CHIUSI, DOMENICA 24 UNA GIORNATA DEDICATA ALLE IDENTITA’ METICCE

venerdì 22nd, marzo 2019 / 19:09
CHIUSI, DOMENICA 24 UNA GIORNATA DEDICATA ALLE IDENTITA’ METICCE
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CHIUSI – Si intitola “Identità Meticce” ed è una giornata dedicata al nuovo mondo. Al mondo che cambia, alla società che assume nuovi connotati. Alla cultura della differenza, dell’accoglienza, dell’integrazione. In sostanza a quello che gli anglossassoni chiamano il “Melting pot”. Il meticciato, appunto. La mescolanza. Le etnie che si mescolano e non si combattono, che si mescolano senza guardarsi in cagnesco, che insieme crescono, imparano. L’appuntamento è per domenica 24 marzo a Chiusi Città, Chiostro e sala San Francesco, a partire dalle 15,30.

Organizza il GEC Gruppo Effetti Collaterali, quello di Gec & Book e anche del Lars Rock Fest. Giovani (ma non solo) capaci di apprezzare ciò che è stato (come “Tutto il calcio minuto per minuto” alla radio, raccontato due settimane fa da Riccardo Cucchi), ma con lo sguardo ricolto avanti, anche oltre i confini angusti di un paesotto di provincia e di un’Italia sempre più provinciale, astiosa, rancorosa, avvelenata.

Il tema della giornata è come dicevamo la “rivoluzione meticcia”, che poi è una rivoluzione creativa perché mescola culture diverse ed è la strada principale verso un futuro meno cupo, più gioioso e pacfico. Utopia? sì, certamente. Ma senza utopia non c’è rivoluzione che tenga.  E sognare un mondo migliore non è reato. Né peccato. Anzi. E’ un obbligo per le generazioni degli under 40. Spetta a loro delinearlo il futuro migliore e far capire che la rivoluzione meticcia è un’opportunità e non un dramma.

Che il melting pot di culture può portare nuove idee, nuove energie, nuove sensibilità e creatività. Non solo problemi di convivenza.  La giornata prevede mostre, presentazioni di libri, conferenze e incontri.

Tra gli ospiti: Andrea Staid, scrittore e docente di antropologia culturale e visuale presso la NABA di Milano, autore di “Le nostre braccia. Meticciato e antropologia delle nuove schiavitù” (Milieu, 2018); Bruno Barba, scrittore e antropologo dell’Università di Genova, autore di “Meticcio. L’opportunità della differenza” (Effequ, 2018); Giovanni Dozzini, scrittore perugino, autore di “E Baboucar guidava la fila” (Minimum Fax, 2018).

Una bella giornata. Di quelle da non perdere. Domenica 24 marzo è anche la prima domenica di primavera. Quindi l’iniziativa del GEC è anche un saluto alla bella stagione. Al sole che scioglie il gelo dell’inverno.  Negli anni ’60 con il termine “Disgelo” si indicò un processo di alleggerimento delle rigidità staliniane in Unione Sovietica e una nuova stagione di rapporti meno tesi tra l’Urss e l’Occidente. Ecco, oggi serve un “disgelo” verso le pulsioni ipernazionaliste, razziste, fascistoidi che montano in tutto il mondo. E anche verso la paura dell’invasione dall’Africa, dall’Asia, dal Sud America.

“Identità Meticce” sarà tra l’altro la prima, ma non l’unica iniziativa in tal senso. A Chiusi ce ne saranno altre nei mesi a venire. Anche in teatro. i certe cose più se ne parla e meglio è. Stay tuned! come dicono i giovani di oggi…

 

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