PROGETTO ACEA, LA VERSIONE DI JURI. CHE INTANTO ANNUNCIA LA RICANDIDATURA NEL 2021

domenica 07th, luglio 2019 / 18:30
PROGETTO ACEA, LA VERSIONE DI JURI. CHE INTANTO ANNUNCIA LA RICANDIDATURA NEL 2021
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CHIUSI –  In una domenica di luglio, con 39 gradi all’ombra, può capitare, mentre fai una sgambatella mattutina ai giardini, di incontrare lì ai giardini il sindaco Bettollini e di vederlo con la faccia preoccupata. Lui che è sempre molto sicuro di sè.  Sta aspettando i ragazzi del GEC, per assicurarsi che nella giornata clou del Lars Rock Fest tutto fili liscio e nulla sia lasciato al caso. Ha firmato permessi e se succede qualcosa ci va di mezzo lui.  E questa sera, ultima serata, della kermesse saranno sul palco i Wolfmother, una band australiana famosa in tutto il mondo. Una delle band emergenti a livello planetario. E sono attese anche migliaia di persone. Le prime due serate sono andate bene, tanta gente, chitarre bassi e batterie a palla, birra a fiumi, ma nessun problema. Tutto secondo copione. Il popolo del rock si è dimostrato più tranquillo, civile, ecologico di quanto si potesse pensare. E mentre il sindaco aspetta i suoi interlocutori, che hanno dato una bella lezione di organizzazione, partendo proprio da un bicchiere di acqua fresca bevuta da un bicchiere riutilizzabile (bella trovata) il discorso scivola inevitabilmente su un tema ecologico sul tappeto, fonte di discussione, divisioni e preoccupazioni. Quello del Progetto Acea. E lo scambio di battute diventa un’intervista. Eccola.

Allora sindaco, lo facciamo il punto su questo benedetto Progetto Acea?

“Vai. Volentieri”.

Partiamo dall’ultima puntata della telenovela. La Regione, in seguito ad una mozione dei 5 Stelle, approvata all’unanimità, quindi anche dal Pd, ha deciso l’avvio della fase di partecipazione attraverso la procedura dell’inchiesta pubblica. Che significa in concreto?

“Intanto fammi dire che sono molto contento di questa decisione. Primo perché gli stessi consiglieri regionali Scaramelli e Marras hanno sottolineato che il sottoscritto e l’amministrazione chiusina hanno agito bene e correttamente. Poi perché finalmente con questa procedura si toglierà, come si suol dire, il vin dai fiaschi…  L’inchiesta pubblica è una procedura prevista dalle normative regionali ed è una procedura tecnica, non politica. Per questo – come hai già scritto anche tu – auspico che il Comitato e quei soggetti che si sono espressi contro il progetto o hanno espresso perplessità, dubbi, preoccupazioni nominino dei loro tecnici di fiducia e partecipino, così come parteciperà il Comune all’inchiesta pubblica, che sarà una verifica a 360 gradi del progetto e riguarderà la congruità e la rispondenza alle norme di piano regolatore, alle normative ambientali e sanitarie, riguarderà l’impatto ambientale, le emissioni, insomma tutti i pro e tutti i contro.”.

L’iter autorizzativo che è già in corso andrà avanti, nel frattempo?

No, sarà sospeso in attesa degli esiti dell’inchiesta pubblica, che però dovrà terminare comunque in tempi relativamente brevi… Mi pare 90 giorni.

Il Comitato ha presentato e consegnato 2.250 firme contro il progetto Acea.  Sono un bel numero. In qualche modi ne dovrai tenere conto.

Certo che ne terremo conto. E’ per questo che ho invitato il Comitato e chi è per il NO a nominare un proprio tecnico e a partecipare alla verifica.  Così si esce dalla polemica strumentale e si entra del merito della questione. Giocando però a carte scoperte.

Ma il Comune non poteva procedere in proprio, senza aspettare che il confronto lo aprisse la Regione?

