“IO SONO UN AUTARCHICO”, MISTER MAZZUOLI PARLA DELLA STAGIONE DELLA ASD CITTA’ DI CHIUSI E DEL SUO FUTURO

lunedì 13th, maggio 2019 / 18:27
“IO SONO UN AUTARCHICO”, MISTER MAZZUOLI PARLA DELLA STAGIONE DELLA ASD CITTA’ DI CHIUSI E DEL SUO FUTURO
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CHIUSI – Quando prese in mano la squadra, a metà del girone di ritorno della scorsa stagione qualcuno lo definì un “allenatore per caso”. Poi salvò la squadra alla fine della regular season, senza passara dalla lotteria dei play out come era successo nella stagione precedente. E allora quei qualcuno cominciarono a ricredersi. Quest’anno era ancora in panchina e l’allenatore per caso nonostante una stagione di alti bassi ha salvato la squadra con larghissimo anticipo (a febbraio) e ha chiuso al quinto posto. Parliamo di Paolo Mazzuoli e della Asd Città di Chiusi. La squadra degli “autarchici” che da quando si è costituita nel 2013-2014 ha sempre costruito la propria rosa con giocatori residenti a Chiusi o provenienti dai vivai delle squadre chiusine. Un po’ come l’Athetic Bilbao, la squadra autarchica per eccellenza, di cui la formazione chiusina porta anche i colori: bianco, rosso e blu. Ma il bianco e il rosso sono pure i colori storici del Chiusi.

Adesso a campionato finito e a bocce ormai ferme Mazzuoli fa il punto sulla stagione appena terminata. E parla della squadra e del suo stesso futuro.

Ecco come ha risposto ad alcune nostre domande:

Allora mister, annata soddisfacente?

Certamente sì. C’è stato un percorso di crescita sotto tutti gli aspetti. Da quello del risultato finale al gioco espresso, passando però, anche dall’organizzazione, sa per quanto riguarda il lavoro sul campo che a livello societario… Questo è ciò che mi ha dato più soddisfazione.

La squadra però ha vissuto periodi esaltanti e periodi bui, un campionato in altalena…

Sì, ma era prevedibile. La rosa è giovane, quasi tutti i giocatori sono under 30, il portiere titolare ha 20 anni… Sono arrivati giocatori importanti, in estate, poi però proprio loro si sono infortunati. I periodi bui concisi con il mese di novembre e con quello di marzo si sono verificati a causa di infortuni e defezioni varie. Se ti vengono a mancare giocatori come Jacopo Strano, Pazzaglia, Scarpelli e Della Ciana, è difficile far punti…  Strano, per esempio,  è un giocatore fuori categoria, ha giocato nelle giovanili del Chiusi, del Siena, dell’Empoli  e nella Colligiana, ha solo 23 anni, ma è fragile fisicamente. Se non fosse fragile non giocherebbe certo in Seconda categoria…  Anche Pazzaglia che è un po’ più “anziano” ha militato nelle giovanili del Siena e si vede… Quando non ci sono è tutto più complicato, anche a livello di tattica…  Però quei filotti di 7-8 risultati utili che goduria! Ed è stata una soddisfazione leggere che la squadra che prima giocava a pallone, aveva cominciato a giocare anche a calcio…

La partita più esaltante?

Più d’una, ma forse quella che abbiamo vinto ad Asciano e quella con il Pieve al Toppo in casa…

Hai parlato in precedenza di crescita anche a livello organizzativo e societario. Che vuol dire?

Voglio dire che il progetto che mi fu prospettato un anno e mezzo fa è andato avanti e si è concretizzato… Che c’è più organizzazione, più metodo… E ringrazio tutti, dal presidente ai dirigenti vari che sono stati sempre presenti, anche agli allenamenti. Insomma da compagine di amici, nata quasi per scommessa, la Asd Città di Chiusi è diventata ed è una società vera e propria con uno staff dirigenziale e uno staff tecnico che mi ha supportato per tutta la stagione. Parlo del preparatore atletico Romagnoli, di Francesco Ferretti e Jacopo Strano che mi hanno dato una mano non solo come giocatori, ma anche come “consulenti” tattici, del preparatore dei portieri… Tutti abbiamo remato dalla stessa parte, i giocatori stessi hanno tutti “assimilato” il progetto e hanno fatto la loro parte, sia quelli che hanno giocato di più, sia quelli che hanno giocato di meno…  Considera che avevamo una rosa di 25 giocatori e non c’è stato un allenamento in cui fossimo meno di 21-22. Sono grato a tutti per questo… E tieni conto che all’Asd Città di Chiusi nessuno prende un euro… Qui si gioca per la maglia, per la città. Per dimostrare qualcosa a sé stessi e agli altri. Non certo per soldi.

Nanni Moretti esordì con il film “Io sono un autarchico”…

Anche io adesso sono un autarchico. A pieno titolo.

Il pubblico ha risposto molto bene anche quest’anno…

Più di 100 spettatori a partita, un gruppo Ultras che segue la squadra anche in trasferta e spesso viene pure agli allenamenti… quante squadre di Seconda Categoria possono dire di avere un tifo come il nostro?

Torniamo ai giocatori. Al di là dei “top players”, hai visto progressi anche negli altri?

Certamente sì, l’intelaiatura era la stessa della stagione precedente e se è vero che gli innesti hanno conferito peso e qualità, è anche vero che tutti hanno fatto passi avanti. Se no, non vinci 5-6 partite di fila…

Che farà Paolo Mazzuoli la prossima stagione? Il rinnovo è già pronto?

Per quanto riguarda la prossima stagione è tutto da vedere… Il mio lavoro principale è un altro, questo è un hobby. E il lavoro mi impegna molto, è difficile contemperare e conciliare le due cose… Mi fa piacere aver dato un contributo ad un progetto stimolante, ad un processo di crescita.  E ringrazio chi mi ha dato questa opportunità. Ma sinceramente non so se sarò ancora in panchina, a settembre. Una cosa mi preme dire: il progetto e lo staff possono marciare anche senza di me. Di questo sono sicuro. Il che non vuol dire che io mi tiri indietro… Vediamo. Tra un po’ ne parleremo con il presidente Cupelli e con gli altri. Decideremo per il meglio…

m.l.

 

 

 

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