CHIUSI, DA DOMANI A DOMENICA LA FESTA DELL’UVA E DEL VINO

giovedì 27th, settembre 2018 / 17:00
CHIUSI, DA DOMANI A DOMENICA LA FESTA DELL’UVA E DEL VINO
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CHIUSI –  Comincia domani, per concludersi domenica la Festa dell’Uva e del Vino. Ovvero la festa di fine estate/inizio autunno, la festa che tutte le altre si porta via e ci dice che è arrivato il momento di ritirar fuori il giacchetto pesante, e che d’ora in poi per 6-7 mesi saranno serate più grigie, più fredde, da vivere al chiuso… E’ anche l’ultima occasione per ascoltare musica dal vivo in piazza, poi saranno solo pub, teatri, locali vari… E anche per mangiare per strada. Se il tempo regge – e pare di sì – la fine di settembre è un bel periodo. Si sta ancora bene fuori e poi c’è pure quella canzone di Battisti a ricordarci che  il 29 settembre non è poi un giorno come gli altri e può diventare molto speciale, basta non viverlo chiusi in casa.

Chiusi non è Parigi, ma val bene una messa, ugualmente. E sopratutto val  bene una festa. Perché alla Festa dell’Uva e del Vino si mangia bene. E si mangiano piatti tipici, cucinati come una volta. Dai pici fatti rigorosamente a mano (se no, non sono pici), alla cacciagione alla trippa, al baccalà, al cinghiale, ai formaggi e salumi e altre specialità della più radicata tradizione (la lingua, il quinto quarto ecc.), il tutto innaffiato e accompagnato dai vini del territorio e in particolare quelli della zona di Chiusi, alcuni dei quali etichette di assoluta eccellenza.

Il “contorno” non è solo patate e fagioli, ma musica live, di tutti i generi, dal folk al rock, dalle street band al jazz, ai Dj set per ballare… E inoltre pillole di teatro, reading, giochi per bambini e adulti, carri allegorici, mercatini, visite guidate al Museo della cattedrale e al labirinto sotterraneo (tutti e tre i giorni alle 21,30), apertura notturna del Museo Nazionale Archeologico, degustazioni in luoghi insoliti come la Torre campanaria, la cisterna etrusco romana o l’orto vescovile, dove tra l’altro, domenica 30, alle 18,00 ci sarà anche la presentazione del libro “Vesuvio universale” di Maria Pace Ottieri, titolo splendido e una autrice legatissima a Chiusi.

Come sempre l’enoteca dei Terzieri proporrà una selezione dei migliori vini italiani, cosa unica nel suo genere nel territorio, quindi un’occasione praticamente irripetibile per assaggiare vini che non è facile trovare e non si bevono tutti i giorni.

Previsto anche un pizzico di competizione tra i terzieri Sant’Angelo, Santa Maria e San Silvestro. Stavolta niente palio con la torre sulle spalle o tiri con l’arco, ma semplicemente una sfida a suon di… pici. Una apposita giuria decreterà chi li avrà fatti meglio. A Chiusi dove i pici sono il piatto tipico per eccellenza, trattasi di sfida serissima, da vivere come una finale di Champions, forchetta alla mano.

Non lo abbiamo detto, ma, come sempre la festa dell’Uva e del Vino si svolgerà nel centro storico che per tre serate tornerà ad essere pieno di gente, vivace e anche un “pochino” rumoroso, il che una volta tanto non guasta.

Tra l’altro la festa chiusina non è più quella naif, popolaresca e “caciarona” dei primordi, siamo alla 36esima edizione e la kermesse negli ultimi anni si è un po’ imborghesita, ha perso dei connotati e ne ha acquisiti altri, più sobri, più soft, cercando di privilegiare la “qualità dell’offerta” rispetto alla voglia di salutare l’estate con una bella sbornia…

Il vecchio, storico striscione “Briachi d’ogni terra affluite nel chiusino…” è ormai un retaggio del passato. Oggi più che ai “briachi” ci si rivolge ai gourmet, agli appassionati della cucina tradizionale, ai cultori e curiosi dei grandi vini… Ed è anche giusto così. La festa evita di dare spazio a messaggi e comportamenti poco edificanti, è meno “provinciale” e più accattivante.  Per tutti.

Anzi, accattivante non è forse il termine giusto, perché circola solo roba buona, di cattivo non c’è niente. Provare per credere.

 

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