CHIUSI SCALO ALLA RICERCA DELLA PIAZZA PERDUTA. POLEMICHE SUL PREVISTO RESTYLING DELLA PIAZZETTA GARIBALDI

giovedì 03rd, gennaio 2019 / 16:54
CHIUSI SCALO ALLA RICERCA DELLA PIAZZA PERDUTA. POLEMICHE SUL PREVISTO RESTYLING DELLA PIAZZETTA GARIBALDI
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CHIUSI – Tra le opere pubbliche annunciate dal sindaco dopo l’ultima seduta del Consiglio comunale (vedi articolo su primapagina del 30 dicembre) figura anche la riqualificazione urbana di una parte del centro di Chiusi Scalo. In particolare di via Piave e via Montegrappa e della piazzetta Garibaldi. Come abbiamo già scritto, quello in programma sulle due strade storiche dello Scalo è un intervento atteso da anni dai residenti. Entrambe le vie, un tempo piene di botteghe artigiane, versano in condizioni piuttosto penose, tra buche, avvallamenti, marciapiedi inesistenti o fatiscenti e un “restyling” con adeguamento dei sottoservizi è quanto mai necessario e urgente. Negli ultimi 30 anni nessuno vi ha mai messo mano.

Diverso il discorso di Piazza Garibaldi, che è il cuore geografico e fisico dello Scalo, all’incrocio tra il corso principale (via Leonardo da Vinci) e le altre due vie dello shopping: via Isonzo e via Pasubio.  La “piazzetta” (così la chiamano i chiusini) un intervento di restyling lo ha avuto una ventina di anni fa, tra il 1999 e il 2000, quando su progetto dell’arch. Paolo Corsi i vecchi giardinetti fatiscenti e circondati di pini furono smantellati e chiusi con un muretto perimetrale, pensato come tutela dei bambini che allora vi giocavano all’interno.

Nel 1999 fu anche spostato il monumento ai martiri della Resistenza, che era lì dal 1974. Il sindaco Ciarini con un atto arbitrario ne fece cambiare anche la data, da 1974 a 1999, come se l’avesse fatto posizionare lui e non Giancarlo Laurini nel 30° anniversario della Liberazione della città, 25 anni prima.

Ci furono anche polemiche, all’epoca, sul restyling della piazzetta, sia sui tempi lunghi dei lavori che tennero lo spazio chiuso al pubblico per un bel po’, sia sul taglio di tutti i pini e anche su quel muretto perimetrale che secondo alcuni trasformava un giardinetto in un fortino, neanche si dovesse attendere l’arrivo di un qualche nemico, come nel Deserto dei Tartari. 

Come dicevamo, però, allora la piazzetta era frequentata, sia di giorno che, in estate, anche di sera. I bambini che vi giocavano erano numerosi. Quel muretto a protezione rispondeva ad una esigenza reale. I pini furono sostituiti con lecci e aceri che solo adesso cominciano a fare ombra e ad avere la forma di alberi veri.

Oggi la situazione è cambiata: il centro dello scalo non è più abitato come allora; le famiglie giovani con figli piccoli sono poche, la piazzetta Garibaldi è quasi sempre vuota. Il muretto di protezione serve ormai a poco o nulla.

I commercianti di Chiusinvetrina insieme alle associazioni di categoria hanno avanzato una proposta che il Comune sembra aver voluto recepire, mettendo in programma il rifacimento della piazza. E anche stavolta, come 20 anni fa, sono subito partite le polemiche, sul fatto che non fosse una priorità, sul mancato coinvolgimento e mancata “partecipazione” della cittadinanza alla decisione, sul fatto che a Chiusi (e allo Scalo in particolare) non si muove foglia che Chiusiinvetrina non voglia…

E a criticare sia per il metodo che nel merito la decisione di mettere mano alla piazzetta sono gli stessi, più o meno, che nel 1999-2000 erano in prima fila nella contestazione dell’opera firmata da Corsi, con tanto di striscioni e cartelli.

Anche noi di primapagina eravamo tra coloro che contestavano le lungaggini nei lavori e il taglio indiscriminato dei pini.  Il muretto invece ci sembrò tutto sommato una soluzione che rispondeva ad una esigenza reale, quella di tutelare i bambini.

Oggi che quell’esigenza non c’è più, anche per la presenza di altri spazi per il gioco dei bambini, oggi che a Chiusi Scalo “si esce poco la sera, compreso quando è festa” (non sappiamo se “c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia alla finestra”, ma non ci stupiremmo), riteniamo che il rifacimento o un ridisegno della piazzetta Garibaldi non sia un tabù.

Certo non è il luogo più degradato della città. Può non essere una priorità in sé. Ma l’esigenza di ridare un look più accattivante al centro dello Scalo, di riqualificare l’offerta commerciale e l’appeal della città con un “salotto” in cui ritrovarsi, come quando si andava in piazza, in cui accogliere chi viene da fuori e magari fare eventi, è una priorità assoluta.

Su queste colonne, negli ultimi anni abbiamo proposto, via via, la chiusura del centro al traffico, la creazione di piste ciclabili urbane, una sala multiuso per incontri, mostre, musica e teatro, e ultimamente anche i murales d’autore nelle facciate e nelle pareti degli edifici, facendo di Chiusi Scalo una galleria d’arte a cielo aperto. Abbiamo anche proposto più volte di tenere allo scalo qualche evento del festival Orizzonti

Non ci scandalizza l’abbattimento di una parte di quel muretto per riaprire Piazza Garibaldi e renderla più fruibile. Sarebbe bello se potessero riaprire lì anche dei bar o locali di ritrovo come ce n’erano un tempo…

L’importante è che non vengano abbattuti gli alberi che ci hanno messo 20 anni per diventare come sono adesso. E siano salvaguardati il monumento alla Resistenza e la fontanella (quest’ultima può essere spostata, ma non eliminata).

Sarebbe opportuno anche un confronto pubblico, possibilmente prima che si mettano in moto le ruspe. In modo che la cittadinanza possa avere cognizione di ciò che si intende fare e come verrà fatto. E magari fornire anche suggerimenti.

Quanto al fatto che siano stati i commercianti a dare l’input, va detto – ad onor del vero – che a Chiusi Scalo, da qualche anno a questa parte, se si escludono i Ruzzi della Conca con i quali c’è comunque una sinergia, tutte le altre iniziative diciamo “di massa” o di richiamo sono tutte promosse e organizzate dai commercianti. Da Sbottegando, alla Fiera alla Stazione, dalla corsa ciclistica giovanile alla pista del ghiaccio, al mercatino natalizio… Se mai sono altri soggetti che purtroppo latitano o se ne stanno rintanati in silenzio.

Se si vuole riconquistare il gusto di uscire di casa, di tornare in piazza a fare quattro chiacchiere, se si vuole ricreare un luogo che dia a Chiusi Scalo una piazza che non ha, che sia un piccolo “polmone” in cui si respira aria di città e di comunità, va bene anche il restyling, ma sarebbe bene cominciare, intanto, con un bella discussione sul tema. Che non è muretto sì o muretto no in piazza Garibaldi, ma come far tornare a battere il cuore di Chiusi Scalo. Quindi su tutto: dal traffico alle zone pedonali, dalla cura dell’arredo urbano agli eventi, dai murales alla piazzetta, dal ruolo della associazioni all’offerta commerciale…

E sarebbe opportuno che la discussione fosse promossa dal Comune che è la casa di tutti.

M.L.

 

 

 

 

 

 

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Farida