BANCA VALDICHIANA, IL SINDACO DI CHIUSI BETTOLLINI CONTRO LA FUSIONE CON BANCA TEMA DI GROSSETO

giovedì 23rd, gennaio 2020 / 15:25
BANCA VALDICHIANA, IL SINDACO DI CHIUSI BETTOLLINI CONTRO LA FUSIONE CON BANCA TEMA DI GROSSETO
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CHIUSI – Juri Bettollini è un tipo che se c’è da mettere i piedi nel piatto non si tira indietro. E stavolta ce li ha messi. Con gli stivali da cacciatore di cinghiali abituato alla macchia fitta, dove uno si infila a testa bassa e con il fucile in mano.

Già a maggio, all’assemblea dei soci aveva difeso la “chiusinità” della Banca Valdichiana prendendo le distanze da attacchi alla componente e al vecchio management chiusino che si stavano facendo pressanti, anche dall’interno dell’istituto di credito. Sul ribaltone ai vertici di agosto è rimasto silenzioso e guardingo. Adesso con un post al vetriolo torna a parlare della Bcc intimando un “alt” alla possibile fusione con Banca Tema di Grosseto. Ipotesi questa di cui sottotraccia si parla da qualche tempo e che Bettollini, dà come già avviata e “pronta all’uso”. Una presa di posizione pesante. Destinata di sicuro a far discutere. Anche perché il sindaco di Chiusi, nel suo post, parte dall’assunto che è stato un errore tener fuori la politica dalla banche e che sia giunto il momento, al contrario, che la politica riprenda la parola su certe questioni. Non “per parlare di numeri”, ma per dare una visione di radicamento nel territorio.

Per troppo tempo – scrive Bettollini – abbiamo lasciato fuori la politica dalle banche. Dopo il grande scandalo di Mps e dei vari Istituti finanziari italiani, ogni politico che ha provato a parlare e occuparsi di banche, del loro futuro e della loro centralità rispetto agli sviluppi economici delle nostre comunità, ha avuto profonde difficoltà e ritorsioni politiche e personali. E’ passato così il luogo comune del dire “la politica stia fuori dalle banche”. Oggi mi accorgo che ciò ha rappresentato un profondo errore. La politica non deve occuparsi dei numeri, ma deve dare una visione di radicamento nel territorio indicando come e dove consolidarsi”.

Ma il sindaco chiusino va pure oltre, lasciando intendere che quello di una nuova fusione è un obiettivo (o una scelta obbligata) imposta dalla capogruppo ICCREA. La cosa non deve spaventare, dice. Ma la scelta del nuovo partner va fatta oculatamente. Scrive Bettollini:

“Banca Valdichiana, post fusione Chiusi con Montepulciano, ha un parametro ews (early warning system) rosso che riguarda il mancato grado di patrimonializzazione minimo previsto dal patto di coesione con il gruppo Iccrea. Il gruppo ha richiesto quindi, necessariamente, una nuova fusione. Non mi spaventa e non sono contrario, anzi dobbiamo sostenere tutti questo nuovo e delicato passaggio per il bene della nostra banca e per la sua sopravvivenza. La capogruppo Iccrea, richiedendo la fusione e mettendo a disposizione una parte delle risorse necessarie, lascia però al Cda l’individuazione del partner che poi sarà avallato dalla capo gruppo stessa”. 

Nel suo post, il sindaco di Chiusi svela uno stato di salute della banca piuttosto preoccupante e la sua esternazione è di fatto un appello al Cda di Banca Valdichiana affinché riveda le decisione di fondersi con Banca Tema:

“Se fosse questa la soluzione ho il convinto timore che si snaturerebbe un progetto di territorio rispondendo così solo a logiche aggregative e di sistema. Ho il concreto timore che perderemmo la nostra storia, la nostra rappresentatività, la nostra forza sociale, la sicurezza e la garanzia dei nostri dipendenti e delle loro famiglie. In poche parole avremmo perso la nostra Banca. Con lo stesso sostegno economico, da parte della capogruppo, potrebbe essere presa in considerazione la fusione con altri partner, ponendoci come obiettivo il mantenimento della nostra identità di banca di prossimità dove l’aspetto mutuale, creditizio e sociale possano ancora rappresentare un punto di eccellenza e di differenza nel territorio, continuando a rafforzare un progetto territoriale che consolida il sud della provincia di Siena e guarda all’unica direzione di espansione e maggior radicamento nella provincia di Arezzo. Mi aspetto profonda responsabilità in questa decisione, ma soprattutto ascolto e coinvolgimento di tutti i soci, dei dipendenti e delle istituzioni”, conclude Bettollini.

Il quale non dice quale dovrebbe essere il nuovo partner di Bcc Valdichiana, al posto di Banca Tema di Grosseto.

Una ipotesi potrebbe essere la Bcc di Anghiari e Stia. Un’altra è la nuova Banca Centro, nata a inizio anno dalla fusione tra BCC Umbria e Banca CRAS (Siena-Sovicille-Chianciano), che di fatto è la “consorella” contigua.

Quest’ultima ipotesi chiuderebbe un cerchio creando una grande banca cooperativa del centro Italia, dal Tirreno all’Adriatico,  dove Bcc Valdichiana non sarebbe più una sorta di enclave accerchiata (o assediata, fate voi). E in più metterebbe proprio l’area Chiusi-Moiano al centro geografico del progetto, facendo diventare questo territorio, il cuore pulsante del nuovo polo del credito cooperativo. La fusione con Banca Tema di Grosseto, teme Bettollini, ma non solo lui, sposterebbe invece il baricentro del nuovo soggetto altrove, Chiusi, ma anche Montepulciano e la Valdichiana perderebbero centralità e “potere contrattuale” all’interno dello stesso sistema delle Bcc.

Con Anghiari-Stia, Banca Valdichiana potrebbe fare forse la parte del leone, cosa più difficile in caso di fusione con Banca Centro. Ma come operazione la seconda avrebbe certamente più consistenza. Non solo: il presidente di Banca Centro è (e sarà ancora per un po’) Palmiro Giovagnola, ex sindaco di Città della Pieve, moianese doc. Uno di queste parti insomma, che ha studiato all’Itc di Chiusi ed è legato questo territorio.  Se per anni la presidenza Giovagnola della Bcc Trasimeno, poi  Crediumbria, poi ancora BccUmbria e ora Banca Centro è stata vista come un problema, ovvero come specchio di una eccessiva politicizzazione, adesso, anche tra i soci Bcc Valdichiana c’è chi la considera al contrario una possibile risorsa, un aggancio importante, se non addirittura un’ancora di salvataggio.

Mentre il sindaco di Chiusi invita il Cda di Banca Valdichiana ad una riflessione, a livello politico e parlamentare c’è chi sta rimettendo in discussione la riforma delle Bcc operata dal Governo Renzi nel 2016 e si prepara a presentare disegni di riforma della riforma. Ce n’è uno a firma 5 Stelle, ma non è l’unico. Il siestema del credito cooperativo è in ebollizione.

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