LIBRI: “TOMMY” DI VALENTINA PADULA, QUANDO RACCONTARE IL DOLORE AIUTA A SUPERARLO

martedì 15th, gennaio 2019 / 12:57
LIBRI: “TOMMY” DI VALENTINA PADULA, QUANDO RACCONTARE IL DOLORE AIUTA A SUPERARLO
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CHIUSI – Volto sottile, occhi limpidi di chi ha saputo tener testa al dolore e sorriso delicato. Così è apparsa Valentina Padula, incontrata sabato 12 gennaio nella saletta sopra i locali dell’Erboristeria “L’ape contadina”, dove ha presentato il suo primo libro che si intitola “Tommy”, ed è da poco uscito, per l’editrice Albatros. Il libro non c’entra niente con l’omonima opera rock degli Who, che diventò anche un film. E’ un’altra storia.

La voce educata di Valentina Padula, il suo fare raffinato e leggero, il suo modo di raccontare in maniera dignitosa e soave un evento catastrofico ti catturano. Sono atteggiamenti in parte innati sì,  ma anche acquisiti dopo un lungo lavoro che uno fa su se stesso, quando il dolore irrompe all’improvviso nella vita e ci obbliga a guardarlo in faccia e a farci i conti.

Valentina ha visto e vissuto il dolore, uno dei più grandi che ad un essere umano possa essere chiesto di fronteggiare: la morte di suo fratello Tommy, quasi a lei coetaneo (42 anni). Improvvisa, inaspettata, lontana. In un Paese straniero a migliaia di km di distanza. Dall’altra parte del mondo.  Una vicenda che l’ha travolta sotto un cumulo di macerie sotto le quali si svolge la trama del libro.

E’ proprio lì infatti che lei si trova a scrivere, in compagnia di suo fratello, tutti e due uniti in una sorta di limbo al confine tra la vita e la morte. Tommy la implora di tornare indietro, di andare verso la vita e di lasciar andare lui verso una strada che lo porterà ALTROVE.

Valentina non riesce, non ce la fa a mollare, l’amore che provano l’uno per l’altra li tiene attaccati, vuole lasciarsi morire con lui pur di non perderlo. Le macerie descritte sono il dolore provocato dall’azzeramento totale della morte, dalla paura della perdita e del distacco.  Con una sintassi, immediata, diretta e minuziosa sviscera ogni attimo successivo alla comunicazione ricevuta per telefono; “Tommaso es muerto”; il fratello si trovava in Messico per lavoro, era partito da pochi giorni e da lì il tracollo. Lei si trova a dover fare i conti con l’atrocità della perdita e l’impellente iter di cose da fare e da dire per poter raggiungere Tommy dall’altra parte del mondo.

Ci sono la mamma, l’altra sorella, la ex moglie di Tommaso e il piccolo Niccolò di otto anni, da avvisare, un funerale da mettere in piedi. Come riuscire  a fare tutto quando non si ha neanche più la forza di respirare? Eppure l’essere umano riesce a fare anche quando è morto dentro, da qualche parte in qualche buco nero nascosto nell’anima la forza emerge e ci spinge ad agire. Il tempo passa il dolore no, ma inaspettatamente un evento, una telefonata catapulta il lettore verso il finale del racconto; una porta si apre e due anime vengono liberate… Valentina piange, ma stavolta lo fa sorridendo;  viene invasa da una gioia profonda pulita e vera, quella gioia che soltanto la consapevolezza di un amore puro, eterno ed incondizionato può donare;  un amore che va comunque lasciato libero di seguire il proprio percorso ovunque esso sia. Valentina Padula oltre a scrivere è attualmente campionessa mondiale di tennis over 45.

Paola Margheriti

 

 

 

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