No, non poteva, perché il progetto non è del Comune ma è una iniziativa privata (anche se l’azienda proponente è al 51% pubblica) e la procedura autorizzativa è di competenza regionale, il Comune deve solo dare il proprio parere… In ogni caso non è che il Comune non ne abbia parlato. Abbiamo spedito 10.000 ‘Chiusinforma’ in cui si parla del Progetto Acea, io stesso ne ho parlato in 23 assemblee pubbliche dell’amministrazione; nell’incontro presso la sala consiliare del 18.12.2018 sulla variante al PRG mi sono soffermato a confrontarmi sul tema con gli esponenti del Comitato Aria; ne ho parlato all’assemblea del Pd sulla relazione di metà mandato… Quindi chi dice che il Comune si è sottratto al dibattito mente sapendo di mentire. Adesso con l’inchiesta pubblica promossa dalla Regione si capirà se per alcuni il problema vero era ed è quelliodi evitare ricadute ambientali negative, oppure quello di attaccare il sindaco e fargli terra bruciata intorno in vista delle elezioni del 2021…

Nei giorni scorsi su un blog e anche in alcuni commenti apparsi su Primapagina si è parlato di un alterco tra te e il segretario del PC Nicola Bettollini… Qualcuno ha usato il termine “aggressione verbale”, cosa è successo?

Niente. Non è successo niente. Un semplice scambio di opinioni, al volo, forse un po’ colorito… ma quale aggressione? ero a spasso con mia moglie… Via, siamo seri…

Il Comune di Chiusi prima con un “atto di governo” (quindi di indirizzo) poi con successiva delibera e Variante al Piano Operativo ha stabilito che ne territorio comunale non si possono insediare inceneritori, termovalorizzatori, discariche, aziende che producano emissioni nocive e nemmeno “carbonizzatori”.  Molti parlando del progetto Acea lo definiscono un “Carbonizzatore”. Stiamo parlando di una cosa che non si può fare o si gioca con le parole?

Il termine carbonizzatore forse è improprio, perché produrrebbe sì un prodotto simile al carbone (biolignite) ma attraverso un processo che non prevede combustione, né ciminiere. E’ un processo che avviene in ambiente stagno, in acqua calda a 200°, ma non si brucia niente, e soprattutto riguarda solo fanghi e rifiuti di natura biologica.

L’assessore regionale Fratoni, rispondendo ad una interrogazione dei consiglieri Sarti e Fattori di Sì, Toscana a Sinistra, ha testualmente detto che l’mpianto proposto da Acea è progettato per trattare 80.000 tonnellate/anno di fanghi biologici derivanti da depurazione di reflui urbani… E’ così?

Sì, è così.

Nell’area dell’ex Centro carni però esiste già un depuratore che tratta attualmente  80 mila tonnellate/anno (ma potrebbe arrivare a 99 mila) di fanghi di depurazione, fanghi di origine industriale, più percolato di discarica (circa 17 mila tonnellate/anno) provenienti da varie parti della Toscana e non solo, oltre ai reflui  fognari di una parte consistente di Chiusi Scalo. In sostanza le quantità di “rifiuti” in entrata sarebbero le stesse…

“Esattamente. Ma senza il percolato di discarica e i reflui industriali…  E questo sarebbe già un miglioramento rispetto alla situazione attuale. Ma non sarebbe l’unico…”.

Quali sarebbero gli altri?

“Intanto, nelle prescrizioni che il Comune ha messo come essenziali c’è la demolizione e la ricostruzione ex novo del depuratore attuale, che Acea ha rilevato.  E quindi una tecnologia più moderna e avanzata sarebbe un altro miglioramento. Poi ci sarebbe la messa in sicurezza dell’area dal rischio idraulico e la bonifica di tutta l’area ex Centro Carni che sappiamo essere inquinata e degradata. Il caso nichel è lì a ricordarcelo.  Per noi la bonifica è condizione essenziale e irrinunciabile. Così come la vasca di raccolta e decantazione delle acque piovane a monte e come un adeguamento della viabilità, per esempio con una rotatoria all’innesto tra la Fondovalle e la bretella che porta a Po’ Bandino…  L’impianto Acea può dunque portare miglioramenti sostanziali, oltre che investimenti e posti di lavoro, ma è ovvio che deve essere compatibile e a rischio zero. Altrimenti non si fa. Il problema del trattamento dei fanghi derivanti dalla depurazione dei reflui di Chiusi Scalo rimane, indipendentemente da Acea. In Toscana i fanghi non possono più essere sparsi in agricoltura, quindi finiscono in discarica. Ti sembra una buona soluzione? Noi siamo per la filosofia di Slow Food, non per spargere i fanghi nei campi, aumentando pure la soglia prevista dalle norme, come ha fatto questo governo…”.

