PAESI AL VOTO: CETONA, CERCASI SINDACO. SPUNTA UN… NIPOTE D’ARTE

venerdì 21st, dicembre 2018 / 12:45
PAESI AL VOTO: CETONA, CERCASI SINDACO. SPUNTA UN… NIPOTE D’ARTE
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CETONA –  Cominciamo oggi un viaggio nei comuni della zona che andranno alle urne nella prossima primavera per eleggere sindaco e consiglio comunale. Partiamo da uno dei più piccoli. Ma non per questo insignificante, anzi. In qualche misura si tratta di un paese “leader”, di un paese che ha fatto da apripista in più occasioni e su varie questioni. Ed è anche un paese bello, vivibile, ben tenuto. E anche orgoglioso. Geloso della sua tradizione contadina, ma anche il più abituato di tutti gli altri paesi a “stare in piazza” e a lavare lì i propri panni. In piazza, appunto. Una piazza tipica italiana, grande, sovradimensionata come lo sono spesso le piazze italiane, rispetto al numero di abitanti, al resto del contesto urbano. Una piazza che è “conca” dove tutti cadono e passano e dove tutti si ritrovano. La piazza dove sono i bar, le botteghe, la chiesa e pure le bacheche dei partiti con i tazebao che per decenni hanno segnato lo scorrere del tempo e il clima politico del luogo.

Parliamo, se non lo avete capito, di Cetona. Il paese dei Vip. Il primo che nei primi anni ’70 vide lo sbarco, prima di qualche avanguardia, poi in massa, di personaggi della politica, dell’economia, dello spettacolo. Nomi famosi, alcuni famosissimi. Uno sbarco che a Cetona fu più dirompente di quello dei Mille (che a Cetona passarono in forze, Garibaldi in testa, fuggendo a nord dopo la caduta della Repubblica Romana), perché ne cambiò i connotati e soprattutto i… prezzi delle case e non solo delle case. Il fenomeno si è avuto poi anche altrove, da Città della Pieve a Pienza, da Montepulciano a Panicale, da San Casciano Bagni a Sarteano… Ma è Cetona ad essere rimasta nell’immaginario collettivo il paese di Vip, gli altri no..

Cetona sempre negli anni ’70, nonostante le dimensioni ridotte e l’assenza totale sia di fabbriche che di scuole superiori,  fu uno dei pochi centri della zona ad avere un gruppo agguerrito e organizzato di “extraparlamentari” di sinistra.  Solo a Montepulciano, dove però c’erano i licei e l’Itc, si verificò qualcosa di simile. A Sarteano c’erano gli  “estremisti”, ma di destra. Il “gruppetto” cetonese era quello di Lotta Continua. E alcuni dei suoi leader di allora, certamente un po’ invecchiati e “imborghesiti” sono ancora al pezzo. Armando Bennati, detto Armandino, ad esempio, non è più un barricadero, ma siede comunque sui banchi dell’opposizione in Consiglio Comunale. Per dire.

Negli anni successivi Cetona ha avuto il segretario provinciale dei Comunisti Italiani (Cesare Menchetti) e un consigliere regionale nella figura dell’ex sindaco Sirio Bussolotti, per un certo periodo considerato il number one dei Ds in tutta la Valdichiana. E anche lui  è ancora in Consiglio Comunale. Ma con la maggioranza. Ed è anche segretario dell’Unione comunale Pd.

E sono attivi e presenti nel dibattito pubblico altri ex sindaci come Roberto Caldesi (chiusino naturalizzato cetonese), Marco Macchietti e Fabio Di Meo, quest’ultimo leader dei civatiani in provincia di Siena, rimasto comunque nel Pd, ma sempre su posizioni antirenziane.

Ma a Cetona c’è anche una Pro-Loco piuttosto attiva e c’è la Fondazione Balestrieri, presieduta da Massimo Mercanti, che organizza eventi culturali di rilievo. Ed è, Cetona, anche il paese dove alcuni dei “personaggi famosi” che vi hanno preso casa, non si fanno vedere solo al bar o al ristorante, ma ogni tanto partecipano pure ad iniziative pubbliche, vedi il giornalista Paolo Franchi, o il banchiere Davide Croff, per esempio. Sabato scorso è stata presentata il fondo librario di Miriam Mafai donato alla Biblioteca Comunale. Anche Miriam Mafai come tanti altri giornalisti di Repubblica aveva scelto Cetona come buen retiro… Di recente sono morti proprio a Cetona Rosario Villari (ottobre 2017) e Guido Ceronetti (settembre 2018). A Cetona quest’estate è stato notato il “guru” dell’ultradestra americana Steve Bannon, quello che vuol fare l’Internazionale Nera con Orban, Marine Le Pen e Salvini…  Isomma una sorta di piccolo e perifrico ombelico del mondo, dove fa buio presto perché l’omonima montagna incombe sulla piazza e nasconde il sole prma che altrove..

Da 5 anni, Cetona ha un sindaco donna. La prima donna sindaco del paese: si tratta di Eva Barbanera, che però è della frazione di Piazze. E’ del Pd, ma è stata tra i pochi sindaci non ascrivibili alla corrente renziana. E’ al primo mandato, potrebbe ricandidarsi. Ma non ne ha voglia. E’ stanca e probabilmente sfiduciata.

