REGIONE UMBRIA, CUCINELLI E COMUNI: UN POLO TECNOLOGICO E DI RICERCA NELLA VECCHIA CENTRALE DI PIETRAFITTA

REGIONE UMBRIA, CUCINELLI E COMUNI: UN POLO TECNOLOGICO E DI RICERCA NELLA VECCHIA CENTRALE DI PIETRAFITTA
0 Flares 0 Flares ×
“Dopo oltre vent’anni la Regione Umbria mette a disposizione le risorse necessarie per riqualificare quest’area: serviranno innanzitutto a demolire e rifunzionalizzare, così da fare spazio al futuro Parco dell’innovazione”. Così la Presidente della Giunta Regionale umbra Stefania Proietti, alla presentazione del progetto per la riqualificazione e il recupero dell’area ex Enel di Pietrafitta.
Ci verrà realizzato un Polo dedicato alla ricerca, ma anche alla formazione, e alle nuove tecnologie. L’area è stata scelta per le sue potenzialità, infatti è già operativo da anni un importante impianto fotovoltaico, che potrebbe fornire energia al Data Base che dovrà sorgere in quel sito, così come è servito da un lago artificiale che sarebbe in grado di fornire tutta l’acqua possibile perché è noto che l’IA, per poter funzionare ha bisogno di tanta energia, ma a che di acqua per raffreddare gli impianti. Ed è subito riaffiorata anche una vecchia idea quella che con l’acqua calda che uscirà dagli impianti di raffreddamento si potrebbe alimentare delle piscine, che così chiuderebbe il cerchio annuale degli appassionati di nuoto, che in estate possono da anni usufruire dell’impianto già esistente.
L’operazione di recupero dell’area, che dovrà tornare a produrre questa volta non più energia, ma saperi ad ampio raggio a partire da quelli della sanità, durerà almeno tre anni, poi finalmente il lavoro, l’intelligenza umana torneranno ad essere  i protagonisti.
La Regione, ne è convinta la Presidente ma non solo lei, dovrà restituire una prospettiva di sviluppo a uno dei luoghi simbolo della storia energetica e industriale dell’Umbria. Pietrafitta, appunto. Oggi l’area della vecchia centrale Enel a lignite è un luogo in abbandono. Simbolo di un passato industriale che non c’è più. La sfida è ridare vita e futuro non solo ad un sito dismesso, ma a tutta la vallata del Nestore, con un progetto che dovrebbe ospitare anche start up aziendali, centri di ricerca, “pensatoi” dove si progettano nuove strade per la produzione industriale e per altri campi dell’economia. Una specie di piccola Sylicon Valley in versione umbra, che potrebbe rimettere la regione cuore verde d’Italia al centro di una stagione nuova fondata sulla rigenerazione, sull’innovazione, sulla responsabilità sociale. Ne ha parlato l’imprenditore Brunello Cucinelli, che con la sua azienda forse la più rilevante dell’Umbria, almeno dal punto di vista mediatico, e con la Holding di famiglia Foro delle Arti, sarà coinvolto nel progetto insieme alla Regione, all’Università e ad altri soggetti. L’obiettivo sembra quello di indicare un modello diverso dal turbocapitalismo e dal liberismo sfrenato che negli ultimi 30 anni ha cancellato il tessuto industriale e produttivo della Valnestore, uno dei più importanti, anche per numero di addetti di tutta l’Umbria. Un modello che guardi insomma anche al “lato umano” dell’economia e non abbia solo il profitto come faro, ma anche la crescita dei territori, la possibilità di garantire un futuro ai giovani, senza costringerli ad emigrare. Certo il quadro generale è cambiato, non siamo più ai tempi in cui c’era anche la ferrovia per far arrivare la lignite a Pietrafitta, e neanche ai tempi del capitalismo visionario di Luisa Spagnoli e anche Cucinelli che parla spesso di “creato” e di “umanesimo” è un imprenditore che fa soprattutto affari. E i suoi li sa fare molto bene.
Da anni  soprattutto gli Amministratori locali e il partito che li fa eleggere perseguono questo progetto che dovrebbe creare le condizioni per un rilancio dell’economia e dell’occupazione in Val Nestore, farla tornare al Tavolo della Programmazione regionale da protagonista.  Ridare quindi slancio attraverso  una rinnovata collaborazione tra il pubblico, rappresentato dalla Regione, dai Comuni, dall’Università, dalla Provincia e dalla Sovrintendenza – oltre che dal Ministero e Zes e i privati, rappresentati in questa fase embrionale dalla famiglia Cucinelli e da altre imprese che fin da subito hanno scommesso sul potenziale di queste iniziative.
A promuovere e sostenere ideazione e progettazione sono infatti la citata Holding Cucinelli Foro delle Arti, e Umbria Data Garden, società operativa costituita per accompagnare lo sviluppo dell’iniziativa.
Che significa anche cercare altri e nuovi partner e investitori interessati a partecipare alla progressiva realizzazione del parco/polo tecnologico.

