I “FANTASMI” DI DE FILIPPO AL MASCAGNI

mercoledì 27th, febbraio 2019 / 15:35
I “FANTASMI” DI DE FILIPPO AL MASCAGNI
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CHIUSI – Questa sera 27 febbraio al Mascagni andrà in scena l’eccellenza. Quell’eccellenza fatta di sguardi condivisi su un’esistenza spesso amara ma dalle quale,  se presa per il verso giusto, se ne può ricavare una manciata di bellezza. E’ l’eccellenza delicatamente aspra e scelta  di  Marco Tullio Giordana, regista che ha firmato capolavori cinematografici come I cento passi (film sulla vita di Giuseppe Impastato, impegnato nella lotta alla mafia siciliana) e La meglio gioventù, che racconta trentasette anni di storia italiana attraverso le vicende di una famiglia della piccola borghesia romana.

Questa volta il maestro propone sull’arena una commedia in tre atti di Edoardo De Filippo del 1945, messa in scena da ELLEDIEFFE ( compagnia di Luca De Filippo).

Gianfelice Imparato è Pasquale Lojacono, anima in pena, un uomo in difficoltà economiche che si trasferisce con la giovane moglie Maria (Carolina Rosi), anima perduta, in un grande appartamento in uno storico palazzo del Seicento a Napoli, ma non le rivela che l’affitto, praticamente gratuito, deve essere ripagato sfatando la leggenda che vuole che il palazzo sia infestato dai fantasmi. A far visita alla coppia è Alfredo Marigliano ( Massimo De Matteo), anima irrequieta, che sotto le vesti di fantasma dispensa mance in tutto l’appartamento diventando l’amante di Maria.

Nella piece si alternano con perfetto equilibrio comico e drammatico, Pasquale pur non credendo ai fantasmi non prende coscienza della relazione tra la moglie e Alfredo poiché da tale presenza percepisce un vantaggio economico.

Eccola qua la Napoli povera ma resiliente, innamorata e risentita che Marco Tullio Giordana  presenta in tutta la sua decadente bellezza. La attraversa con un occhio attento al dettaglio scenografico, ce la propone come una città fatiscente e splendida allo stello tempo, che porta con sé gli strascichi dello strazio provocato dalla guerra appena finita ma che tenta di rinascere a dignità nuova.

E’ la Napoli che non muore, che si arrangia in ogni modo pur di sopravvivere, che crede pur di non soccombere. Gli animi dei personaggi rievocano tratti pirandelliani che il regista  pone in essere attraverso il sottile filo di ambiguità che sussiste tra realtà,  sogno e  i valori sopiti.

L’ambivalenza tra il riso e il pianto sottende ogni parte della commedia fino al finale, dove il solenne dialogo tra Pasquale e il fantasma mette lo spettatore di fronte al potere catartico della confessione del dolore:” Dolore è dover nascondere alla propria moglie la propria umiliazione per non avere denaro (…)Il lavoro onesto è doloroso e misero e non sempre si trova. Il coraggio lo dà il denaro (….) e il benessere è per l’amore come l’acqua per i fiori, altrimenti finisce, si disperde (…)”

E’ così che si conclude l’opera, con questa manifestazione di umanità assoluta che si perpetua nel tempo e che crea un trait d’union  tra passato e presente.

Con Questi fantasmi! Marco Tullio Giordana ha curato e dato voce ad uno spaccato d’Italia povera e malinconica, credulona e astuta allo stesso tempo, ma sempre pronta a dare una mano quando è necessario, perché come dice Lojacono:” I fantasmi esistono! …E Speriamo! Sennò come si fa?”

Paola Margheriti

 

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