Un nuovo museo etrusco. A Milano. Lo dirigerà l’archeologo chiusino Giulio Paolucci

martedì 03rd, gennaio 2017 / 19:36
Un nuovo museo etrusco. A Milano. Lo dirigerà l’archeologo chiusino Giulio Paolucci
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Milano non è una città etrusca, ma presto avrà un nuovo museo dedicato all’enigmatico popolo dell’Etruria. “Sarà un struttura di proprietà e gestione privata,ma con funzione e spirito pubblico”,così l’ha definito il sindaco Giuseppe Sala,annunciando anche che il nuovo museo farà parte del sistema museale cittadino e che pertanto andrà ad arricchire l’offerta culturale milanese,aumentando l’attrattività della città”. Il Museo ospiterà una grande collezione, acquistata di recente in Svizzera dalla Fondazione Rovati, che ha deciso di renderla fruibile, ma sarà anche sede di mostre temporanee, convegni di studio,iniziative culturali a largo raggio. Nella sede museale troveranno spazio anche una caffetteria e un grande giardino pensile,oltre a sezioni in cui verranno ricostruiti ambienti etruschi. Il tutto in un palazzo storico milanese, come il Palazzo Bocconi-Rizzoli-Carraro in corso Venezia. La ristrutturazione a museo dell’edificio sarà curata dall’archistar Mario Cucinella.

Ne parliamo su Primapagina non solo perché ogni iniziativa che riguardi gli Etruschi riguarda direttamente o indirettamente questo territorio,ma anche e soprattutto perché a dirigere il nuovo museo sarà una figura molto nota in Valdichiana. Si tratta dell’archeologo chiusino Giulio Paolucci, attualmente direttore del Museo delle Acque di Chianciano Terme, il quale sarà così una sorta di ambasciatore di Chiusi e della Tuscia nel capoluogo lombardo, che è anche la città italiana più”vicina all’Europa” per dirla con Lucio Dalla.

Il Museo Etrusco della Fondazione Rovati  opererà in sinergia con il Museo Civico Archeologico che già possiede una ampia collezione di reperti etruschi. C’è da augurarsi che Paolucci trovi sinergie anche con il territorio della Valdichiana e con i suoi musei, che conosce come le sue tasche. Il nuovo museo milanese aprirà i battenti nel 2018.  Chianciano e la Valdichiana avranno un “ambasciatore”, una testa di ponte nel nord Italia, ma perderanno un punto di forza del movimento e della cultura archeologica locale sul posto. Non sarà un problemino da poco.

m.l.

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