“L’intenzione – ha precisato Proietti – è quella di realizzare insieme un ecosistema strategico, dove far nascere e progredire le future generazioni di innovatori. Tutti insieme abbiamo la stessa idea dell’innovazione, intesa come un processo partecipato che tiene insieme progresso e responsabilità sociale, in cui la tecnologia è innanzitutto un fattore strategico rigenerativo al servizio del bene comune”.

Il progetto prevede il recupero e la rifunzionalizzazione degli spazi dell’ex centrale, che dovrebbero ospitare infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale, al calcolo avanzato e alla gestione sicura dei dati, a servizio della ricerca scientifica, della sanità, delle pubbliche amministrazioni, dell’Università e del sistema produttivo.

“Possiamo affrontare i prossimi passaggi con grande speranza e con la rinnovata volontà di dare una seconda vita al nostro territorio”, ha affermato il sindaco di Piegaro, Roberto Ferricelli, sottolineando l’attenzione al territorio dimostrata da Umbria Data Garden e Foro delle Arti.
Per il sindaco di Panicale, Giulio Cherubini, l’incontro con la famiglia Cucinelli ha rappresentato “una grande fortuna”. “La nostra terra – ha chiosato – non ha soltanto un grande passato da ricordare, ma possiede le idee, le risorse e, soprattutto, le persone giuste per costruire un grande futuro”.
Questo il primo passo, ora occorrerà farne un altro, quello della messa a terra di un progetto che dia al territorio della Val Nestore una rete stradale che superi le attuali mulattiere. Sarebbe un parziale ristoro per il grande furto di futuro che queste popolazioni hanno subito, quando senza alcuna ragione, gli fu smantellata la linea ferroviaria Perugia-Tavernelle, che poi avrebbe dovuto proseguire fino a Chiusi.
Certo, di progetti visionari e innovativi ne sono stati presentati diversi, negli ultimi 10 anni, chi non ricorda ad esempio quello denominato “Wood for green” per la produzione di idrogeno dal legname, presentato in pompa magna nel 2022 a Tavernelle e finito nel nulla prima ancora di piantare il primo albero? Anche in quel caso si parlò di partnership fra pubblico e privato, Regione, Comuni e Università…
Quindi sarà bene non farsi troppe illusioni pure per quanto riguarda la riconversione-riqualificazione a polo tecnologico della vecchia centrale di Pietrafitta. Troppe volte la Valnestore è stata illusa e per poi essere massacrata e depredata.
Il fatto che un imprenditore di successo che ha una visione particolare dell’economia come Cucinelli sia della partita e mostri di credere nel progetto e nel connubio con il pubblico è sicuramente importante, ma da solo non è garanzia sufficiente sul buon esito dell’operazione. E i tanti dubbi che affiorano a livello planetario sull’uso dell’Intelligenza Artificiale e sulla gestione dei dati affidata a gestori sempre più in mano di pochi anzi pochissimi “potenti” alcuni dei quali hanno pure suggestioni messianiche e nazistoidi (vedi Peter Thiel di Palantir) non fanno dormire tranquilli.
Renato Casaioli
Marco Lorenzoni
0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Email -- LinkedIn 0 Pin It Share 0 0 Flares ×
Consorzio di bonifica
Mail YouTube