CHIUSI, STRAGE DI ALBERI AL PARCO DEI FORTI. IL COMUNE: “SACRIFICIO NECESSARIO, FA PARTE DI UN PROGETTO DI RISISTEMAZIONE DELL’AREA”

martedì 28th, gennaio 2020 / 18:19
CHIUSI, STRAGE DI ALBERI AL PARCO DEI FORTI. IL COMUNE: “SACRIFICIO NECESSARIO, FA PARTE DI UN PROGETTO DI RISISTEMAZIONE DELL’AREA”
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CHIUSI – Certo, se un chiusino capita in questi giorni al parcheggio del parco dei Forti (sotto l’ex ospedale) rischia un coccolone. Tutti quegli alberi tagliati fanno impressione. Viene da piangere… “ma che cazzo stanno facendo?” è la prima domanda che uno si pone. E infatti sui social, da un paio di giorni a questa parte si è scatenato il battage sulle potature indiscriminate, gli scempi ambientali, la scarsa attenzione al verde e via di questo passo. Con improperi che si sprecano e il Comune ancora una volta nel mirino.  Ora, di potature ad minchiam ne sono state fatte parecchie negli ultimi 10-15 anni. E di alberi ne son stati abbattuti a decine, forse centinaia. Non sempre con ragione. 

Ma l’operazione in corso al Parco dei Forti a Chiusi Città, non è una potatura a raso… E’ l’inizio di un lavoro importante. In sostanza una risistemazione generale del parco che fu pensato, voluto e realizzato negli anni ’30 dal Podestà Pietro Galeotti per celebrare la “grandeur” chiusina negli anni dell’Impero…

Non a caso il giardino all’italiana, con vista panoramica su Chiusi Scalo e sulla val di Chiana romana, è punteggiato da vestigia e reperti archeologici di epoca etrusca e romana… Così come il Rione Carducci, costruito nella medesima epoca come “città giardino”, come certi palazzi in stile razionalista dello Scalo e lo stesso Teatro Mascagni,  il Parco dei Forti doveva lasciare il segno architettonico del Ventennio… Il podestà Galeotti insegnava disegno nelle scuole, era un cultore della Storia dell’Arte, aveva un certo gusto e quel giardino l’aveva pensato bene. Era ed è un bel giardino. Solo che con il tempo e una manutenzione non sempre adeguata, ultimamente stava languendo in uno stato di semiabbandono triste, solitario y final, come direbbe Osvaldo Soriano.

Il Comune ha deciso di rimettervi mano. E quello che è partito da qualche settimana è il primo stralcio dell’opera, per 500 mila euro:  per la precisione 346 mila euro di lavori e il resto di oneri.

Ovvio che il progetto abbia richiesto i pareri favorevoli della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio e autorizzazione paesaggistica. Tutti pareri ottenuti tra il 2018 e il 2019.

Nella fase di studio e raccolta dati sul parco sono stati coinvolti studiosi locali come Mattia Bischeri e utilizzati studi di Don Giacomo Bersotti, Fausto Lottarini e Roberto Sanchini, con contributi anche da parte delle scuole locali. Il progetto è stato approvato nel dicembre 2018 ed ha recepito le prescrizioni  dettate dalla Commissione per il Paesaggio comunale, che dalla Soprintendenza, anche in relazione alle alberature da abbattere, prima di procedere all’affidamento dei lavori…

Uno studio approfondito delle alberature presenti è stato eseguito dal dott. Raffaele Bistondi (esperto Forestale) il quale ha fornito una serie di schede specifiche e allegati fotografici.

La sistemazione del parco prevista in progetto (primo stralcio), prevede un accesso più agevole, l’abbattimento delle barriere architettoniche, il rifacimento dell’illuminazione pubblica e delle opere di distribuzione idrica per uso irriguo e regimazione delle acque; la potatura e riqualificazione del patrimonio vegetale esistente; l’abbattimento delle piante deperenti e/o pericolanti indicate in progetto, inclusa sezionatura a terra dei rami abbattuti; espianto delle siepi danneggiate e /o non riallocabili.

L’integrazione del sistema arbustivo con la piantumazione di nuovi esemplari di alberature idonee, adulte e di tipo autoctono, così come prescritto dalla Soprintendenza è prevista nel secondo stralcio funzionale dell’opera.

Quindi c’è da augurarsi che l’opera non si fermi al primo stralcio.

Il progetto prevede anche altri interventi, sul viale d’accesso e al cancello in legno di via Garibaldi; sui vialetti interni e anche alla sede del Terziere San Silvestro che si trova all’interno del parco.

Insomma quegli alberi abbattuti e sezionati non sono il frutto di un intervento estemporaneo, né una potatura un po’ troppo drastica. Sono il prezzo da pagare per dare nuova vita al parco più bello della città. Ad un parco storico che stava deperendo in maniera inesorabile.

Piange il cuore a veder abbattere alberi di 70- 80 anni, ma gli alberi vecchi cadono. Sono pericolosi. I pini in particolare sono pericolosi e non sono neanche “autoctoni”. A questo punto, pur a malincuore, il taglio appare un sacrificio dovuto e irrimandabile. E questo è ciò che sostiene l’Amministrazione Comunale, con l’assessore Micheletti che si dice soddisfatto per aver avviato un cantiere di cui si parlava da 3 anni..

Il progettista dell’intervento in questione si chiama Jacopo Meloni e sul parco dei Forti di Chiusi ha scritto pure un libro, finanziato dalla Regione Toscana e ancora in fase di stampa. Tra qualche settimana sarà presentato, insieme al progetto di rifacimento dei Forti. Progetto che comunque è stato discusso in Conferenza dei Servizi il 22.12.2018. Non è un fulmine a ciel sereno.

Chi, adesso sui social, lancia allarmi sulla eliminazione del verde evidentemente cade dalle nubi… 

Ovviamente, però, anche noi ci auguriamo che il rifacimento non si fermi al primo stralcio, che gli alberi abbattuti vengano sostituiti con nuove piante adulte e che l’opera – ad onor del vero necessaria – venga fatta con criterio e non ad minchiam. E come sempre vigileremo…

m.l.

 

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