INSOLITA MOSTRA A CHIUSI SCALO:”I RICAMI DI ROBERTA”, CAPOLAVORI REALIZZATI CON AGO E FILO

lunedì 31st, agosto 2026 / 10:22
INSOLITA MOSTRA A CHIUSI SCALO:”I RICAMI DI ROBERTA”, CAPOLAVORI REALIZZATI CON AGO E FILO
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CHIUSI SCALO – Ieri, domenica 30 agosto, mentre allo stadio “Frullini” si disputava la prima manche della disfida della Palla al Bracciale dei Ruzzi della Conca, che per la cronaca, ha decretato la prima finalista nella contrada del Sottogrottone, e mentre nel centro dello Scalo si svolgeva Sbottegando, con l’insolito mercatino vintage “car boot”, in via Leonardo da Vinci nello spazio espositivo gestito da Chiusinvetrina (ex Touché), si è aperta una esposizione artistica non meno inusuale: capolavori di “arte manuale” che però non sono quadri, sculture, fotografie, ma… ricami. “I ricami di Roberta”. Ovvero Roberta Mencucci, allieva anche lei della scuola di ceramica di Don Manfredo Coltellini, che se n’è andata nel 2023 e alla quale il marito Carlo Paggetti, artista a sua volta che nello stesso luogo ha esposto le sue opere nella primavera scorsa,  ha voluto dedicare la mostra ricordo. I “capolavori” esposti sono tovaglie, tende, centritavola, asciugamani, coperte, di gran pregio, tutti ricamati a mano, con maestria certosina e un lavoro durato degli anni. In sostanza si tratta di quei “manufatti” che un tempo andavano a costituire “il corredo”, ovvero l’insieme di biancheria per la casa che le madri preparavano per le figlie, fin dalla loro infanzia, perché lo utilizzassero poi, nella loro vita da spose.  Pilastro e vanto di ogni famiglia contadina, ma anche borghese.

Roberta Mencucci i suoi ricami li faceva nei ritagli di tempo e li ha realizzati soprattutto quando ha smesso di lavorare la ceramica. Ma evidentemente aveva mani d’oro sia per lavorare la creta, sia nel maneggiare ago e filo. E nella mostra in via Leonardo da Vinci quei lavori sono esposti nella loro funzione: tovaglie su tavole eleganti allestite, a coprire mobili d’epoca…  Roba d’altri tempi, insomma, che oggi nessuno userebbe per non sciupare o minimamente scalfire il candore della tela e quei particolari ghirigori che sembrano fatti con il pennello o con la precisione di una stampante 3D e invece sono realizzati a mano, con ago e filo e gli strumenti del ricamo. Si tratta di opere (opere d’arte a tutti gli effetti) che lasciano di stucco chi le osserva. Ovviamente – e non è affatto un ragionamento sessista – destinate ad essere apprezzate soprattutto dal pubblico femminile. Magari over 40…

Nella nostra cultura materiale il ricamo è essenzialmente opera della donna e il corredo era destinato alle figlie femmine. Qualcuno fra i visitatori, all’inaugurazione, notava che “i ricami di Roberta” sono non solo un tributo ad un’arte manuale antica che si tramandava di generazione in generazione, ma anche un elogio alla lentezza, alla pazienza certosina, alla fantasia mista a precisione maniacale che spesso serve nella vita. Come un quadro, una scultura o una foto, anche una tovaglia ricamata può raccontare un sacco di cose e un sacco di storie.  

La mostra, che ha il patrocinio del Comune di Chiusi e dell’associazione Chiusinvetrina, resterà aperta tutti i giorni, dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 19,30, fino al 13 settembre.

 

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