CHIUSI SCALO, AL SOTTOGROTTONE LA CONCA DEL CENTENARIO DELLA CHIESA

lunedì 07th, settembre 2026 / 12:59
CHIUSI SCALO, AL SOTTOGROTTONE LA CONCA DEL CENTENARIO DELLA CHIESA
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ANCHE IL PRESIDENTE DELLA TOSCANA GIANI ALLA FINALE DELLA PALLA AL BRACCIALE

CHIUSI SCALO –  E così dopo il Saracino di Sarteano che ha visto vincere la contrada di S. Andrea, il Palio dei Terzieri di Città della Pieve dove ha trionfato per l’ennesima volta il Castello e il Bravìo delle Botti di Montepulciano, dove il “panno” se lo è preso Cagnano, anche la disfida della Palla al Bracciale dei Ruzzi della Conca di Chiusi Scalo, ultimo “palio” paesano dell’estate, ha un nuovo padrone: la contrada del Sottogrottone, che aveva vinto due anni fa ed è tornata in possesso dell’ambita Conca. In passato, prima del 2024, aveva trionfato altre due volte soltanto: nel 2009 e nella prima edizione nel 1981. Quindi è poker. 

La sfida è stata lunghissima e si è reso necessario accendere i riflettori dello stadio, perché cominciava a far buio. I gialloneri in finale hanno battuto la Fornace, che a sua volta aveva battuto, un po’ a sorpresa il Mar Nero (per 1 punto) e poi le Biffe. Festa dunque nel rione centrale dello Scalo.

Un po’ di amarezza fra i nerazzurri del Mar Nero detentori del titolo, i quali sembravano aver avviato un ciclo con le vittorie del 2023 e del 2025. Anche loro dovranno cominciare a ricostruire: due dei giocatori scesi in campo hanno 41 anni (Daniele Paolucci e Federico Ferretti) e il tempo passa per tutti. Però il Mar Nero ha vinto la sfida dedicata alle nuove leve e questo fa ben sperare per il futuro prossimo. Adesso la contrada “nonna” è il Granocchiaio, che ha vinto più di tutti (18 volte), ma non vince dal 2014.  L’Albo d’oro dice 18 conche al Granocchiaio; 11 alla Fornace; 9 alle Biffe; 4 al Sottogrottone e 3 al Mar Nero. Queste ultime però hanno vinto, alternandosi le ultime 4.  Le cenerentole diventate regine.

Ieri ad assistere alla finale del Bracciale, c’era anche il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani che, intervistato durante la diretta Tv, ha sottolineato come il gioco della palla al bracciale sia patrimonio culturale e storico di molte zone della Toscana. E infatti si giocava, fino agli anni 20′ del ‘900, anche a Firenze, a Montevarchi, a Monte San Savino a Poggibonsi… E’ vero che Giani non ne perde una di manifestazioni popolari, dimostrandosi molto attento a questo tipo di eventi, ma indubbiamente la presenza di ieri ai Ruzzi conferisce autorevolezza alla disfida chiusina nata quasi per scherzo nel 1981 e affermatasi nel tempo, come forse l’evento più significativo nel mantenere la memoria dell’antico “gioco del pallone col bracciale” a livello regionale e nazionale. 

Il sipario sull’edizione 45 dei Ruzzi della Conca calerà però solo domani 8 settembre, festa della Madonna e festa doppia quest’anno a Chiusi Scalo per il centenario della Chiesa di Santa Maria della pace. Centenario celebrato anche dalla “sfilata storica in costume inizio ‘900”, con scene e carri dedicati all’evento. Ma la celebrazione solenne avverrà, appunto domani 8 settembre, con la tradizionale processione notturna per le vie della cittadina.

La chiesa di Chiusi Scalo fu progettata dall’ing. Fulvio Nardi Dei, su commissione del vescovo Giuseppe Conti, negli anni della Grande Guerra, fra il 1915 e il 1917. La posa della prima pietra avvenne il 1 agosto del 1919 a guerra finita. I lavori, sostenuti da donazioni papali e anche dal contributo di molti cittadini compresi operai, artigiani, trasportatori, durarono fino al 1926. Fu lo stesso Papa Pio XI, che aveva definito la grande guerra “l’inutile strage” a chiedere che la chiesa fosse dedicata a Maria Santissima regina di Pace… E oggi, a distanza di 100 anni, con i venti di guerra che aleggiano anche in Europa, ci sembra giusto sottolineare quel richiamo alla pace. La consacrazione avvenne il 7 settembre 1926, l’inaugurazione ufficiale il giorno dopo. Nel 1949 la chiesa subì una prima ristrutturazione che conferì in sostanza all’edificio l’attuale conformazione, ritoccata più volte nel corso degli anni, anche recentemente, ma mai stravolta o modificata in modo pesante. Solo il campanile non venne proprio a regola d’arte. Causa il terreno paludoso sottostante o una insufficiente fondazione, la struttura pende vistosamente. Come la Torre di Pisa. Ma è sempre risultato stabile e non verrà giù.

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