ASD CITTA’ DI CHIUSI, PRESENTATA LA SQUADRA. STASERA PRIMO TEST A MONTALLESE

giovedì 05th, settembre 2013 / 17:23
ASD CITTA’ DI CHIUSI, PRESENTATA LA SQUADRA. STASERA PRIMO TEST A MONTALLESE
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CHIUSI SCALO – In attesa di prenderli per qualche gol e per e prime vittorie, i ragazzi della nuova ASD Città di Chiusi, il Chiusi autarchico del pallone, li hanno già presi. Ieri sera alla festa dei Ruzzi della Conca, dove è avvenuta la presentazione ufficiale della squadra, pronta a tuffarsi nel campionato di terza categoria. E’ società nuova di pacca e quindi parte dal gradino più basso. A fare gli onori di casa Marco Agostinelli, “voce” storica del Chiusi di sempre, quello che fa l’Eccellenza, categoria regina del calcio dilettantistico, squadra più alta in grado, nei dintorni. Segno questo di una certa “distensione” dopo qualche folata di maestrale tra i due sodalizi. Se non altro per l’utilizzo del campo sportivo e per qualche cartellino…

“Nessuna polemica, nessuna rivalsa, nessuna contrapposizione” ha tenuto a precisare il presidente della Asd Città di Chiusi Giovanni Cupelli.  Bene. Ci sono 4 categoria di differenza.  Non ci può essere concorrenza tra le due squadre che, invece, possono trovare momenti di integrazione, di collaborazione. Sono parecchi infatti i giocatori della neonata società che giocherà la Terza, provenienti dalle fila del Chiusi maggiore, o di proprietà di quest’ultimo anche se da anni mandati in giro a giocare sia in Umbria che in Toscana.

Non solo “autarchia” (tutti di Chiusi), comunque, nel progetto del presidente Cupelli e del mister, Giuseppe Scarpelli. C’è anche altro e di più negli obiettivi del nuovo sodalizio, anch’esso biancorosso, con in pizzico di blu. Lo ha detto chiaramente uno dei giocatori, Paolo Ferretti, il “Gattuso” della situazione, parlando di se stesso e di altri compagni: “Non siamo solo una squadra, ma anche un centro di recupero per infortunati gravi e lungodegenti”. Una battuta, naturalmente. Che però  racchiude in sé una grande voglia, quella di alcuni atleti di tornare a giocare dopo infortuni seri e lunghissimi mesi di stop. Una scommessa, appunto: recuperare giocatori che non solo son rimasti fermi, ma avevano pure pensato seriamente di appendere le scarpette al chiodo, pur non avendo ancora nemmeno 30 anni…

L’età media è più bassa. Il più anziano è Leonardo Santoro, difensore classe 1980. Gli altri sono tutti più giovani.  Tra loro cursori e uomini di fatica,  ma anche gente dai piedi buoni proveniente da campionati regionali giovanili o da squadre di categoria superiore, sia in attacco che negli altri reparti.

La difficoltà maggiore per mister Scarpelli sarà proprio quella di non rischiare i “lungodegenti” e recuperarli con il tempo necessario, sfruttando magari, nel frattempo, l’entusiasmo e la voglia dei più giovani.

Certo, giocatori come Francesco Ferretti, Ivo Provenda, Alex Papi, Andrea Della Ciana, Gian Marco Scarpelli, Nicola Vannuzzi, Paolo Ferretti,  nonostante siano ancora molto giovani sono già formati ed esperti. Il mancino Lorenzo Tiezzi, classe ’91,  ha già dimostrato di saperci fare sia a Chiusi che altrove. Come Simone Casaglia, Leonardo Lembo, Niccolò Paolucci, Tommaso Cresti  o il “bomber” Marco Pellegrini, uno – dicono – da 20 gol a stagione… Leonardo Santoro, Filippo Gailli, Andrea Fei,  sono pedine su i puoi contare sempre.  Fisico, tigna, corsa. Ma nella ASD Città di Chiusi si ha l’impressione che tutti saranno utili, nessuno indispensabile. Che tutti giocheranno per tutti e non per se stessi.  E ci sarà anche spazio per tutti. Per i veterani e per le nuove leve. Per i piedi buoni e per gli “uomini di fatica”, quelli che devono correre anche per gli altri e recuperar palloni, come Oriali, per dirla con Ligabue. Si comincia a fine mese. Intanto mister Scarpelli, coadiuvato da Franco Stendardi e dal preparatore dei portieri Mauro Peparini, li fa sudare tutti. Stasera a Montallese, primo test: amichevole con il Montallese, appunto. Si testeranno schemi, geometrie e pure il campo che sarà quello dove la squadra giocherà il campionato… Qualcuno dei lungodegenti di cui sopra è fermo ai box, forse ha voluto strafare in questo inizio di preparazione (tanta era la voglia, che…). Ma nessun  allarme. Sono cose che in questa fase possono capitare. Succede in serie A, figuriamoci in terza categoria! Che comunque, anche se nessuno lo dice, negli obiettivi dovrà essere solo il trampolino di lancio per lidi più prestigiosi, non il limbo in cui vagare per l’eternità…

 

Nella foto: Alessandro Rosa (a sinistra) e Ivo Provenda ai box…

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