Come avevamo già anticipato, qualche giorno fa su queste stesse colonne, ha deciso di farsi da parte e di non tentare il bis. Lo ha ufficializzato martedì scorso con una lettera inviata al partito e a tutti i sindaci della Valdichiana. E quindi, per le elezioni di primavera, il Pd oltre a quello di respingere l’assalto della Lega (negli ultimi mesi c’è stato qualche “screzio” in piazza, come da migliore tradizione cetonese, tra i leghisti e la gente del posto che non ne gradiva a presenza), ha ora anche il problema di trovare un candidato sindaco. Un tempo la questione era quasi irrilevante, perché chiunque fosse il candidato o la candidata, il Pd (diciamo il centro sinistra) era comunque sicuro d vincere. Adesso non più. Anche Cetona è un comune contendibile. Se Lega e 5 Stelle facessero un “contratto” come quello per il Governo nazionale, per il Pd sarebbe dura spuntarla, anche se- va detto – da queste parti Lega e 5 Stelle alle amministrative prendono sempre meno voti che ale politiche e perché vince chi prende un solo voto in più degli altri…  Ma in questa situazione la figura del candidato sindaco assume un’importanza capitale. Al momento il Pd sembrerebbe orientato a presentare un volto del tutto nuovo (o quasi). Si tratta di Roberto Cottini, 42 anni, cetonese di origine ma per anni residente altrove (Perugia), figura non espressione diretta del partito. Qualche anno fa Cottini era vicino a Sel. Quindi anche lui, probabilmente tutt’altro che renziano.  Così, di primo acchitto sembra una candidatura “catapultata” nella mischia non si sa da dove. Ma a volte conta anche il pedigree e Roberto Cottini è… nipote d’arte. Cioè è nipote di Aldo Giuliacci, lo storico “sindaco contadino” di Cetona, esponente di spicco del Pci togliattiano (e dei mezzadri) degli anni ’60…

Ma se quello di Roberto Cottini è il nome su cui il Pd sembra voler puntare, non si possono escludere sorprese. Per una questione di continuità con l’amministrazione uscente, potrebbe uscire dal cilindro la candidatura dell’assessora Emanuela Forconi. Qualcuno aveva ventilato l’ipotesi Maria Teresa Cuda, già consigliere provinciale, ma dipendente comunale (responsabile della Biblioteca) e dovrebbe prendere l’aspettativa… In entrambi i casi sarebbe anche una continuità di genere: donna dopo donna.  Poi c’è il vicesindaco Gianfranco Torroni, che però ha l’handycap di essere stato ed essere un renzianissimo e c’è pure Diego Guerri anch’egli consigliere uscente, che qualcuno ha provato a spingere…

Non si sa ancora se il Pd andrà al voto con il proprio simbolo oppure se opterà – cosa più probabile – per una aggregazione civica senza bandiera esposta. Vedremo anche se cercherà e troverà alleanze. E con chi.

Armando Bennati, per esempio resterà all’opposizione o potrebbe essere coinvolto in un’operazione per evitare la conquista del palazzo d’inverno da parte della Lega? E come lui altre figure della sinistra non Pd?

E Lega e 5 Stelle si metteranno d’accordo o marceranno separati?  Uscirà fuori una qualche lista civica essenzialmente localistica, in funzione anti Pd? Sono tutte variabili che possono incidere sul risultato.

Intanto, c’è chi ha aperto una pagina facebook proprio per discutere dei problemi e delle prospettive cetonese, la pagina si chiama “Armageddon Cetona” e il titolo prelude alla voglia di una scossa che cambi lo scenario… L’animatore è Marcello Bennati, altro cetonese doc, imprenditore con esperienze all’estero, area sinistra critica, delusa, incazzata, ma non arresa… A contrastare i gazebo leghisti è stata soprattutto una commerciante, Paola Doricchi (figlia di un ex sindaco socialista) e anche lei molto delusa e incazzata con la sinistra all’acqua di rose e in via di estinzione e motivatissima sul fronte dell’antifascismo e della difesa della Costituzione. Sta costruendo un’associazione a tal proposito…

Poi c’è la vecchia guardia e quella più recente compresa la pattuglia degli ex sindaci che di sicuro inciderà in qualche modo sul dibattito e sulle scelte, anche delle candidature.

Una cosa è certa: Cetona è un paese piccolo, di 3.000 abitanti circa, ma può contare anche sul versante della sinistra (in genere) su un bel parterre di teste pensanti, indipendentemente dalle posizioni diverse di ognuno. In questo senso Cetona è una miniera. Una realtà ricca. Persino vivace.

Il problema è che, di questi tempi, in politica il “pensiero” conta poco, conta più la pancia, la percezione alimentata ad arte di un clima cupo…

La sinistra può perdere a questo giro molti comuni. Se perdesse Cetona allora sì, sarebbe una debacle epocale, perché vorrebbe dire che non c’è davvero medicina per arginare la febbre barbarica…

Marco Lorenzoni

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