Valenti sembra più incline a contornarsi di figure a lui più vicine, anche dal punto di vista territoriale.

il Pd di Chianciano che ha perso due elezioni comunali di fila forse avrebbe meritato un maggior incoraggiamento in una fase difficile e densa di appuntamenti e questioni decisive come la privatizzazione delle terme o la vicenda del viadotto chiuso dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova.

Spicca forse ancor di più l’assenza di esponenti di Montepulciano, città capofila della zona sud dove il Pd ha ottenuto pure un buon risultato elettorale a maggio. O di Cetona che è stata la roccaforte della resistenza antirenziana, per dire…

Mentre a livello provinciale, in ogni  caso, un esecutivo, il Pd è riuscito a darselo, a Chiusi, il partito di maggioranza ha sì scongiurato lo sgretolamento e lo smottamento verso Italia Viva dove sono trasmigrati, l’ex sindaco e consigliere regionale Scaramelli,  l’ex segretario Cimarelli, il segretario di circolo Canini, l’ex segretaria e capogruppo Pamela Fatichenti, ma ad oggi, a tre mesi dalla diaspora, non riesce ancora a rimettere in piedi un organigramma minimo. Ovviamente gli esponenti dell’amministrazione comunale stanno sulle loro. Ma il problema è serio. Intorno all’8 febbraio dovrebbe tenersi un’assemblea degli iscritti decisiva.

Si parla di un ritorno in pista come possibile segretario del partito  dell’ex vicesindaco Gianluca Sonnini, magari insieme ad una task force di nuove leve pescate nelle associazioni e nella società civile. In quel mondo insomma che altrove è sceso in piazza con le sardine e che sta riprendendo la parola e il gusto di far politica. Vedremo. Dopo la rottura del 2015, con la defenestrazione di Sonnini operata da Scaramelli  a favore di Bettollini, una candidatura Sonnini alla guida del partito, con Bettollini sindaco sarebbe indubbiamente un segnale di ritrovata unità del Pd e anche un segnale che il Pd non intende galleggiare o fare semplicemente da claque all’amministrazione. Ma dall’assemblea degli iscritti cui dovrebbe partecipare Stefano Paolucci per l’esecutivo provinciale, potrebbero anche uscire sorprese, con nomi nuovi, così come potrebbe uscire una assunzione di responsabilità politica da parte di una figura della compagine tra Andrea Micheletti, Simone Agostinelli o Sara Marchini.  Staremo a vedere…

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