Il Comitato e altri soggetti dubbiosi sul progetto sostengono che la tecnologia proposta da Acea è sperimentale e non è stata ancora testata a sufficienza, quindi non dà garanzie. Esiste però un impianto di questo tipo nei pressi di Valencia in Spagna e quello tratta e trasforma in biolignite anche rifiuti organici, potature, sfalci…

“Sì,  con l’assessore Micheletti siamo andati a vistarlo. Si trova a Naquera, vicino a Valencia…. “. 

Che impressione ti ha fatto?

“Ottima. Non abbiamo avvertito puzza, o esalazioni… Il sindaco di quel comune ci ha invitati a procedere, lui è molto soddisfatto… Lì lo stanno sperimentando dal 2010, ormai è testato. Anche lì è in una zona industriale non lontana dall’abitato… “.

Ma le polemiche, la raccolta di firme, l’ostilità e la paura della gente non hanno scalfito minimamente la volontà di Acea Ambiente di andare avanti?

“No, anzi, proprio sabato su La Nazione, la stessa Acea rilancia addirittura, affermando che con piccole e opportune modifiche l’impianto potrebbe trattare, con il medesimo procedimento, come fanno in Spagna, anche la frazione organica umida della raccolta differenziata e le potature, il che potrebbe portare ad un ulteriore vantaggio per la comunità: quello di abbassare la bolletta della TARI . Spingendo anche ad aumentare la differenziata…”.

Intanto però la Lega che è contro il progetto Acea a Chiusi,  in altre piazze dice che servono gli inceneritori e che ce ne vuole almeno uno per provincia…

“Salvini cerca solo consenso. Evoca paure, le cavalca, poi però propone soluzioni vecchie come il cucco. E anche poco ecologiche. Ma non è solo La Lega a giocare un gioco sporco. Ricordo ancora un volantino diffuso in campagna elettorale: si vedeva un impianto industriale con varie ciminiere… Chiaro che era tendenzioso e voleva solo evocare paure e preoccupazioni. Qualcuno parla anche oggi di “invasione di rifiuti” di Chiusi che diventerebbe la pattumiera del centro Italia. Questo si chiama inquinare la discussione. Qualcuno sta inquinando la discussione…  Ora con la procedura di Inchiesta Pubblica si possono chiarire molti aspetti. Ribadisco: siamo l’unico comune in cui per norme di piano regolatore non si possono fare inceneritori, termovalorizzatori, carbonazzatori, discariche e in genere attività che inquinano in maniera pericolosa; sul processo di partecipazione abbiamo avuto ragione dicendo che spettava alla Regione (con spese a carico del proponente; ovviamente Acea in quanto i proponenti sono loro); e sono stato io a chiedere che al tavolo ci siano anche tecnici del Comitato che adesso ha una grande opportunità: può dimostrare che il progetto Acea non è sano. Se sarà così boccerò la proposta. Adesso tocca a loro”… Ma io a questo punto  mi fermo e aspetto i risultati. Poi con tutti gli elementi in mano darò il mio parere di sindaco. Credo che ci sia la possibilità di portare dei miglioramenti, come dicevo, rispetto ad una situazione oggettivamente a rischio e inquinata da anni,  ma non ci debbono essere dubbi. Vedremo se gli altri saranno altrettanto lineari o se volevano e vogliono solo impallinare il sindaco Bettollini e magari portare la Lega e la destra ala guida del Comune.

Non so quindi se il Progetto Acea verrà autorizzato, ma una cosa la so e la posso dire: nel 2021 Juri Bettolini in pista ci sarà. E più agguerrito che mai”.

La chiacchierata finisce qui. Con una notizia, non proprio secondaria. Bettollini si ricandiderà a sindaco di Chiusi. Il Pd non sembra in grado al momento di garantirgli la “copertura” necessaria. Potrebbe optare per una lista civica personalizzata, con il Pd in appoggio, ma per questi discorsi è oggettivamente un po’ presto. Chissà, magari Bettollini chiederà aiuto e consiglio al Dio del Rock che come lui si aggira per i giardini dello Scalo…

m.l.

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